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L'amicizia

Chi ha trovato un amico, si legge nella Bibbia, ha trovato un tesoro.
L'amicizia è un tesoro, perché è triste essere soli, non avere nessuno a cui appoggiarsi quando si è stanchi di camminare; non avere qualcuno a cui dare il meglio di noi.

Questo discorso chiarisce già il rapporto dell'amicizia: uno scambio sereno di dare e di avere: sentire una consonanza di anime e sentirla con una limpidezza che la trasforma in armonia, con una trasparenza che fa luce: la stessa luce su due strade che sono e devono restare diverse.

Un'amicizia intesa in questo senso non è cosa che si possa trovare all'angolo della strada o acquistare al supermercato.

Un'amicizia di questo genere è soprattutto una conquista difficile da mantenere. Se è difficile l'amore fra due persone che si sposano, ancora più difficile è l'amicizia, la quale manca di tutti quei requisiti visibili ed esteriori attraverso i quali nasce e cresce l'amore.

Fare una amicizia tenera e limpida, vuole più pazienza e più sacrificio, più rinuncia e più silenzio di quanti ne occorrono per poter dire di amarsi.

Essere amici significa volersi bene con qualcosa di più e tante cose di meno; essere amici significa accettare questa realtà come legge necessaria per la sua durata e per la sua validità spirituale.

Perché tante amicizie non durano?
Perché la vera amicizia non vive della sola simpatia e non s'interrompe da un giorno all'altro solo perché la simpatia diventa antipatia. Questa non è amicizia, ma istinto che cerca fuori ciò che invece và cercato e trovato dentro.
La sola simpatia per un volto, per un modo di sorridere, per due occhi neri o azzurri può bastare ai primi passi dell'amore, ma non basta a stabilire un'amicizia che sia profonda sintonia spirituale.

Per essere amici non basta essere d'accordo su alcuni aspetti della vita e tanto meno essere d'accordo contro qualcuno. Questa può essere chiamata alleanza provvisoria che dura finché dura l'interesse, poi finisce nel nulla.
Le alleanze per distruggere qualcosa o qualcuno, così frequenti in tutti gli ambienti anche in quelli più qualificati, non possono essere amicizia, sono anzi la negazione di tutti i valori di fondo sui quali l'amicizia dovrebbe fondarsi.

Forse ANCHE TU hai fatto alcune esperienze: certi amici per la pelle, erano davvero amici "pelle pelle", i quali ti erano vicini quando non ti servivano e facevano un vuoto intorno a te quando dell'amicizia avevi maggiore bisogno.

L'amicizia vera è difficile perché: è una vittoria sullo spicciolo egoismo quotidiano; è un tentativo sempre nuovo di capire l'altra parte e questo esige generosità e intelligenza; e un impegno di sostenersi a vicenda anche quando sei tu ad avere maggiore bisogno di qualcuno che ti tenda la mano.

L'amicizia è difficile perché è la scoperta di un'altra persona, di quello che essa vale o non vale, di quello che possiamo darle e di quel poco o quel tanto che essa può darci.
Bisogna essere pronti a dare tanto e avere poco; sentirci disponibili per gli altri senza aspettarci che gli altri siano sempre disponibili per noi.

Dare, dare, ancora dare: ecco la legge dell'amore che vale anche e soprattutto per l'amicizia.

Dare senza fare i conti di quello che ci sarà reso; senza fare i calcoli del ragioniere che elenca puntualmente i profitti e le perdite e se i conti non tornano abbandona la partita.

Ma allora qual è la legge dell'amicizia?
La legge dell'amicizia è quella stessa dell'amore, ma con molte cose in meno e tante cose in più.

"Fate agli altri quello che volete che gli altri facciano a voi; non fate agli altri quello che non volete che gli altri facciano a voi": è la legge evangelica dell'amore, ma anche la legge dell'amicizia che non sia solo simpatia od ottuso sentimentalismo verbale o peggio ancora immatura confusione fra sentimento ed anima, fra corpo e spirito.

Il nocciolo è tutto qui: l'amicizia è preziosa quanto l'amore, ha la stessa legge dell'amore.
L'amicizia non chiede nulla per sé ed e disposta a dare molto più di quanto non riceva.
L'amicizia dolce e paziente, attenta e serena, profonda e viva, maturante e forte, è più forte dell'amore.
La vera amicizia è anzitutto pulizia mentale, cioè una sintonia dello spirito che mette subito fuori causa qualunque elemento che non ha nulla a che fare con lo spirito.

Non si può fare confusione fra cose che hanno suono e significato diverso; non si può giocare su un valore per significarne un altro, ma bisogna vedere chiaro, molto chiaro dentro di noi perché ci si possa far luce insieme.

L'amicizia è la somma tra due beni e non l'addizione farraginosa di due ombre. La prima base dell'amicizia è in questa chiarezza, senza la quale ci potrà essere qualcosa d'altro, ma che certamente non merita un nome apparentemente così fragile, ma spiritualmente tanto arduo e difficile.

L'amicizia vera è un riflesso dell'amore di Dio, è il risultato di una grande ricchezza interiore. Quando l'amicizia ha questi presupposti, il dialogo diventa intimo, le riserve non sono consentite, così come non sono pensabili i calcoli e gli interessi egoistici.

L'amicizia dona, ma senza pesare; suggerisce una via ma senza imporla, apre una strada che ha il silenzio e la fiducia delle strade di Dio. Di amici né abbiamo bisogno tutti, e il solo pensiero di poter fare da soli, chiusi nella nostra piccola torre d'avorio, significa condannarsi ai richiami irrazionali dei bisogni e delle scelte immediate.

Avere amici, conquistarseli, mantenerli attraverso un lavoro quotidiano che è fatto di silenzio e di discrezione, di generosità e di chiarezza, significa credere all'amore, all'Amore che per fede chiamiamo Dio e che per fede vediamo riflesso nella serena sintonia con i nostri fratelli.

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