Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Che cos'è verità

(Giovanni 18:38)

------------------------

L'insistente ricerca da parte dell'uomo della verità o di quanto di essa è manifestazione, rivela l'inquietudine dell'animo umano il quale, insoddisfatto delle conquiste del pensiero, ancora non ha trovato la totale acquiescenza. La pace dello spirito si ha solo se l'uomo si accosta alla Verità. Fino ad oggi ha calcato sentieri errati e quindi la conseguente insoddisfazione, il continuo tormento. Accostarsi alla Verità significa accostarsi a Gesù, verità in forma d'uomo.

Con Cristo fa il suo ingresso glorioso nel mondo e nella storia la Verità, la divina Verità increata, sussistente in lui e da lui rappresentata.

La luce di Dio manifestantesi nel creato (Romani 1:20) si era rivelata precedentemente in modo progressivo per mezzo dei profeti del Vecchio Testamento; questa Luce giunse alla sua piena luminosità con la rivelazione del Verbo fatto carne, l'immagine di Dio, di quello stesso Dio che disse:

"splenda la luce fra le tenebre, il quale è ora quello che risplende nei nostri cuori affinché noi facessimo brillare la luce della nostra conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo". (2Corinzi 4:4-6).

Il prologo giovanneo ci dà la chiara e fondamentale dimostrazione dell'opera di Cristo, "vera luce che illumina ogni uomo", parola fatta carne che "ha abitato per un tempo fra noi pieno di grazia e verità". (Giovanni 1:14).

Questa verità, procedente da Dio, come tale non può essere che la "Verità", l'assoluta e non una verità di quelle alle quali l'uomo può arrivare nella sua ricerca senza l'aiuto della Luce divina. Le conquiste dell'uomo non sono che aspetti della Verità assoluta, riflessi della Verità eterna manifestata in Cristo.
Non è errato dunque affermare come anticamente fecero Giustino, Clemente Alessandrino e Tommaso d'Aquino che ogni verità o aspetto della verità, anche di ordine scientifico, sia un riflesso dell'unica Verità eterna ed immutabile: Dio, manifestato in Cristo, "Logos", luce del mondo.
Nell'esame di tutte le cose create che non sia un superficiale accostamento soltanto, penetrando in quella idealità immanente che è in loro, si scopre sempre quel "quid", che porta alla Causa ultima, alla Ragione trascendente che in tutto ha voluto lasciare generosa e profonda orma di sé.

L'accostamento reale e sincero a Cristo, Verità rivelata, ci fa conoscere direttamente e chiaramente la Ragione trascendente; in LUI anzi non vediamo solo l'impronta, ma addirittura le sembianze, l'immagine stessa, riceviamo, come dice l'apostolo Paolo, "la luce della conoscenza della gloria di Dio" (2Corinzi 4-6).

Ora, la conoscenza di Dio, della Verità che si ha in Cristo e per Cristo, per Suo stesso ordine deve essere data a tutti i popoli affinché tutti possano beneficiare della salvezza che promana dalla Sua Luce. Cristo investe di questa dignità tutti coloro i quali sono entrati nel luminoso raggio della Sua Luce. Grande dignità questa ma non scevra di gravi responsabilità per i compiti inerenti al grande mandato dell'insegnamento.

In un mondo dove, come dice Talleyrand, la Parola è diventata maschera del pensiero, è facile adulterare la Verità, tradirla e profanarla.

Colui il quale è investito dal grande mandato di Cristo (Matteo 28:19-20), non può misconoscere la grandezza del suo compito e, analogicamente, potremo dire che egli conosce e parla di Dio come la Verità stessa, Cristo, ne ha parlato e l'ha conosciuto.

Il servire fedelmente la Verità come mistero della Parola, è il precipuo scopo dell'esistenza di chi ha ricevuto il mandato e la sua lotta deve essere contro coloro che per leggerezza, orgoglio o interesse, si oppongono alla Verità presentandola sotto forma di personali opinioni, ipotesi che sono aperti errori perché contrastanti in forma evidente con le chiare affermazioni della rivelazione scritturale.

Oggi, le impellenti necessità spirituali del nostro secolo in cui i valori spirituali della vita sono sovvertiti e messi in non cale, rendono più arduo il compito del seguace di Cristo che deve predicare la verità.

Malgrado le conquiste del pensiero si constata oggi come l'umanità è, in una angosciosa ricerca di sistemazione, di quell'elemento coordinativo che dia assestamento alla eterogeneità delle affermazioni che la nostra civiltà ha raggiunto. Il marasma etico-politico-religioso ha bisogno di essere ordinato e questa civiltà in apparenza perfetta è in via di formazione.

Non saranno il materialismo dialettico o i vari sistemi del razionalismo o del liberalismo laico che prescindono da Dio e che considerano la religione, quando non la negano, debolezza dell'animo umano, a dare quell'assestamento di cui si sente la necessità.

Solo Cristo sarà il coordinatore di questi valori contrastanti, Egli per il cui mezzo tutte le cose furono create. A Cristo, re del mondo e della storia, l'umanità dovrà sottomettersi per non perdersi ed essere salvata.
Nonostante il disprezzo di cui Egli è circondato, pure vi sono migliaia di testimonianze per affermare che oggi ancora è il più ricercato.
Coscienze angosciate dal dubbio, anime naufraghe nel tempestoso mare della vita, cuori piagati che vanno alla ricerca di Lui e ascoltano l'invito del "mansueto e umile di cuore" (Matteo 11:29), cercano colui "il quale annichilì sé stesso prendendo forma di servo e diventando simile agli uomini ed essendo trovato nell'esteriore come un uomo abbassò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce" (Filippesi 2:7-8).

Il paradosso della croce, con la sua insegna di umiltà ancora oggi proclama come quanta virtù rispecchi la Verità, quella stessa che la sbirraglia giudeo-romana tentò di inchiodare a morte sull'infame legno.

Con l'ignominioso patibolo, Cristo figlio di Dio, per non tradire la Verità, si rese umile e la sua umiltà rese trionfale la Verità. Dal monte del Teschio ancora oggi si sprigiona il fatiscente raggio della Luce eterna.
La croce ancora oggi il faro per l'umanità naufragante nell'orgoglio che tradisce la verità e l'annulla.

L'uomo si è insuperbito ed ha perduto la verità; la sua mente si è accecata e nel suo egocentrismo si è allontanato dalla verità. Le parole di Paolo in Romani 1:21-22, riflettono il dramma degli uomini di oggi i quali "si sono dati a vani ragionamenti e l'insensato loro cuore si è ottenebrato. Dicendosi savi sono diventati stolti".

Quante controversie, quante apostasìe per la mancanza umiltà! Il piedistallo in cui oggi l'uomo si è posto ha fragili fondamenta perché ha dato l'ostracismo alla verità. L'ambizione e l'orgoglio sono basi troppo deboli e tutto ciò che poggia su di essi è destinato ineluttabilmente a perire. E a proposito la storia ci dice molte cose.

Se vogliamo salvarci "distruggiamo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio e facciamo prigione ogni pensiero traendolo alla ubbidienza di Cristo". (2Corinzi 10:5). Solo così l'umanità avrà pace e la Verità regnerà.

"Egli era nel mondo ... ma il mondo non l'ha conosciuto" (Giovanni 1:10).

Però ancora una volta Egli si è fatto conoscere ed ha abitato tra noi "pieno di grazia e verità". Ci ha fatto conoscere la vera Luce e ci ha accostati a Dio; ci ha predicato la Verità che fuga le tenebre e ci ha riscattati dal servaggio del male.

Cristo il dominatore dei tempi ha infranto le catene che ci vincolavano nelle tenebre. Se ci avvicineremo a Lui lealmente, conosceremo la Verità nella sua pienezza e essa ci farà veramente liberi (Giovanni 8:32).

Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati