Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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I falsi messia

Ci sembra strano questo Giovanni Battista che continua a protestare: "Io non sono il Messia!".

Ma la sua insistenza è giustificata in quel tempo: tutti infatti cercano un Messia, tutti lo aspettano.

Era già accaduto in passato: Zorobabel si sentì definire "benedetto di Dio", e "colui che deve venire" quando nel VI secolo avanti Cristo ricondusse in patria da Babilonia una colonia ebraica.

Ma è la dominazione romana, che umilia il popolo ebraico, a far divampare le speranze pi� ardenti, e anche le illusioni: chiunque predichi ispiratamente la rivolta contro Roma trova gente pronta a riconoscerlo come inviato da Dio.

Alla morte di Erode il Grande scoppia una rivolta, e molti dei capi sono considerati "messia" dai loro seguaci e compaesani.

Dopo la deposizione di Archelào (figlio di Erode il Grande, detronizzato nel 6 d.C.), si forma in Galilea una banda armata per protestare contro il censimento ordinato da Roma: la capeggia un certo Giuda, che dichiara di non riconoscere altro padrone all'infuori di Dio: dunque un altro presunto Messia.

Dopo di lui, un certo Teuda si proclamerà investito di una missione divina, dichiarandosi capace di comandare alle acque del Giordano.

Fu attribuito da alcuni il titolo messianico a un eroe della lotta antiromana nel II secolo dopo Cristo: Bar Kokheba, che fece rinascere le speranze di indipendenza ebraica combattendo vittoriosamente contro le legioni dal 132 al 135. Egli riuscì a rioccupare Gerusalemme, ma le sue forze furono poi sconfitte da quelle di Adriano.

Si ebbero poi altre apparizioni di presunti o sedicenti "messia" nei tempi successivi: Mosè di Creta nel V secolo; Abulsa in Persia nel Vll, i "messia" di Cordova e di Fez nel XII, Isacco di Galilea nel XVI.

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LE ABLUZIONI RITUALI AL TEMPO DI GESÙ

Nel mondo ebraico fu Mosè a istituire l'abluzione rituale.
"Abluzione" dal latino "ablùo", e dal greco "apolùo", significa: "porto via lavando".
Assai più tardi, i Farisei ne regolarono minuziosamente l'uso. Ed ecco la situazione ai tempi di Gesù.
Al risveglio del mattino bisogna lavare le mani e poi il viso e risciacquare la bocca. Con particolare cura deve lavarsi chi abbia avuto un incubo nella notte.
L'abluzione di ogni parte del corpo si accompagna a una preghiera appropriata.

L'abluzione prima dei pasti è raccomandata; quella dopo i pasti è invece obbligatoria. È giudicato utile lavarsi prima di andare a dormire e prima delle tre preghiere della giornata.

Ci sono altri tipi di lavanda legati a occasioni particolari. Quando si accoglie un ospite, bisogna lavargli le mani e i piedi per liberarli dalla polvere del viaggio: questo è soprattutto un atto di rispetto e di affetto, un "mettersi al servizio" del prossimo.

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