Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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Il calendario: dall'antichità ad oggi

Come si cominciò a misurare il tempo?
Ecco una sintesi dei vari tipi di calendari, dall'antichità ad oggi.

SUMERI - (civiltà in sviluppo dal V millennio a.C.) - Avevano un anno di 12 mesi ciascuno di 30 giorni. Cioè 360 giorni, mentre la rivoluzione solare supera i 365 giorni. Si ignora come venisse compensata la differenza.

BABILONESI - Adottarono dodici mesi alternati, di 29 e di 30 giorni. Periodicamente aggiungevano un mese supplementare. Un decreto di Hammurabi (morto verso il 1750 a.C.) stabilisce: "Questo anno ha una lacuna. Iscriveremo il mese prossimo come secondo mese Eloul" (agosto-settembre).

EGITTO - L'anno, fissato all'inizio del 3º millennio a.C. aveva 12 mesi di 30 giorni, con 5 giorni supplementari alla fine dell'ultimo mese. Gli Egiziani, però, constatarono che anche l'anno di 365 giorni era imperfetto, perché si trovava in ritardo di un quarto di giorno sul ciclo solare.

CINA - Ebbe dapprima un calendario basato solo sulla Luna. Verso il 2300 a.C. si regolò la differenza fra i 354 giorni dell'anno lunare e i 365 dell'anno solare aggiungendo un periodo intercalare ogni 19 anni.

ROMA - Calendario lunare di 355 giorni diviso in 12 mesi. L'anno cominciava in marzo (di qui l'origine di "settembre", "ottobre", "novembre" e "dicembre", che appunto corrispondevano al settimo, ottavo, nono e decimo mese dell'anno). Ogni due anni il pontefice aggiungeva un periodo supplementare, di cui stabiliva la durata (una ventina di giorni) per "pareggiare il conto" con l'anno solare. Nel 45 a.C., Giulio Cesare introdusse l'anno di 365 giorni e un quarto, col bisestile ogni quattro anni. Cioè: ogni quadriennio si calcolava due volte il sesto giorno prima delle calende di marzo (24 febbraio). Di qui il termine "bisestile".

CALENDARIO GREGORIANO - Restava però ancora un errore di otto minuti, corretto nel 1582 da papa Gregorio XIII, nel suo "calendario gregoriano". Egli saltò dieci giorni nel calendario del 1582; il giorno successivo al 4 ottobre venne registrato come 15 ottobre, invece che come 5. Poi, per evitare anche gli errori futuri, stabilì che gli anni 1700, 1800 e 1900 (bisestili secondo il calendario giuliano) sarebbero stati invece anni normali. Bisestili rimangono invece gli anni 1600, 2000 e 2400. Fino al 1918 la Russia continuò a usare il calendario giuliano, in ritardo di 13 giorni sul nostro. E anche la Chiesa Orientale continuò a seguire quest'uso.

CALENDARIO EBRAICO - Era insieme lunare e solare. I mesi, cioè, si calcolavano dalle fasi della Luna. Ma l'anno poteva avere dodici o tredici mesi. Nel primo caso, si chiamava "anno comune", e poteva avere 353, 354 o 355 giorni. Nel secondo caso si chiamava "anno solare o embolismico" e poteva avere 383, 384 o 385 giorni. In tal modo si compensava la differenza tra anno solare e anno lunare. Ogni 19 anni, l'inizio dell'anno ebraico coincideva all'inizio dell'anno.

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