Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

SAREMO LIETI D'INVIARE, GRATUITAMENTE, UNA COPIA DELLA BIBBIA A QUANTI DESIDERANO SEGUIRE QUESTO STUDIO. BASTA FARNE RICHIESTA AL NOSTRO INDIRIZZO.

Betlemme

Al suo nome sono stati dati due significati:
"Casa del pane", "Bethlehem" secondo un'interpretazione popolare; e
"Casa della déa Lahama", "Beth-Laham" secondo studi più recenti.

Era chiamata anche Efrata, che significa "ricca di frutti", perché i suoi dintorni sono fertili: vi si producono fichi, mandorle, olive e uva, dalla quale si ricava un vinello bianco.
Il luogo era patria di Davide e della sua famiglia, e nel V secolo avanti Cristo, il profeta Michea preannunciò il suo straordinario destino, dicendo: "Da te, Betlemme, nascerà il Dominatore di Israele".

Posta a otto chilometri da Gerusalemme, sulla strada carovaniera verso l'Egitto, Betlemme ha avuto per molto tempo una certa importanza strategica.
Di quel lontano periodo sono una testimonianza, ai tempi di Gesù, le mura che la rinserrano. Nei suoi dintorni, le colline calcaree presentano numerose grotte naturali, che servono di riparo alle greggi.

Dopo i tempi di Gesù, Betlemme ha avuto numerose vicissitudini.
ELENA, madre dell'imperatore Costantino, vi fece costruire una chiesa sulla grotta della Natività. Distrutta nel sesto secolo, la chiesa fu ricostruita dall'imperatore Giustiniano.

La cittadina passò successivamente sotto il controllo degli Arabi, poi dei Crociati, dei Turchi, dei Giordani e attualmente appartiene allo Stato di Israele. La sua popolazione attuale è formata da cristiani e da musulmani.


==============


I PASTORI: GENTE SENZA FISSA DIMORA

Bravi allevatori di bestiame o briganti?

Le opinioni sono piuttosto divergenti: i pastori non godono di grande reputazione. Non tutti almeno.
Essi perpetuano comunque, ai tempi di Gesù, la tradizione dei loro antenati, assolutamente nomadi, la cui casa era una tenda.
Ogni anno, una settimana prima della Pasqua, essi portano i loro greggi verso le alture, per rimanervi sino ai primi di novembre, e in certi casi, anche qualche settimana più avanti.

Le veglie notturne, in quel periodo, si facevano spesso in comune: i pastori si davano il cambio per proteggere i loro animali dal pericolo di iene, lupi e sciacalli.
Costruivano recinti con muri a secco, erano armati di randelli e di pugnali per difendersi.
Dovevano essere anche un pò veterinari, come tutti i pastori. Bisognava saper curare le bestie malate, perché la perdita di una pecora era un grosso danno per chi ne aveva poche, e sorvegliare il buon andamento della riproduzione.
Veniva poi il momento della tosatura, e inoltre c'era da pagare la "decima", cioè l'imposta per il Tempio.

La "decima" si prelevava così:
il gregge veniva fatto passare attraverso una stretta apertura, un animale per volta. E uno su dieci veniva marcato con un segno rosso per essere tosato e poi destinato alla "decima".
Ma l'allevamento puro e semplice, dopo i tempi più antichi, non era più una gran fonte di ricchezza, e il sogno di ogni pastore era di guadagnare tanto da trasformarsi in agricoltore.
Così come diceva il Libro dei Proverbi: "Tu hai abbastanza montoni per comprarti un campo".

Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati