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"Esaminando le Sacre Scritture"

In questa rubrica esamineremo, di volta in volta, un testo biblico.
Saremo lieti d'inviare, gratuitamente, una copia del Nuovo Testamento a quanti desiderano seguire questi studi. Basta fare la richiesta al nostro indirizzo.

Corso Biblico 5: L'autorità della Bibbia

La Bibbia ha un grande valore storico non soltanto perché rispecchia la storia, la letteratura, il pensiero di uno dei più grandi e singolari popoli dell'antichità, quale fu il popolo ebreo, ma anche per l'autorità dei suoi scrittori.

Personaggi insigni, pii scrittori del popolo d'Israele, come re, profeti, duci, dottori della legge, furono gli strumenti di cui Dio si servì per scrivere i libri del Vecchio Testamento; alcuni apostoli e due loro immediati discepoli, sotto la loro guida ed approvazione, furono invece tali strumenti per il Nuovo Testamento.

  1. Innanzi tutto è bene notare che la Bibbia possiede tutti i requisiti per potersi dire libro storico e degno di fede. È cioè un libro autentico, genuino e veridico.

    1. "Autentico" dicesi un libro o documento che appartiene all'epoca ed all'autore cui si attribuisce.
      L'autenticità dei libri del Vecchio Testamento è provata dal Nuovo Testamento, che cita ben diciotto dei suoi libri, mentre per i rimanenti suppliscono altri requisiti evidentissimi.
      L'autenticità dei libri del Nuovo Testamento è dimostrata dalle numerose testimonianze, risalenti alla stessa età apostolica e da referenze interne agli stessi Libri Sacri, attestanti che autori di essi libri sono coloro, cui comunemente si attribuiscono.

    2. "Genuino" dicesi lo scritto che rimane sostanzialmente identico a quello composto dall'autore.
      Sappiamo che per il Vecchio Testamento furono gli stessi Ebrei a conservare gelosamente gli Scritti Sacri, essendo il loro codice nazionale, la loro legge, la loro storia ed il documento della Divina Rivelazione loro fatta.
      Il Pentateuco infatti (cioè): Genesi, Esodo, Numeri, Levitico e Deuteronomio) era da essi custodito dentro l'Arca Santa, mentre tutti gli altri libri erano custoditi nel Tempio, dove speciali scribi o numeratori vigilavano costantemente alla purezza del testo.
      Per i libri del Nuovo Testamento alterazioni non furono possibili al tempo degli apostoli, perché essi non le avrebbero permesse (Vedi: Matteo 28:20; 1Timoteo 6:20); non furono possibili dopo l'età apostolica perché le congregazioni cristiane vigilavano con scrupolo ed attenzione su di essi.
      Possiamo quindi essere più che certi che tanto i libri del Vecchio quanto quelli del Nuovo Testamento sono genuini!

    3. "Veridico" dicesi un libro, quando il suo autore non ha mentito né per essere stato ingannato né per avere voluto ingannare.
      Veridici furono gli scrittori della Sacra Bibbia perché le cose in essa contenute o furono scritte durante la vita delle stesse persone interessate, o basate su narrazioni che erano comune retaggio del popolo, il quale facilmente avrebbe smascherato la mala fede dello scrittore e denunciato le inesattezze e le tendenziosità dello scritto.

  2. Ma ciò che rende la Bibbia libro unico al mondo è il fatto che essa contiene la RIVELAZIONE DI DIO ALL'UOMO e la contiene in modo sicuro e completo, perché Dio stesso nella Sua infinita bontà e sapienza è intervenuto a garantire gli scrittori sacri da ogni errore e manchevolezza, corredandoli di un dono tutto particolare e divino, cioè della "ISPIRAZIONE".

    "RIVELAZIONE" ED "ISPIRAZIONE" SONO LE FONTI DELL'AUTORITA' SUPREMA DELLA BIBBIA.

    1. "RIVELAZIONE".
      Mentre negli scritti sacri delle altre religioni, l'uomo cerca Dio e Lo chiama, nella Bibbia, dalla prima pagina all'ultima, è Dio che cerca l'uomo e si rivela a lui, comunicandogli la Sua volontà.

      È bensì vero che secondo alcuni passi della Bibbia (Salmo 19; Romani 1:20; 2:14), l'uomo può avere una certa conoscenza di Dio per mezzo della natura e della coscienza, ma tale rivelazione non solo è assolutamente superficiale ed insufficiente, ma ancora, specialmente per quanto riguarda la coscienza, se è fuorviata, può essere ingannevole e fallace.

      La rivelazione completa ed integrale di Dio, preparata dall'Antico Testamento che ci presenta "l'ombra delle cose a venire" (Colossesi 2:17), ha avuto luogo nella persona di Gesù, il quale ha potuto dire: "Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Giovanni 14:9). Perciò, leggiamo nella epistola agli Ebrei: "Iddio, dopo avere in molte volte ed in molte maniere parlato anticamente ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi mediante il Suo Figliuolo, ch'Egli ha costituito erede di tutte le cose".

      La rivelazione di Dio, presentataci prima nella persona di Cristo è divenuta poi parola scritta nelle Sacre Scritture, che ci presentano tutto quello che è necessario alla nostra salvezza ed alla nostra vita cristiana.

      Gesù, inviando gli apostoli nel mondo, ordinò loro di insegnare e predicare "tutte quante le cose" che aveva comandate (Matteo 28:20).
      Gli apostoli hanno predicato; ma, sapendo che essi non sarebbero potuti rimanere sempre fisicamente a fianco delle singole congregazioni, approfittando di particolari circostanze provvidenziali, affidarono allo scritto la sostanza della loro predicazione che fino a quel tempo era stata solo orale: si ebbero così le lettere degli apostoli.

      Contemporaneamente sorsero gli Evangeli, cioè una raccolta di fatti e di parole di Gesù, come essi erano predicati dagli apostoli.
      Quando tutti questi scritti apostolici sorti in maniera sparsa, e in vari luoghi, vennero riuniti in un unico libro ed aggiunti poi al Vecchio Testamento in modo da formare la Bibbia, che abbiamo ora, rivelarono a tutti i credenti la loro completezza e la loro autorità in materia di fede e di vita cristiana.

      L'evangelista Luca afferma in Atti degli apostoli: "Nel mio primo libro (cioè il Vangelo da lui scritto), o Teofilo, parlai di tutto quello che Gesù prese a fare e ad insegnare" e nella introduzione del suo stesso Vangelo dice: "Poiché molti hanno intrapreso ad ordinare una narrazione dei fatti che si sono compiuti tra noi, secondo che ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola, è parso bene anche a me, dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall'origine, di scrivertene per ordine, o eccellentissimo Teofilo, affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate" (Luca 1:1-4).

      L'apostolo Giovanni quasi al termine del suo Vangelo dice: "Queste cose sono state scritte affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, ed affinché credendo abbiate vita nel suo nome" (Giovanni 20:30-31).

      L'apostolo Pietro afferma: "La potenza di Dio ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita ed alla pietà, mediante la conoscenza di Colui che ci ha chiamati, mercé la propria gloria e virtù" (2Pietro 1:3), cioè Gesù Cristo. E Giovanni ci insegna come fare per poter avere tale conoscenza di Gesù Cristo, Figlio di Dio (Giovanni 20:30-31).

      L'apostolo Paolo dichiara che gli Scritti Sacri hanno la potenza "di rende savio" a salute mediante la fede che è in Cristo Gesù ... e che "ogni Scrittura è ispirata da Dio ed utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, ad educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto (cioè perfetto) appieno fornito per ogni opera buona" (2Timoteo 3:14-17).
      Gli scrittori sacri erano tanto convinti che la Bibbia contiene non solo la RIVELAZIONE, ma TUTTA LA RIVELAZIONE DI DIO che ammaestrarono i cristiani dicendo: "Onde per nostro mezzo impariate a praticare il non oltre quello che è scritto" (1Corinzi, 4:6). "Non aggiungere, alle sue parole (cioè alla Parola di Dio) ch'Egli non t'abbia a rispondere, e tu non sia trovato bugiardo" (Proverbi 30:6), e minacciarono loro punizioni divine, qualora contravvenissero a questo esplicito ordine divino: "Io lo dichiaro a ognuno che ode le parole della profezia di questo libro: se alcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro; e se alcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Iddio gli torrà la sua parte dell'albero della vita e della santa città, delle cose scritte in questo libro" (Apocalisse 22:18-19).

    2. "ISPIRAZIONE".
      Etimologicamente, la parola significa: "mettere un soffio, uno spirito in qualcuno". Un uomo è considerato ispirato quando agisce sotto l'impulso di una forza che lo domina.
      In senso biblico uno scrittore è ispirato quando agisce sotto l'impulso della forza dello Spirito Santo, che lo domina.

      Il dott. Williams Evans (Il "Libro dei Libri", pagg. 35-37), scrivendo della Ispirazione Divina degli scrittori della Bibbia dice: "Lo Spirito di Dio occupò l'attenzione, l'investigazione, la memoria, la fantasia, la logica, in una parola, tutte le facoltà degli scrittori ed operò per mezzo di essi. Egli li guidò nella scelta del materiale per la narrazione, nella scelta dei discorsi altrui, dei decreti imperiali, delle genealogie, delle lettere ufficiali, dei documenti di stato, o del materiale storico, che credette necessario per la registrazione del divino messaggio della salvezza. Esso operò "in", "con", e "tramite" i loro spiriti, ma in modo da mantenere la loro individualità. Esso usò gli uomini come erano, e parlò tramite le loro personalità. L'oro era Suo; la forma era la loro". "Se ci si chiedesse se l'Ispirazione abbia raggiunto o meno anche la parola, dovremmo dare una risposta affermativa. È appena possibile che l'Ispirazione possa assicurare la corretta trasmissione del pensiero senza in qualche modo raggiungere le parole. E lo Spirito di Dio la raggiunse non direttamente ed immediatamente, col dettarle agli orecchi degli scrittori, ma immediatamente coll'operare sulle loro menti producendovi idee così vive e chiare che gli scrittori potessero trovare parole adatte per esprimere i loro pensieri".

      "Dobbiamo perciò concludere che mentre da parte divina lo Spirito Santo diede tramite gli uomini in maniera chiara e fedele ciò che desiderava comunicare, da parte umana tale comunicazione venne fuori con un linguaggio tale come se gli uomini stessi lo avessero naturalmente scelto. Noi perciò possiamo sicuramente dire che la Bibbia è, in realtà ed in verità, la VERA PAROLA DI DIO; che Essa è la Parola di Dio nel linguaggio degli uomini; veramente divina ed al tempo stesso veramente umana; che essa è la Rivelazione di Dio alle Sue creature, che una guida infallibile fu data a quelli che La scrissero per preservarli da errori nella esposizione dei fatti; che ciò che gli scrittori della Sacra Scrittura dicono e scrivono sotto tale guida è così veramente detto e scritto da Dio, come se la strumentalità loro non sia stata affatto usata; che le idee in Essa espresse sono le vere idee che lo Spirito Santo intese comunicare; che Dio è nel più pieno senso della parola responsabile per ogni parola della Bibbia. Questo è ciò che la Bibbia reclama per sé stessa!".

      L'apostolo Paolo nella 2Timoteo 3:16 dice che: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio", e Pietro (2Pietro 1:21) afferma: "Degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo".

      Da tutto il Vecchio Testamento esce un coro di voci che ne proclama l'ispirazione dall'alto; spesso Dio vi dà in modo esplicito l'ordine di mettere per iscritto un qualche messaggio speciale (Esodo 34:27; Deuteronomio 31:18; Isaia 8:1; 30:8; Geremia 6:2; Ezechiele 24:2).
      I Giudici furono degli "ispirati" (Giudici 3:10 - 13:25), ispirati furono i re di Israele (1Samuele 10:6-7-9; 16:13; 2Samuele 23:2), ed i profeti (Isaia 8:11; Geremia 20:9; Amos 3:8).

      Giosuè dimostra un profondo rispetto per il libro della legge di Mosè ed inculca questo rispetto agli altri (Giosuè 1:8; 24:26); Davide trova rivelato "nel rotolo del Libro" il compito della sua vita (Salmo 40:8-9); per tutti i re ebrei fedeli a Dio la legge mosaica scritta rimane la legge statutaria del loro regno (2Re 22:8-9).

      Così evidente per Israele è l'impronta della Ispirazione divina del Vecchio Testamento, che quando il canone sarà chiuso, non farà meraviglia sentire lo scrittore ebreo Giuseppe Flavio dire: "Nessuno in codesti libri osi sopprimere od aggiungere alcunché: sono scritti divini per i quali il giudeo deve essere pronto, ove occorra, anche a morire". (Contra Apionem 1:8).

      Per quello che riguarda il Nuovo Testamento, le promesse d'invio dello Spirito Santo, fatte da Gesù agli apostoli nell'ultima cena sono chiare e positive: "Ed io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito di Verità" (Giovanni 14:16); "Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel nome mio, EGLI vi insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che vi ho detto" (Giovanni 14:26); "Ma quando sia venuto Lui, lo Spirito di verità, Egli vi guiderà in tutta la verità" (Giovanni 16:13).

      E questa promessa, simbolicamente ripetuta dal Maestro dopo la Sua resurrezione (Giovanni 20:22) quando soffiò sugli apostoli, fu mantenuta nel giorno della Pentecoste seguente alla ascensione di Gesù al cielo, allorché lo Spirito Santo scese in forma di lingue di fuoco e di vento impetuoso sugli apostoli (Atti 2:1-13).

      Abbiamo quindi la certezza che la promessa di Gesù si è verificata e che gli apostoli sono stati guidati "in tutta la verità" dalla assistenza "in perpetuo" dello Spirito Santo!

      Questo non significa forse che quando essi parlarono o scrissero lo fecero rivelando il volere di Dio ("RIVELAZIONE") con quella esattezza e precisione da Dio volute, perché sorretti e guidati dallo Spirito Santo che era in loro ("ISPIRAZIONE")?
      Ciò infatti sentono ed affermano gli stessi apostoli quando parlano e scrivono di cose relative alla loro missione di testimoni del Cristo e di ministri dell'Evangelo di Cristo (Galati 1:6-8; Atti 15:28).

  3. Sarebbero più che sufficienti queste prove per convincerci che la Bibbia è un Libro unico al mondo, un Libro divino.
    Ma accenniamo ancora ad alcuni importanti dati di fatto di questo Libro unico per rafforzare ulteriormente tale nostra convinzione.

    1. Notiamo l'accordo esistente tra le diverse parti della Bibbia.
      La Bibbia non è un libro ma un complesso di libri legati assieme. Fu scritta almeno da quaranta differenti persone, diverse per ingegno, genio e dottrina, in differenti parti del mondo ed in epoche differenti, senza previo accordo. Eppure un accordo completo di sentimenti pervade il tutto.

    2. Notiamo l'unità e la semplicità del fine.
      L'oggetto della Bibbia, dal principio alla fine è unico: la storia della redenzione del mondo operata da Dio per mezzo di Cristo. Ed infatti il Cristo è la persona che sta al centro di tutta quanta la Bibbia.
      L'Antico Testamento contiene la progressiva rivelazione di Dio circa il Messia e la Sua opera; i Vangeli Ne narrano la vita ed espongono la forma e la sostanza del Suo insegnamento; le Epistole, gli Atti e l'Apocalisse mostrano quale influsso esercitasse lo spirito di Lui su quelli che vissero a Lui più vicini e come il Suo insegnamento fu seguito ed attuato, e quale sarà il trionfo finale del Suo regno.

    3. Notiamo l'armonia della Bibbia con la luce di natura.
      Invece di farci chiudere gli occhi dinanzi alle manifestazioni di Dio,quali ci vengono presentate dalla natura, Essa ce le fa meglio intendere (Salmo 19:1-9).

      La natura ci mostra un Dio benevolo, la Bibbia ce Lo fa vedere come Amore (1Giovanni 4:8,16); la natura ci fa vedere Dio oltremodo sicuro ed efficiente nel governo del mondo, la Bibbia invita tutti i popoli a gioire (Salmo 97:1) ed a tremare (Salmo 99:1), perché Egli regna e pone in miglior luce gli stessi principi di governo morale, rivelati dalla natura.

    4. Notiamo l'armonia della Bibbia con la scienza.
      Sebbene Essa non sia un testo scientifico, tutto ciò che dice circa le varie scienze è scientificamente corretto; sebbene non sia un testo di geologia, è su tale argomento esatta; sebbene non sia un testo di astronomia, quando parla di cose riguardanti questa scienza, è astronomicamente certa.
      Si potrebbe anzi notare un suo spiccato carattere pre-scientifico, in quanto non solo non contrasta in nulla con le più moderne scoperte scientifiche, ma sembra quasi velatamente anticiparle.
      Leggansi ad esempio: Giobbe 26:7 per la legge di gravità; Genesi 1:1 per i cinque fattori scientifici ("tempo, spazio, materia, forza, moto"); Isaia 40:22 per la rotondità della terra; Giobbe 38:22-38 per l'astronomia e meteorologia; Atti 17:26 per la dottrina dell'unità della specie umana.

    5. Notiamo l'armonia della Bibbia con la storia e la geografia.
      In tutte le sue pagine non si è trovata finora alcuna inesattezza e tanto meno errore circa queste materie. Le continue scoperte archeologiche non fanno che provare e dimostrare la sua accuratezza!

  4. Da tutto ciò emerge chiara la verità che la BIBBIA È OPERA DI DIO!
    Da essa Dio ha parlato e parla all'umanità! Essa costituisce quindi per il cristiano la suprema autorità in materia di fede! Da ora innanzi Essa sola sarà la nostra guida, che ci fornirà gli argomenti, ci svelerà il volere di Dio, ci mostrerà la via della salvezza eterna!

Il prossimo argomento avrà per tema:
"Le profezie e il loro valore nella Bibbia".

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