Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"Esaminando le Sacre Scritture"

In questa rubrica esamineremo, di volta in volta, un testo biblico.
Saremo lieti d'inviare, gratuitamente, una copia del Nuovo Testamento a quanti desiderano seguire questi studi. Basta fare la richiesta al nostro indirizzo.

Corso Biblico: Perché crediamo in Dio

Possiamo noi sapere se Dio, di cui tutti parlano, veramente esiste oppure è una invenzione, una fantastica creazione?

Perché il problema dell'esistenza o meno di Dio non può essere ignorato né sottovalutato. Dalla sua soluzione, infatti dipende tutto l'indirizzo che dobbiamo dare alla nostra esistenza.
Naturalmente noi che ti parliamo crediamo in Dio e vogliamo spiegarti su quali ragioni poggia questa fede incrollabile.

  1. O si crede in Dio o si è atei, perché l'ateismo è la sola alternativa possibile.
    Ma come si fa a poter dire: "Dio non esiste"!?
    Prima di poter asserire ciò, si dovrebbe poter indagare completamente il cielo e la terra, il mondo materiale e quello spirituale, il tempo e l'eternità; si dovrebbe possedere la potenza di crearsi e l'onniscienza per poter conoscere tutto, anche che Dio non esiste. Il che è impossibile all'uomo!

  2. La sana ragione ci dice che ciò che esiste eternamente non può essere la materia, ma Dio. La ragione infatti ci dice che qualcosa esiste, perciò qualcosa deve essere sempre esistito!
    Ma due sono i generi di cose che esistono: lo spirito e la materia (la forza non ci si presenta come una entità, ma come energia manifestata da un essere).
    Di fronte a questo binomio di spirito e materia tre posizioni sono state assunte dagli uomini:
    • il dualismo, che ammette spirito e materia ugualmente eterni;
    • il materialismo, che sostiene l'eternità della materia, riducendo lo spirito a combinazioni e proprietà della materia;
    • il teismo, che afferma l'eternità dello spirito, creatore della materia.
    Ma la maggior parte dei pensatori ha scartato il dualismo, come anti-scientifico, perché il supporre due principi eterni non risolve ma rimanda la soluzione del problema!

    Non rimangono che materialismo e teismo. Quale delle due posizioni è la più ragionevole?
    Senza dubbio quella che ammette l'eternità dello spirito, perché lo spirito conosce, mentre la materia è l'oggetto conosciuto; lo spirito muove e modifica la materia, e questa è serva di quello: perché per esistere da tutta l'eternità si richiede spontaneità e forza (infatti, senza spontaneità si rimane inattivi; e senza forza non si potrebbe causare alcun effetto), ma chi possiede queste due qualità non può essere la materia, che rimane nella sua inerzia di quiete o di moto finché non intervenga una causa a modificarla, ma lo spirito, che può muovere corpi e causare effetti.

  3. L'Essere Eterno, da cui tutto è originato, deve avere avuto tutti quegli attributi, che troviamo sviluppati e manifestati nell'universo.
    Cioè: il potere di pensare, progettare, sentire, la capacità di amare e di odiare, di fare distinzioni morali, di scegliere tra bene e male. Poteri che non possono dirsi posseduti dalla materia in ogni grado, ma che invece sono inerenti allo spirito. Fu questo pertanto ad essere eterno e non quella.

  4. L'universo mostra le impronte di una causa intelligente.
    Tutte le opere dell'uomo sono esempi di causalità. Dalla vista di una casa o di un orologio io subito risalgo con la mente al costruttore ed all'orologiaio, della cui esistenza sono certo, anche se non li ho mai veduti, e concludo per l'esistenza di una causa intelligente, di cui vengo a conoscere anche alcune cose.
    Allo stesso modo si può conoscere che Dio esiste, e dalla Sua opera farsi un concetto di alcuni Suoi attributi.
    Se l'impianto elettrico di una qualsiasi grande città con la sua infinita rete di fili ha avuto un costruttore, perché ammettere che il cervello dell'uomo, che la sua spina dorsale con i nervi correnti per ogni parte del corpo, siano il prodotto di una causa cieca e senza intelligenza?
    Se il telescopio non si è potuto fare per caso e da sé, perché sostenere che l'occhio umano ne è stato capace?
    Se tutto il sistema di irradiazione idrica della città postula una causa intelligente, come poter ammettere che il sistema umano delle vene e delle arterie diramantesi per tutto il corpo sia prodotto del caso?

    Alziamo lo sguardo al cielo! Il Salmista né rimaneva estasiato ed esclamava:«Quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle, che tu hai disposte: che cos'è l'uomo che tu ne abbia memoria, ed il figliuolo dell'uomo che tu ne prenda cura?» (Salmo 8:3-4); ed ancora: «I cieli raccontano la gloria di Dio ed il firmamento annunzia l'opera delle sue mani» (Salmo 19:1).
    Le migliaia di stelle che noi possiamo vedere ad occhio nudo, i milioni che riusciamo a vedere col telescopio, la regolarità dei loro movimenti, le loro infinite distanze ci parlano e dicono della esistenza di una causa intelligente eterna.

    Beniamino Franklin, mentre era a Parigi, modellò un sistema planetario per mostrare agli astronomi il mondo ed i pianeti più vicini ad esso. Lo vide un giorno anche un ateo dichiarato il quale, dopo averlo ammirato, chiese a Franklin: - «Chi lo ha fatto?». - «Nessuno », gli rispose, «si è fatto da sé, per caso!».- «Che cosa?», replicò sorpreso l'ateo, «Voi scherzate!».-«E così è dell'uomo il quale asserisce che l'universo è dovuto al caso!» - soggiunse il Franklin - «Egli scherza!».

    Un famoso scrittore ha scritto queste parole: «Io non debbo aprire la Bibbia per sapere se Dio esiste. È sufficiente che apra miei occhi e li rivolga al gran libro della natura, dove Dio è leggibilmente scritto, chiaramente rivelato.
    "Dio": parola che può leggersi sulle stelle e sul sole: parola dipinta in ogni fiore, disegnata in ogni foglia, incisa in ogni roccia. Parola sussurrata dai venti, risuonata dai marosi dell'oceano, ed intesa anche dai più duri di orecchi nei fragori del tuono. Io credo nell'esistenza di un Dio ma non nell'esistenza di un ateo e di chiunque altro la neghi ed esiga di essere ritenuto sano di mente» (Guthrie)

  5. Il governo morale del mondo esige l'esistenza di Dio.
    Ogni uomo sente nella sua coscienza la legge morale che gli dice: fà il bene e fuggi il male. Tale legge da dove ci è venuta?
    Il nostro cuore anela irresistibilmente alla giustizia, ma deve purtroppo constatare che essa su questa terra è impossibile.
    Sarà questo nostro desiderio inappagato? No! Un Essere più alto ce la darà.
    Lui temono tutti i colpevoli, Lui anelano di vedere i martiri di ogni età e di ogni tempo, morti per la verità e la giustizia.
    Distruggere questa fede sul trionfo della giustizia, sull'esistenza di un grande capo morale che a ciascuno renderà giustizia, equivale a togliere il vero fondamento della morale e della rettitudine sociale; significa rendere vani i nostri sforzi per la verità e la giustizia.

  6. È per questo che la maggior parte dei filosofi e degli scienziati di tutte le età hanno creduto in Dio.
    Socrate ed Aristotile, Copernico e Galileo, Newton, Priestly, e Kelvin, Jenner e Millikan credettero in Dio.

    Darwin disse:
    «La questione dell'esistenza o meno di un creatore capo dell'universo ha avuto la sua risposta affermativa dai più grandi spiriti che mai vissero».
    Ed aggiunse:«Non si potrebbe concepire l'origine della vita senza che Dio l'abbia creata».
    Tommaso Edison, a sua volta disse:
    «V'è una grande mente direttiva di tutte le cose, un Supremo Essere, che dirige il destino del mondo».

    Carlo Lyell, grande geologo, asserì:
    «In qualsiasi direzione noi volgiamo le nostre investigazioni, dovunque troviamo le prove più chiare dell'esistenza di un Essere intelligente».

    E come questi, migliaia di altri, della cui autorità non ci serviamo per provare l'esistenza di Dio (perché Dio esisterebbe anche senza la loro parola e la loro fede!), ma soltanto come dimostrazione che la maggioranza degli uomini anche colti, hanno creduto in Dio!

  7. Infatti l'esistenza di Dio è evidentissima, tanto che dinanzi a chi dice di non poter credere in Dio, si rimane dubbiosi se veramente egli non possa o non voglia credervi.
    Ragioni di intuizione, di ontologia, cosmologia, geologia, astronomia, fisio-teologia, psicologia, storia, provvidenza, ed etica danno, a chiunque le voglia indagare, la certezza della esistenza di Dio.

  8. Per questo tutte le ragioni che adducono i negatori di Dio, a prova della loro tesi, possono essere facilmente controbattute e ritorte.
    Chi nega Dio, fa della materia un "dio".
    Infatti che cosa cerca di fare l'ateo, quando sostiene l'eterna esistenza della materia, l'auto-attività delle forze di questo mondo, l'eterna esistenza delle leggi dell'universo e l'infinito ripetersi del ciclo dei cambiamenti di natura?
    Ma tale causa, abbiamo già detto è inadeguata a spiegare l'universo; la vita non poté venire dalla morte senza stimolo esterno; il cambiamento di stato o di natura per intrinseca virtù della cosa stessa è inconcepibile assolutamente (le parti di un orologio, racchiuse in una scatola non si uniranno per loro propria forza a formare l'orologio nemmeno dopo milioni di secoli; così del corpo umano, così della natura tutta!).
    Sostenere, come fanno gli atei che la nozione di causa prima intelligente non proverebbe nulla, in quanto che la stessa prima causa richiederebbe una spiegazione, è ridicolo, perché nel concetto di causa prima è già implicito che di essa non si può dare alcuna spiegazione (altrimenti non sarebbe più causa prima)!
    Se d'altra parte questa prima causa è la materia, come vogliono gli atei, chi ha prodotto, potremmo loro chiedere, questa materia, che non ha in sé prova alcuna della sua sussistenza?
    Ammettere che Dio non esiste perché non lo potremmo mai conoscere perfettamente, come fa l'ateo ancora, è puerile perché se noi potessimo conoscere Dio perfettamente saremmo uguali a Lui, cioè altri déi... Del resto, noi nulla conosciamo perfettamente, nemmeno la materia, nemmeno l'uomo; ma con ciò dovremmo ammettere che la materia non esiste e che noi non esistiamo?

  9. DIO, questo Essere Intelligente ed Eterno non è una idea o una astrazione. Una causa intelligente infatti ed una progettazione ed esecuzione di lavoro non possono non essere che doti di una persona.
    Ecco perché concludiamo che DIO È UNA PERSONALITÀ DIVINA!

    Dio esiste!
    Ebbene, dicono gli infedeli, perché mai questa verità non balza evidente agli occhi di tutti, ma è sempre densa di così gravi incognite?
    Da molto tempo l'apostolo Paolo ha risposto al quesito con queste parole:
    «Poiché le perfezioni invisibili di Lui, la sua eterna potenza e divinità si vedono chiaramente sin dalla creazione del mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue; ond'è che essi sono inescusabili» (Romani 1:20-21).

    Quando Lazzaro fu resuscitato da Cristo, alcuni capi sacerdoti volevano uccidere il resuscitato per occultare il miracolo. Costoro videro il miracolo, ma non lo volevano accettare e quindi lo negavano.
    In tal modo si comportano coloro i quali affermano che l'esistenza di Dio non balza evidente agli occhi di tutti. È questione di volontà. Gesù ha detto: «Non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti resuscitasse» (Luca 16:31), come non si persuasero gli ebrei della divina missione del Cristo.

    È un fatto incontestabile che gli uomini di tutte le razze hanno un concetto istintivo di una speranza in una vita futura. Una delle più inestimabili ricompense della fede in Dio è la speranza che riposa sulla vita d'oltretomba; una futura esistenza priva di morte, pene, infermità e dolori. La fede in Dio allontana il timore della freccia della morte, la paura della tomba, la disperazione della fine, l'amarezza dell'addio alla vita. Io non posso trovare assolutamente conforto nell'attitudine degli atei all'avvicinarsi della morte.
    Si dice che le ultime terrificanti parole di T. Hobbes furono: «Io sto facendo un pauroso salto nel buio».
    Incomparabilmente invece, c'è più conforto nelle parole del devoto credente che, vicino alla solenne ora del trapasso, dice: «Ho serbata la fede, mi è riserbata la corona di giustizia che il giusto giudice mi darà in quel giorno» (2Timoteo 4:12).

Tu che leggi, per spiegare a te stesso le cose che hai dinanzi non hai che tre vie: o la materia, o l'Eterno Dio, o il nulla. Di quale delle tre pensi di essere fattura?.

Se ammetti la seconda potrai ricevere un aiuto per sentire nel tuo cuore la voce di questo Dio, che ti viene incontro mentre tu Lo cerchi!
La fede in Lui è la cosa più bella e l'unica base della nostra vita!
Che essa, attraverso questi studi, ti porti alla Sua conoscenza è nostro augurio!

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