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Corso Biblico 1
Più volte, abbiamo affermato che la Bibbia è il libro dal messaggio completo, che tocca
tutti gli aspetti della vita. E lo fa in maniera positiva, nel senso che non si limita a denunciare le cose sbagliate, ma
propone sempre una soluzione, un indirizzo preciso che, se viene accettato, darà dei risultati gratificanti.
È sufficiente questa prima constatazione, per ricordarci che la Bibbia non è un libro come
tutti gli altri, inventati e realizzati dall'uomo, ma è veramente il libro di Dio.
Degli uomini hanno scritto, ma non di loro iniziativa. Essi sono stati spinti dallo Spirito Santo che li
ha illuminati e li ha aiutati a comunicare il pensiero di Dio, senza errori né incertezze.
Ecco perché noi possiamo ascoltare con piena fiducia quello che la Bibbia ha da dirci.
Ora, chi legge quanto pubblichiamo nel nostro sito, sà che parliamo sempre del corretto
comportamento cristiano, non solo dal punto di vista spirituale E in tale comportamento viene considerato anche il parlare.
Ed a questo riguardo abbiamo già visto quali sono le cose da evitare. Ora vogliamo occuparci dell'aspetto positivo
della verità biblica.
L'apostolo Paolo nella lettera ai Colossesi cap. 4 versetti da 2 a 6, scrive: "Perseverate nella
preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie; pregando in pari tempo anche per noi, affinché Iddio ci apra
una porta per la Parola onde possiamo annunziare il ministero di Cristo, a cagione del quale io mi trovo anche prigione; e
che io lo faccia conoscere, parlandone come debbo. Conducetevi con saggezza verso quelli di fuori, approfittando delle
opportunità. Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a
ciascuno".
L'esortazione alla preghiera, dovrebbe avere sempre un carattere predominante nella vita di ogni
cristiano, perché questo è l'unico mezzo a nostra disposizione per parlare con Dio e per esporGli le nostre
necessità e le nostre esigenze.
La preghiera è anche una prova attraverso la quale manifestiamo di avere comunione con di Dio.
Un cristiano che pretende di portare questo "nome" ma che non prega, lascia dubitare della sua
fede.
Sarebbe come un figlio che dice di amare e di apprezzare suo padre e poi, nello stesso tempo, non gli
rivolgesse mai la parola. Sarebbe una vera contraddizione.
Ora, però, continuando l'esame del testo di cui sopra, notiamo che il "parlare" con Dio
ha delle conseguenze pratiche. Questo contraddice quelli che dicono che la preghiera è una forma di evasione.
Secondo quello che troviamo scritto, colui che prega, cioè che "parla" con Dio, deve
mostrare l'intensità e la realtà della pietà personale, avendo un parlare che sia sempre "con
grazia, condito con sale"!
Quante cose cambierebbero fra i cristiani, se questi cominciassero a parlare come viene loro consigliato
dall'apostolo Paolo.
Qualcuno dirà, "ma non possiamo parlare sempre di cose spirituali, di cose che riguardano il
cielo! Finché viviamo su questa terra ci sono problemi che devono essere affrontati"!
È bene notare che l'apostolo Paolo non ci dice di parlare solo e sempre di un medesimo argomento,
ma ci esorta a fare in modo che il nostro parlare sia fatto "con grazia condito con sale".
E tutto questo ha una connotazione ben precisa. Anzitutto ci viene detto di parlare "con grazia".
Questo significa che un cristiano, non dovrebbe mai lasciarsi dominare dalla sua ira e nemmeno, quando
viene importunato, a rispondere con durezza, mettendosi sullo stesso piano del suo interlocutore.
La bellezza di Gesù Cristo, la sua mansuetudine devono esprimersi attraverso di noi, proprio con
il nostro parlare.
Quanto è importante saper dire una parola gentile, affettuosa, d'incoraggiamento alla persona che
ci è vicina. E molte volte tutto questo vale molto di più che tanti sermoni messi insieme!
Parlare "con grazia", significa esprimersi con pazienza anche nei confronti di persone che, per
il loro comportamento, meriterebbero di essere trattate diversamente. Cioè non dobbiamo dimenticare che se Gesù
Cristo avesse dovuto trattarci secondo quello che meritiamo, non avremmo mai potuto accedere a Lui ed alla salvezza.
Ma è proprio perché Egli ci ha parlato con grazia, e attraverso le sue parole abbiamo
sentito il calore del suo amore, che siamo stati guadagnati da Lui. Questo è lo scopo del "parlare con
grazia".
Come troviamo scritto nel libro dei Proverbi "La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura
eccita l'ira".
Quanti problemi non sarebbero mai sorti, quante liti sarebbero morte sul nascere se fosse stato raccolto
il consiglio della Parola di Dio.
Poi, in secondo luogo ci viene detto che il parlare deve essere "condito con sale".
Ecco un altro grande soggetto di riflessione.
Una grande necessità odierna per il popolo di Dio è proprio quella di esprimersi e di
parlare essendo animati da saggezza spirituale.
Questo significa che non si deve parlare semplicemente per parlare, ma solo per portare un contributo
positivo di edificazione.
Quante sciocchezze sono state compiute perché non c'è stato un parlare sensato!
Noi vogliamo avere un parlare che onori Dio e faccia del bene agli altri? Il segreto è uno solo:
lasciare che Cristo viva in noi e possa servirsi della nostra bocca!
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