Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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I figli della colpa

Il figlio illegittimo - il "bastardo" - nella società antica ha una situazione simile a quella della donna adultera. L'uno e l'altra rappresentano la rottura di un certo equilibrio e un'offesa all'istituzione familiare: sono "figli della colpa", respinti dalla società.

In Israele, i figli naturali sono posti fuori della comunità, delle sue istituzioni e della sua vita spirituale.
Solo nel 1º secolo dopo Cristo si comincia a discutere sui loro diritti di successione.

In Grecia, poiché il fondamento della famiglia è il matrimonio (con l'aggiunta dell'adozione), il figlio naturale è escluso automaticamente dal culto e dalla successione. E questo, nella società antica, equivale a una messa fuori legge. Per chi è nato da padre sconosciuto, il magistrato municipale ("arconte") ha l'incarico di trovare un tutore.
Il figlio naturale di padre conosciuto, invece, conserva il diritto di esserne nutrito; e ha reciprocamente il dovere di nutrirlo, in caso di necessità.

A Roma è diverso: il legame è mantenuto con la madre (quando è conosciuta) e con maggiore forza. Il figlio naturale, infatti, ha un suo posto nella famiglia materna, partecipa al culto degli antenati, può pretendere una parte dell'eredità: appena nato, egli è posto sotto l'autorità del nonno materno, il quale spesso decide la sua morte, o il suo abbandono.

Sparta è un caso a sé. Anche qui l'adulterio è condannato, e il figlio naturale respinto dalla società. Ma, su queste considerazioni morali, prevale spesso la necessità di perpetuare la discendenza. Così, quando in una famiglia male assortita il marito è troppo anziano, o anche lontano dalla moglie, è ammesso, in via eccezionale e riservata a quest'unico caso, che egli introduca in casa un uomo giovane e sano, in modo che la sua moglie possa averne un bambino. E il neonato sarà legalmente figlio dei due coniugi.

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