Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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L'acqua "petrolio" degli antichi

L'alta importanza rituale dell'acqua nelle grandi religioni, compreso il cristianesimo, si spiega con la sua importanza altrettanto preminente nella vita economica dei popoli antichi. Un'importanza che può ben paragonarsi a quella del petrolio nella nostra civiltà tecnologica.

Quasi tutti gli storici, anzi, sono d'accordo nel ritenere che l'acqua è all'origine stessa della civiltà. Basta pensare a un fatto: lo sviluppo dell'attività irrigua nelle terre aride dell'Egitto, della Cina e della Mesopotamia.
Lavori del genere richiedevano uno stretto coordinamento degli sforzi, e quindi una forte autorità centrale. Richiedevano stati organizzati, insomma; già civili.

Cominciarono i contadini della Mesopotamia (la "terra tra i fiumi" Tigri ed Eufrate) nel quinto millennio avanti Cristo, creando canali e dighe, mantenuti poi tenacemente in efficienza.

Due millenni dopo, gli Egiziani della valle del Nilo impararono a drenare i terreni troppo umidi e a irrigare quelli aridi.

Ma fu la Cina a fare i maggiori progressi nella tecnica irrigua, man mano che si consolidava un potere centrale. Nel 246 avanti Cristo, fu scavato un canale di 150 chilometri per deviare le acque di un fiume. E nello stesso periodo, sotto l'imperatore Ch'in, la regione dello Szeciuan fu tutta irrigata con un altro imponente canale, dal quale capillarmente se ne diramavano altri 22 mila di piccola portata.

Ma l'acqua non serve soltanto per l'irrigazione. È necessaria anche per bere e per lavarsi. E nell'utilizzarla per questi scopi i Romani sono stati maestri.

Il primo acquedotto romano è del 312 avanti Cristo: senza pressione, solo per caduta, l'acqua veniva incanalata verso grandi cisterne, dalle quali poi la si attingeva.

Più tardi, gli imperatori Claudio e Nerone costruirono nuovi e più grandi acquedotti. Cosicché, alla fine del primo secolo dopo Cristo, arrivava quotidianamente a Roma un milione di metri cubi d'acqua, cioè un metro cubo circa per abitante.


IL GIORDANO, METÀ DEL PO ...

Il Giordano è un fiume piuttosto modesto: ha un corso di soli 320 chilometri, la metà del corso del Po.
Ma per la Palestina è stato sempre importantissimo, e lo è tuttora.
Nasce a 150 metri di altitudine nei monti dell'Antilibano, raccogliendo le acque di tre torrenti che scendono dal Monte Hermon. Dopo una decina di chilometri, attraverso una zona che un tempo era paludosa, raggiunge il lago Hula (ora prosciugato) e poi s'infila in una stretta gola fino al lago di Tiberiade.
In meno di 26 chilometri, il suo corso passa da una altitudine di 68 metri sopra il livello del mare, a una quota di 212 sotto il livello del mare.
Uscendo dal lago di Tiberiade, il Giordano discende verso il sud con molti meandri, andando poi a versare la sua acqua dolce in quella salata del Mar Morto, a 392 metri sotto il livello del mare.

La valle del Giordano, chiamata Gor, ha dapprima una larghezza di 2-3 chilometri, e poi raggiunge i 20 nei dintorni di Gerico. Le sue rive, sempre allagate dagli straripamenti primaverili, sono popolate di canne e di tamerìci: al di là di queste due strisce di vegetazione incomincia il deserto.
Questo piccolo fiume non è mai servito al commercio e ai viaggi: è piuttosto una frontiera, e lo era anche nei secoli lontani, quando segnava il limite orientale del paese di Canaan, la Terra promessa.

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