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"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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Il diluvio

Testo biblico: GENESI capitolo settimo

"Il Signore disse a Noé <Entra nell'arca tu e tutta la tua famiglia, poiché ti ho visto giusto dinanzi a me, in questa generazione. D'ogni animale puro prendine sette coppie, maschio e femmina; invece dell'animale impuro un paio: maschio e femmina; anche degli uccelli dei cieli sette coppie, maschio e femmina, sicché la razza sopravviva sulla faccia di tutta la terra; perché fra sette giorni io farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti e sterminerò dalla superficie della terra ogni creatura che ho fatto". Noé fece tutto come il Signore aveva ordinato.

Noé aveva seicento anni, quando avvenne il diluvio delle acque sulla terra. Entrò dunque Noé e i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli nell'arca per sottrarsi alle acque del diluvio. Degli animali puri e degli animali impuri, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo vennero, a due a due, da Noé nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noé.

E avvenne, al settimo giorno, che le acque del diluvio furono sopra la terra; nell'anno seicentesimo della vita di Noé, nel secondo mese, nel diciassettesimo giorno del mese, proprio in quel giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande oceano e le cateratte del cielo si aprirono.

E piovve sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.

In quello stesso giorno entrarono nell'arca Noé e Sem, Cam e Iafet, figli di Noé, e la moglie di Noé e le tre mogli dei suoi tre figli; essi, insieme a tutte le fiere, secondo la loro specie e tutto il bestiame, secondo la sua specie, e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli, secondo la loro specie Vennero dunque a Noé nell'arca, a due a due, d'ogni carne in cui è il soffio di vita. E quelli che venivano, maschio e femmina d'ogni carne, entrarono come Dio gli aveva comandato; poi il Signore chiuse la porta dietro di lui.

Il diluvio venne sopra la terra per quaranta giorni: le acque ingrossarono e sollevarono l'arca che si alzò sopra la terra; e le acque divennero poderose e ingrossarono assai sopra la terra e l'arca galleggiava sulla superficie delle acque. E le acque divennero sempre più poderose sopra la terra e coprirono tutti i più alti monti che sono sotto il cielo. Di quindici cubiti di altezza le acque divennero poderose e coprirono i monti.

E perì ogni essere vivente che si muove sulla terra: volatili, bestiame e fiere e tutti gli esseri brulicanti sulla terra e tutti gli uomini. Ogni essere che ha un àlito, uno spirito di vita nelle sue narici, fra tutto ciò che è sulla terra asciutta, morì.

Così fu sterminata ogni creatura esistente sulla faccia della terra, dagli uomini agli animali domestici, ai rettili e agli uccelli del cielo: essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noé e chi stava con lui nell'arca. Le acque restarono alte sulla terra per centocinquanta giorni".

OSSERVAZIONI

All'ordine divino Noé entra nell'arca introducendovi anche sette coppie degli animali considerati "puri" secondo le leggi sacrificali e alimentari ebraiche e una sola coppia degli "impuri". Si faceva già notare la differenza con la pagina precedente ove si parlava di una sola coppia per tutti gli animali.

La diversità è dovuta al fatto che il racconto del diluvio è frutto della fusione non perfetta di due relazioni differenti ma parallele dell'evento, basate sulle due narrazioni che già conosciamo, la "Jahvista" e la "Sacerdotale".

Gli studiosi riescono a seguire nel testo attuale i due fili narrativi diversi. Non dobbiamo, quindi, stupirci delle ripetizioni, delle incongruenze e delle variazioni: la stessa durata del diluvio passa dai quaranta giorni (7:12) all'anno intero (quando Noé entra nell'arca ha 600 anni, secondo 7:6,11; quando esce né ha 601, secondo 8:1 3).

Ma ecco davanti a noi il quadro impressionante del diluvio. Le acque si rovesciano a cascata dal cielo: si ricordi che nella creazione (capitolo 1 della Genesi) si erano presentate le "acque superiori" poste sopra il firmamento. Le acque sprizzano anche dall'abisso, cioè dal "grande oceano", che, come è noto, era immaginato sotterraneo rispetto alla piattaforma terrestre. Noé, coi suoi figli Sem, Cam e lafet, con la sua e le loro mogli, con tutta la serie degli esseri viventi, è ormai a bordo dell'arca.

È suggestiva l'annotazione secondo la quale è il Signore stesso a chiudere la porta dietro Noé (v.16), quasi preoccupandosi della sicurezza della vita del giusto.

Le acque, intanto, iniziano a crescere di livello fino al punto di coprire le stesse vette dei monti, riducendo la terra a un'enorme distesa di acqua e fango. L'orizzonte è sommerso da questa onda distruttrice, tutto è avvolto in un sudario di morte che è, però, segno del giudizio di Dio sul male: "Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra... così fu sterminata ogni creatura esistente sulla faccia della terra" (vv. 21-23).

È già stato spiegato che le "grandi acque" sono il simbolo nella Bibbia del caos e del nulla che tentano di assaltare la creazione, cercando di corroderla e sgretolarla.

Nel capitolo 1 della Genesi, infatti, le acque divise dalla terra erano il segno della creazione divina. Il mondo ora sta ritornando nel caos, sta quasi ripiombando in quel nulla da cui era uscito.

In questo panorama di morte - continuamente ribadito dal racconto biblico che ripete la descrizione dell'ingrossarsi delle acque, fino a raggiungere i 15 cubiti (quasi 8 metri) sopra il suolo, e dello sterminio di tutti gli esseri viventi - si erge l'arca, segno della vita che continua e della protezione divina sul giusto.

Nella Lettera agli Ebrei, nel capitolo 11 dedicato agli eroi della fede, si leggerà questo ritratto di Noé: "Per fede Noé, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, costruì con pio timore un'arca a salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e divenne erede della giustizia secondo la fede (11:7).

Il potente quadro che ora sta davanti a noi è tutto basato su un contrasto. Da un lato, una metà del testo è occupata dalla descrizione degli abitanti dell'arca, secondo la catalogazione a cui abbiamo già fatto cenno; d'altro canto, il resto del racconto è riservato alla forza distruttrice delle acque. La pagina biblica continua, così, a rivelare il suo significato ultimo: il cataclisma naturale è il segno di un giudizio divino sull'umanità, che rivela due volti diversi.

È, infatti, espressione di condanna del male: le acque hanno la funzione di attuare questa condanna con la loro irruzione mortale. Ma l'arca, col suo contenuto di vita, è la rappresentazione della salvezza del giusto che è l'altro volto, quello positivo e luminoso, del giudizio divino.

PUNTUALIZZAZIONI.

  • Due narrazioni del diluvio.
    Anche nel racconto del diluvio troviamo presenti due racconti, quello "Sacerdotale" e quello "Jahvista". Essi appaiono ora fuse in un unico racconto, ma si vedono ancora delle differenze: in 6:19 (che gli studiosi attribuiscono al racconto "Sacerdotale") si parla di una coppia per ogni specie animale; in Genesi 7:2 (che gli studiosi attribuiscono alla narrazione "Jahvista") si distingue: per gli animali puri si introducono nell'arca 7 coppie, per quelli impuri una sola coppia. Il racconto "Sacerdotale" usa una datazione continua e precisa (Genesi 7:11: "nel secondo mese, nel primo giorno del mese)", mentre quello "Jahvista" ha delle indicazioni più generiche (Genesi 7:10: "settimo giorno").

  • Il diluvio.
    Il "grande oceano" indica le acque che circondano la terra, le "cateratte" invece sono la barriera in cielo che si apre quando piove. Nel racconto della creazione del capitolo 1 della Genesi si distinguevano, infatti, "le acque che sono sopra il firmamento dalle acque che sono sotto il firmamento" (v.7). Le acque che si ingrossano invadendo la terra sconvolgono l'ordine del cosmo fissato da Dio nella creazione.
    Il numero quaranta è frequente nella Bibbia, sia nell'Antico sia nel Nuovo Testamento. In particolare la menzione dei "quaranta giorni e quaranta notti") è legata all'esperienza di Mosè al Sinai.
    Si vuole così indicare un tempo in sé compiuto. Sia nel caso di Mosè sia nel caso di Noé abbiamo la contrapposizione tra un uomo giusto, che rimane fedele a Dio, e la massa degli altri uomini che invece sono infedeli e peccatori.

  • Il cubito.
    L'unità di misura lineare dell'Antico Testamento, il cubito, corrisponde a circa 45 cm. Tuttavia nel corso della storia si sono avute delle variazioni. Ezechiele, infatti, parla di un cubito più lungo che corrisponde a circa 52 cm.

  • Animali puri e impuri.
    La distinzione tra animali puri e impuri è molto antica ed è comune all'ambiente culturale circostante all'antico Israele. Pare che questa distinzione fosse originariamente basata sul significato favorevole o sfavorevole che gli animali avevano per l'esistenza umana.
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