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"Esaminando le Sacre Scritture"

In questa rubrica esamineremo, di volta in volta, un testo biblico.
Saremo lieti d'inviare, gratuitamente, una copia del Nuovo Testamento a quanti desiderano seguire questi studi. Basta fare la richiesta al nostro indirizzo.

La Bibbia: "Libro Divino"?

La Bibbia rivela all'uomo la volontà di Dio; pertanto se essa proviene da Dio, si deve riconoscerla come libro divino.

Tale convinzione scaturisce nel leggere e nello studiare la Bibbia stessa. Ci sono però anche alcune ragioni esteriori che corroborano questo convincimento.

Come premessa è bene tenere presente che la Bibbia non è un libro che l'uomo avrebbe scritto se avesse potuto, né avrebbe potuto anche se avesse voluto.
Ecco alcune considerazioni a sostegno di tale dichiarazione.

1 - Anzitutto la Storia dimostra che l'umanità ha una tendenza inveterata all'idolatria.

È impossibile trovare in tutta la storia un solo popolo che spontaneamente abbia allontanato da sé l'idolatria ed abbia accettato il monoteismo senza un impulso esteriore.
Gli antenati dei Giudei provenivano da Ur una città idolatra della Mesopotamia.
Come pervennero questi discendenti di Abramo al monoteismo?
Perché vari libri - scritti durante un periodo di 1600 anni da scrittori diversi - denunciano con persistenza l'idolatria ed elevano il monoteismo?
Come avrebbe potuto un popolo (ebraico) ripetutamente idolatra produrre e custodire un libro che del continuo e con veemenza condannava i costumi peccaminosi del popolo stesso?
Come si può pensare che un tale libro sia il prodotto di una vanità nazionale?

2 - La Bibbia non è come i libri "umani" in quanto sottomette ogni cosa alla realtà di Dio.

Essa mira solamente all'onore di Dio il che è contrario alla natura dell'uomo.
Essa pone scarsa enfasi su eventi storici sommamente importanti per gli uomini, per soffermarsi particolarmente sul contenuto spirituale che permea le sue pagine.

3 - La Bibbia è unica in quanto gli Ebrei, solo con le Sacre Scritture, produssero un sistema di moralità superiore a quello delle altre nazioni che pure vantavano avanzate filosofie.
Come hanno potuto pervenire a ciò? E come hanno potuto gli scrittori del Nuovo Testamento elevare questa moralità?

4 - Certi princìpi elevati della moralità contenuti nel Nuovo Testamento sono talmente opposti alle manifestazioni della natura umana, che alcune virtù più elevate quali la pazienza, l'umiltà, la mansuetudine, il perdono, etc. non furono gradite ai moralisti pagani.

La facilità con cui l'uomo violò lo spirito di queste virtù e l'ingegnosità che adoperò per eliminarle con delle spiegazioni, dimostra che esse non ebbero le loro origini nella natura umana.

5 - Nessuno avrebbe potuto "creare" il Cristo che è presentato nel Nuovo Testamento.
Che Egli sia accettato come finto o come realmente storico, incorpora un tale insieme di qualità che non avrebbero potuto evolversi da una combinazione greca, romana ed ebraica della natura umana.

Chi, con i limiti conosciuti della natura umana, in quell'età o in questa, potrebbe dipingere un tale carattere?

Gli scrittori del secondo secolo, quelli che scrissero i vangeli apocrifi, non hanno potuto farlo benché avessero davanti a loro i Vangeli originali!

6 - È incomprensibile che gli Ebrei abbiano potuto dare origine, da qualsiasi processo naturale, ad un libro come il Nuovo Testamento.
Tutta la storia degli Ebrei era in contrasto con esso, dalla mancanza di cerimonialismo all'abolizione della legge di Mosè; dal suo carattere universale all'abolizione della nazione ebraica come nazione scelta da Dio, dall'elevazione dei Gentili e dalla sua indifferenza al patriottismo nazionale che allora prevaleva.

Questa opposizione alle loro tendenze naturali e nazionali è rivelata nella loro ostilità a Gesù e nelle tendenze "giudaistiche" di alcuni che non Lo accettarono.
Come avrebbero potuto "inventare" una religione così profondamente opposta a tutti i loro pregiudizi natii?

7 - Infine, il Nuovo Testamento propone una religione che aspira a conquistare un dominio universale senza violenza, ma soltanto con la forza morale.

Quale essere umano avrebbe proposto di stabilire ed espandere un regno universale con nient'altro che l'amore, la bontà e la spada spirituale dello Spirito Santo, che è la Parola di Dio?
Nel fondare il Suo regno, Cristo rinunziò all'uso della forza: Egli accetta soltanto dei volontari.

Questo concetto fu estraneo tanto all'ebreo quanto al greco e al romano; quindi gli scrittori del Nuovo Testamento non avrebbero potuto scrivere un libro così contrario alla natura umana e specialmente nell'ambiente nel quale vivevano.

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