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Entusiasmo

Hai mai visto un bambino giocare? Magari non ha che un secchiello e una paletta, ma eccolo lì, sulla riva del mare, che lavora intensamente a fare un castello di sabbia, le mani agili e sciolte, lo sguardo intensamente fisso al lavoro, le labbra tese nello sforzo della creazione.

La spiaggia brulica di suoni e rumori ossessivi; la gente passa e ripassa davanti a lui; le ore trascorrono, ma lui non sente e non vede nulla, tutto preso com'è,anima e corpo, dal suo capolavoro. E quando, finalmente, avrà finito, quel castello non sarà un ammasso inutile e informe di sabbia annacquata, ma l'immagine del suo sogno. Traducendolo in realtà, egli ha realizzato anche un po' di sé stesso.

Con questa forza, con questa intensità, questa passione, hanno lavorato e lavorano uomini di penna e di scienza, artisti e artigiani, e tutti coloro che si distinguono dalla gran massa amorfa della gente che si lascia semplicemente vivere, perché posseggono una delle doti più esaltanti e preziose dell'umanità: l'entusiasmo.

L'entusiasmo è un fenomeno di vita esuberante e piena. È quel felice non so' che, grazie al quale, pur nel tumulto di mille preoccupazioni, possiamo dimenticare tutto.
È la capacità di appassionarci alla vita, a tutto ciò che facciamo.
È l'appello profondo che ci sprona a dare il meglio e il massimo di noi stessi.
È quella forza che irrigidisce i muscoli della resistenza e fa brillare gli occhi nell'attesa.
Senza interessi e passioni, senza fede e amore, senza un fondo di entusiasmo non esiste piacere in ciò che si fa e la nostra vita ci appare inutile e vuota.

Il bambino che nasce felice ogni mattina e prova stupore, meraviglia, interesse per ogni cosa, è una grande lezione per noi. Egli non conosce l'indifferenza e il mondo gli appartiene. Finché durerà in noi l'entusiasmo, la giovinezza ci accompagnerà.
L'entusiasmo è come la fede: non conosce l'impossibile.
Quando siamo tristi, opachi, nevrotici, è perché non abbiamo una base interiore sufficiente per attutire gli urti della vita. È perché gli entusiasmi sono fittizi, perché gli obiettivi sono effimeri.
Il vero entusiasmo è di natura spirituale e rappresenta il tocco magico che trasforma l'ordinario in straordinario.
Per i giovani, l'entusiasmo è la migliore carta per iniziare la partita della vita. Ma, come tutti i valori umani, non è cosa che si possa comprare o indossare come un vestito, quindi occorre cercarlo dentro di sé e poi svilupparlo come un tema. Come si comincia?

Emilio Zola, il maestro del naturalismo letterario francese, quando cominciò non aveva nulla. Sua madre disponeva appena di quanto bastava per vivere, ed egli, ancora studente, dovette cercarsi un lavoro. Ma amava leggere e sognava di scrivere. Che cosa? Non lo sapeva ancora. Sapeva soltanto che, in un modo o nell'altro avrebbe realizzato la sua aspirazione. In una lettera ad un amico scriveva:
"... La lotta sarà lunga, ma non mi spaventa. Io sento in me qualcosa; e se realmente questo qualcosa vi è presto o tardi dovrà pure apparire alla luce del sole. Dunque niente castelli in aria, ma una logica serrata nel governo della vita: prima sostentarsi, poi scandagliare se molto o nulla vi è dentro di me. E se mi sono ingannato, continuare a vivere, oscuro e ignorato come tanti altri ...".
S'incamminò sulla lunga strada che aveva scelto nella più squallida povertà con un solo grande alleato: l'entusiasmo. E i suoi articoli sgorgarono ardenti, le sue pagine luminose e appassionate, i suoi libri fervidi e battaglieri.

Cominciamo dunque col chiederci: abbiamo delle idee? Quali sono? Dove possono guidarci? Una volta acquisito il senso della nostra identità, impariamo a mirare a qualcosa che, anche con umili strumenti, ci consenta una vita compiuta e stimolante, ma se non abbiamo entusiasmo non avremo nulla per prendere le mosse della vita, perché l'entusiasmo non ci serve soltanto per lavorare, ma anche per vivere.

Il primo passo per accrescere in noi stessi la capacità di entusiasmo consiste nel guardare con occhi puliti tutto ciò che ci sta intorno e nell'esaminare la natura dei nostri pensieri.
L'entusiasmo non può vivere in una mente piena di pensieri opachi, malsani e negativi. E senza la vitalità irradiante dell'entusiasmo rischiamo di essere sconfitti dalle nostre debolezze, dai nostri nervosismi e dai complessi di inferiorità.
Una delle virtù più certe è che la vita non rende se non quello che tu le dai. Dandoti tutto alla vita, la vita si darà tutta a te.
C'è gente che, oltre al proprio lavoro, coltiva cento interessi. Come trova l'energia per fare tutto?

Nell'entusiasmo. Le persone entusiaste sono persone entusiasmanti. I noiosi sono quelli che si annoiano.

L'entusiasmo per il proprio lavoro è il più grande fattore di felicità umana. Senza la gioia del lavoro per se stesso, non c'è nessuna soddisfazione emotiva e nessuna ambizione, ma soltanto noia e spossatezza.
L'entusiasmo porta all'ardimento e l'ardimento reca in sé l'ingegno.
Mettiti d'impegno, dunque, e comincia l'opera. L'entusiasmo ti aiuterà a finirla.

Gli anni segnano di rughe la pelle - dice un saggio - ma la mancanza di entusiasmo l'avvizzisce.
Ora che puoi scegliere la tua strada nella vita scegliti un ideale e non abbandonarlo mai. Fa che la passione predomini sull'indolenza, il coraggio sulla paura, la sete d'avventura sull'amore per la vita comoda e scialba.
E, soprattutto, cerca di conservare nel tuo cuore l'amore per la meraviglia, l'intrepida sfida degli avvenimenti, il gusto di rischiare, l'eterna ansia per quel che viene dopo e la gioia per il gioco della vita.
"Siamo giovani come la nostra fede - disse un poeta - vecchi come il nostro dubbio; giovani come la nostra fiducia, vecchi come la nostra paura; giovani come la nostra speranza, vecchi come la nostra disperazione ...".

Finché il tuo cuore riceverà dall'entusiasmo tutti i messaggi di bellezza, di letizia, di coraggio e di grandiosità che la vita ti manda sarai e resterai giovane, sempre!

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