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"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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Abramo e Lot

Testo biblico: GENESI capitolo tredicesimo

ABRAMO E LOT

"Dall'Egitto Abramo risalì verso il Negheb con la moglie e tutti i suoi averi. Lot era con lui. Abramo era molto ricco di bestiame, di argento e oro. Dal Negheb ritornò sulle sue tappe fino a Betel, fino al luogo dov'era già prima la sua tenda, tra Betel e Ai, al luogo dell'altare che egli aveva eretto prima; ivi Abramo invocò il nome del Signore.

Anche a Lot, che viaggiava con Abramo, appartenevano greggi, armenti e tende, e il territorio non bastava ad una loro abitazione comune, perché avevano beni troppo grandi per poter abitare insieme.

Ora avvenne una lite tra i pastori del bestiame di Abramo e i pastori del bestiame di Lot, mentre i Cananei e i Perizziti abitavano nel paese. Abramo disse perciò a Lot: «Non ci sia discordia tra me e te, tra i miei pastori e i tuoi, perché noi siamo fratelli! Non sta forse davanti a te tutto il paese? Separati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò verso destra, ma se vai a destra, me ne andrò verso sinistra».

Allora Lot alzò gli occhi e osservò tutta la valle del Giordano, perché era tutta irrigata - prima che il Signore distruggesse Sodoma e Gomorra - come il giardino del Signore, come il paese d'Egitto, fin verso Zoar. E Lot scelse per se tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l'uno dall'altro.
Abramo risiedette nel paese di Canaan e Lot risiedette nelle città della valle e acquistò il diritto di pascolare vicino a Sodoma, nonostante che la gente di Sodoma fosse molto cattiva e peccatrice.

PROMESSE AD ABRAMO

Il Signore disse ad Abramo, dopo che Lot si fu separato da lui: «Alza gli occhi, e dal santuario dove stai spingi lo sguardo verso settentrione e mezzogiorno, verso oriente e occidente. Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza, per sempre. Renderò la tua discendenza come la polvere della terra; se qualcuno può contare la polvere della terra, anche i tuoi discendenti potrà contare! Alzati, percorri il paese in lungo e in largo, perché io lo darò a te!».
Poi Abramo acquistò il diritto di pascolare e di andarsi a stabilire alla Quercia di Mamre, che è ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore".

OSSERVAZIONI

Ritornato nel deserto del Negheb dopo l'avventura egiziana, Abramo diventa un ricco semi-nomade, che si sposta nella terra di Canaan fissando qua e là la sua residenza temporanea, all'interno di un territorio circoscritto.
È ancora così che si comportano gli attuali beduini, che migrano e si stanziano secondo i tempi dell'anno e sulla base della ricerca dei pascoli.

Con il clan di Abramo si sposta anche quello del nipote Lot. Divenuti ormai entrambi due grosse unità familiari, essi si accorgono della difficoltà della coesistenza nello stesso spazio vitale.

Sorgono, infatti, le prime controversie tra i servi: i conflitti inter-tribali sono, d'altra parte, un evento frequente nella vita semi-nomade. Scatta, allora, la decisione di separarsi e Lot sceglie personalmente la sua area di residenza e di pascolo: è la valle del Giordano, un vero e proprio «giardino del Signore», una specie di piccolo paradiso, simile al giardino dell'Eden, anche perché irrigato dalle acque del fiume.

L'autore biblico, però, allarga il territorio di Lot fino a Sodoma, cioè fino alla costa occidentale del Mar Morto, ricordando che non era ancora avvenuto il giudizio di Dio su quella città peccatrice, giudizio che si narrerà in seguito.

Abramo, invece, non si sceglie la terra, accetta ciò che rimane ed è costretto a stabilirsi e a pascolare nella misera porzione di terreno che circonda le querce di Mamre presso Ebron, città della Palestina meridionale, chiamata ancora oggi dagli arabi "El-Khalil", cioè "l'Amico", essendo Abramo per eccellenza "l'amico" di Dio".

Come si era visto nel capitolo precedente (12:6-8), in ogni sosta del suo viaggio nella terra di Canaan, Abramo innalza un altare al Signore: ne aveva già eretto uno presso la quercia di More a Sichem, nella regione centrale della terra promessa; un altro altare era stato edificato nella zona di Betel. Ora è la volta di Mamre, a tre chilometri a nord di Ebron, uno degli antichi santuari di Israele, in cui l'archeologia ha messo in luce tracce secolari di edifici sacri.
In questo modo le narrazioni bibliche spiegavano l'importanza di alcuni celebri santuari d'Israele, particolarmente venerati al tempo in cui avevano origine i testi sui patriarchi.

Ma è solo ad Abramo e non a Lot che è riservata la grande promessa divina: «Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza, per sempre. Renderò la tua discendenza come la polvere della terra».

Come è facile intuire, in queste parole divine, la promessa riguarda sempre il dono della terra di Canaan e quello di una grande discendenza, numerosa come la polvere o - secondo un'immagine che incontreremo altrove nella Genesi - come la sabbia del mare e le stelle del cielo.

È con questa speranza che ora Abramo continua la sua vita di pastore nomade e di uomo senza figli. Ma ecco, all'improvviso, una grande svolta.
Con una lista di quattro re orientali in lotta con altri sovrani della terra di Canaan si apre uno scenario politico "internazionale".

Si è vanamente tentato di identificare i primi quattro re: ad esempio, Amrafel, re di Sennaar (la pianura di Babilonia), forse Hammurabi, il celebre sovrano babilonese autore di un famoso codice di leggi e vissuto nel XVIII sec. a.C.?

Il nome Chedorlaomer potrebbe corrispondere a due parole della lingua elamita (l'Elam è una regione a oriente di Babilonia) che significano"tiratore" (dal termine "kudur") e "lagamar" (nome di una divinità).

Non và però dimenticato che in realtà la prima preoccupazione della Bibbia non è di ordine storico. Tra poco, infatti, vedremo dove l'autore ci vuole condurre con la menzione di questo scontro militare che sta per scuotere la regione attorno al Mar Morto.

L'attenzione si concentrerà a poco a poco ancora una volta attorno alla figura di Abramo.

PUNTUALIZZAZIONI

Semi-nomadi e sedentari.
In Canaan, Abramo e il suo clan non sono più nomadi, ma neppure ancora sedentari: sono semi-nomadi, che vanno pian piano stabilendosi nel territorio.
La loro ricchezza consisteva nel bestiame minuto (asini, capre, pecore), al quale dedicavano tempo e cure.
La loro vita si svolgeva sotto le tende nella steppa, pronti a trasferirsi dove i pascoli erano abbondanti e dove era possibile scavare pozzi.
Proprio la ricerca di pascoli e di acqua era spesso motivo di contesa e di lite tra questi semi-nomadi e le popolazioni sedentarie dei villaggi.
Per i semi-nomadi, infatti, il pozzo era di chi lo aveva scavato; per gli abitanti dei villaggi, invece, era di chi possedeva il terreno nel quale era stata trovata l'acqua.
Per le tribù semi-nomadi tutto ciò che è sotto il cielo è un bene da godere; per le popolazioni sedentarie, invece, ognuno possiede il proprio campo con confini ben precisi e riconosciuti. Chi li violava, veniva maledetto: In Deuteronomio 27:17, sta scritto: "Maledetto colui che sposta i confini del suo prossimo".

La valle del Giordano.
Tutto il territorio della Palestina è percorso dal fiume Giordano lungo 350 km. Esso ha origine dal Monte Ermon e forma nella regione del nord il lago di Genezaret, contribuendo alla fertilità di quel territorio. Dopo un percorso sinuoso sfocia nel Mar Morto, un lago salato e senza sbocco che si trova a circa 400 m. sotto il livello del mare.
Lo strano e curioso nome è dovuto al fatto che in esso è assente ogni forma di vita e di vegetazione, a causa del sale. Il territorio scelto da Lot, la valle del Giordano, conosciuta anche con il nome di "valle di Siddim", è localizzata accanto al Mar Morto, comprendeva i cinque grandi centri di Sodoma, Gomorra, Adma, Zeboim e Bela (o: Zoar).

Ebron.
Cittadina a sud di Gerusalemme, nel cui territorio Abramo acquisterà la caverna di Macpela per seppellirvi la moglie Sara e poi per essere anch'egli lì seppellito.
Per questo Ebron è divenuta una città sacra per gli ebrei, ma anche per i cristiani e poi per gli stessi musulmani, i quali considerano Abramo un grande profeta e il capostipite degli Arabi, attraverso il figlio Ismaele.
La città di Ebron in arabo si chiama "El-Khalil" (dal nome di Abramo: che significa "l'amico di Dio") e il luogo della sepoltura di Abramo è chiamato "Haram el-Khalil".
Ancora oggi si possono venerare a Ebron le tombe dei patriarchi.

Chedorlaomer, re di Elam.
Le città del Mar Morto erano governate da "sceicchi" locali, che a loro volta erano spesso vassalli dei più potenti re mesopotamici (Elam e Babilonia).
Le vie commerciali e l'itinerario della "Mezzaluna fertile" favorivano i viaggi e le comunicazioni tra il paese di Canaan e la Mesopotamia.
Gli Elamiti erano molto potenti in Babilonia: furono essi a conquistare e saccheggiare la città di Ur.

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