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Il dono

Mio nonno aveva un occhio da artista: sapeva comporre figure di animali con la mollica del pane vecchio, poi le dipingeva e ce le regalava.

Ricordo che una volta feci una passeggiata per le vie della città insieme a lui: raccolse tra i rifiuti un vecchio ombrello e mi disse che ne avrebbe fatto qualcosa di splendido.
Più tardi mi mostrò delle rose che aveva fabbricato con i pezzi dell'ombrello, dipingendoli di mille colori.

Ogni volta che penso al dono che aveva mio nonno di vedere la bellezza e le possibilità insite negli oggetti più inverosimili, penso all'incontro di Gesù con la samaritana.

Gesù scelte un'emarginata del suo tempo per donare proprio a lei l'acqua del Suo amore.
Con il Suo esempio ci ha detto che cosė dobbiamo essere gli uni per gli altri.

Solo con la grazia di Dio possiamo attuare le possibilità che noi abbiamo: solo con gli occhi di Dio possiamo vedere le possibilità e le bellezze dei nostri più impensati vicini.

La gioia

La gioia non è un lusso. È una necessità.
Abbiamo bisogno della gioia con la stessa urgenza con cui abbiamo bisogno di mangiare e di bere. Molti passi della Bibbia rivelano che Dio vuole renderci possibile la gioia, e ce la vuole donare. L'ansia, le preoccupazioni e la tristezza feriscono la vita. La gioia la risana.

Una giornata senza gioia è una giornata perduta.
Una vita senza gioia non è vita. Viviamo allora nella gioia oggi e tutti i giorni della nostra vita.

L'amore di Dio

Il centro della religione cristiana è l'amore di Dio che redime.
Un amore che non ripaga male con male, ma getta sul male il manto del perdono; un amore versato non solo sui "giusti" e sui "puri", ma anche sui peccatori deboli e senza speranza; un amore dato non come ricompensa al bene, ma per creare il bene quando si è "ancora lontani"; un amore che si umilia affinché noi siamo esaltati, che ci accompagna nei momenti della prova per condurci alla vita eterna.

Per portare la giustizia nel mondo dobbiamo fare agire l'amore di Dio; e ciò è possibile solo quando abbiamo maggiore fiducia in Dio.

La fiducia in Dio può accrescersi solo quando riusciamo a conoscere Dio personalmente attraverso la comunione con i fratelli.

Essere in stretti rapporti con Dio ci porta a conoscere l'amore, il Suo amore. Quando questo amore si manifesta, allora vuol dire che stiamo vivendo nel regno di Dio.
SOLO ALLORA LA VITA HA UN SENSO!

L'invito

Il signore di un castello diede una gran festa, a cui invitò tutti gli abitanti del villaggio aggrappato alle mura del maniero. Ma le cantine del nobiluomo, pur essendo generose, non avrebbero potuto soddisfare la prevedibile e robusta sete di una schiera cosė folta di invitati.
Il signore chiese un favore agli abitanti del villaggio: "Metteremo al centro del cortile dove si terrà il banchetto un capiente barile. Ciascuno porti il vino che può e lo versi nel barile. Tutti poi vi potranno attingere e ci sarà da bere per tutti".

Un uomo del villaggio prima di partire per il castello si procurò un orcio e lo riempì d'acqua, pensando: "Un po' d'acqua nel barile passerà inosservata ... nessuno se ne accorgerà!".
Arrivato alla festa, versò il contenuto del suo orcio nel barile comune e poi si sedette a tavola.
Quando i primi andarono ad attingere, dallo spinotto del barile uscì solo acqua.
Tutti avevano pensato allo stesso modo. E avevano portato solo acqua.

Se siamo scontenti del mondo, è perché troppi portano solo acqua. E tutta la Creazione ne soffre.

Ogni cosa a suo tempo

Spesso voi ed io desideriamo che le cose che abbiamo piacere di avere siano senza fine.
Vorremmo restare attaccati ad esse e vederle continuare sempre.
Odiamo gli addii e le sensazioni che li accompagnano.

Tuttavia, il modo col quale affrontiamo le cose può determinare il nostro modo di vedere la vita.

Le conclusioni sono inevitabili: per quanto cerchiamo di posticiparla, la fine è inevitabile. Inoltre, anche per gli eventi della nostra vita le conclusioni sono inevitabili.
Ogni cosa a suo tempo, ci ha insegnato l'autore dell'Ecclesiaste: un tempo per adorare, un tempo per divertirsi, per ridere, per amare, per piangere.
Ogni cosa ha un principio e una fine: ogni conclusione è il preludio di un nuovo inizio.
Possiamo dire a noi stessi: "Adesso che altro?".
Possiamo diventare migliori quando andiamo incontro ad ogni nuovo inizio e impariamo che ogni nuovo inizio può essere causa di celebrazione di Dio.

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