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"VOI SIETE IL SALE DELLA TERRA"
(Matteo 5:13-16).
Quando la nostra nuova studentessa interna ebbe deposto il ricevitore del telefono nella stanza dell'ufficio dove si ricevono le notizie da trasmettere per radio o televisione, notai che stava piangendo.
"Perché, Kathy?", le chiesi, passandole un braccio intorno alle spalle. "Cosa c'è che non va?".
Imbarazzata, lei cercò di asciugarsi le lacrime. Alla fine riuscì a dirmi che cosa l'aveva turbata. Aveva appena finito una lunga conversazione con una vecchia signora cieca. Al solo ascoltare i problemi di quella donna si era commossa fino alle lacrime.
Più tardi, nel pomeriggio, un'assistente telefonista depose con violenza il ricevitore dello stesso telefono, disgustata.
"Perché chiama me?", domandò poi "Non voglio sentire della morte del suo bambino!".
Rimasi colpita dal contrasto col quale queste due donne avevano reagito a coloro che telefonavano coi loro problemi. Che accadrebbe se tutti fossero come l'assistente telefonista?
Quanto tempo potrebbe sopravvivere una società se i suoi membri non avessero compassione e amore l'uno per l'altro?
Anticamente, in Palestina il sale era usato per la conservazione dei cibi.
Gesù ha detto che noi siamo il sale della terra: quando esprimiamo amore e comprensione per gli altri, noi contribuiamo a conservare la società.
È l'amore di Cristo dentro di noi quello che tiene unito il mondo.
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