Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

SAREMO LIETI D'INVIARE, GRATUITAMENTE, UNA COPIA DELLA BIBBIA A QUANTI DESIDERANO SEGUIRE QUESTO STUDIO. BASTA FARNE RICHIESTA AL NOSTRO INDIRIZZO.

La guerra contro i re d'oriente

Testo biblico: GENESI capitolo quattordicesimo

La guerra contro i re d'oriente

"Quando Amrafel, re di Sennaar, Arioch, re di Ellasar, Chedorlaomer, re di Elam, e Tideal, re di Goim, fecero guerra contro Bera, re di Sodoma, Birse, re di Gomorra, Sinab, re di Adma, Semeber, re di Zeboim e contro il re di Bela, cioè Zoar, tutti questi si coalizzarono nella valle di Siddim, che è il Mar Morto. Per dodici anni essi erano stati sottomessi a Chedorlaomer, ma il tredicesimo anno si erano ribellati.

Nell'anno quattordicesimo venne Chedorlaomer insieme ai re che erano con lui, e sconfissero i Refaim ad Asterot Kamaim, gli Zuzim ad Am, gli Emim a Save-Kiriataim e gli Hurriti nelle loro montagne di Seir fino a El Paran, che è presso il deserto. Poi ritornarono indietro e vennero a En Mispat, che è Kades, e devastarono tutto il territorio degli Amaleciti e anche degli Amorrei che abitavano in Cazazon-Tamar.

Allora il re di Sodoma, il re di Gomorra, il re di Adma, il re di Zeboim e il re di Bela, chiamata anche Zoar, uscirono e si schierarono in ordine di battaglia contro di loro, nella valle di Siddim, e cioè contro Chedorlaomer, re di Elam, Tideal, re di Goim, Amrafel, re di Sennaar e Arioch, re di Ellasar: quattro re contro cinque.

Ora la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume; messi in fuga, il re di Sodoma e il re di Gomorra vi caddero dentro e i restanti fuggirono sulla montagna. I nemici presero tutti i beni di Sodoma e di Gomorra e tutti i loro viveri e se ne andarono.

Andandosene presero anche Lot, figlio del fratello di Abramo, e i suoi beni. Egli risiedeva appunto in Sodoma. Ma un fuggitivo venne ad avvertire Abramo l'ebreo, mentre egli era attendato sotto le querce di Mamre l'amorreo, fratello di Escol e fratello di Aner; questi erano alleati di Abramo. Quando Abramo seppe che suo nipote era stato condotto via prigioniero, mobilitò i suoi mercenari, servi nati nella sua casa, in numero di 318, e intraprese l'inseguimento fino a Dan; poi, divise le schiere contro di essi, di notte, lui con i suoi servi li sbaragliò e proseguì l'inseguimento fino a Coba, a settentrione di Damasco: ricuperò così tutta la roba e anche Lot, suo nipote, e i suoi beni, con le donne e il rimanente personale.

E il re di Sodoma gli uscì incontro, dopo il suo ritorno dalla sconfitta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, nella valle di Save, detta pure la valle del re.

Intanto Melchisedek, re di Salem, fece portare pane e vino. Era sacerdote di Dio altissimo, e benedisse Abramo dicendo: «Sia benedetto Abramo dal Dio altissimo, Creatore del cielo e della terra! E benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha dato nelle mani i tuoi nemici!». Abramo gli diede la decima di tutto.

Poi il re di Sodoma disse ad Abramo: «Consegnami le persone, e prendi pure per te i beni». Ma Abramo disse al re di Sodoma: «Ho alzato la mano davanti al Signore, Dio altissimo, Creatore del cielo e della terra: né un filo o un legaccio di sandalo, né alcunché di ciò che è tuo io prenderò; sicché tu non possa dire: "Sono io che ho arricchito Abramo! Per me niente, se non quello che i soldati hanno consumato e la parte spettante agli uomini che sono venuti con me, cioè Escol, Aner e Mamre ... Essi, sì, riceveranno la loro parte".

OSSERVAZIONI

La guerra ora descritta - i cui dati storici sono difficilmente decifrabili - ha come causa una ribellione di cinque principi vassalli al re Chedorlaomer dell'Elam, una regione a est di Babilonia. Costui, alleato con altri sovrani, marcia verso l'area attorno al Mar Morto, ove risiedevano i ribelli, e ingaggia con loro un'aspra battaglia nella valle di Siddim, «piena di pozzi di bitume».

Non dimentichiamo che anche oggi la zona attorno al Mar Morto è costellata di simili pozzi, dovuti alla particolare situazione geologica del territorio posto a 400 metri sotto il livello del mare.
I vassalli più importanti, cioè i re delle città più rilevanti della regione, Sodoma e Gomorra, vengono pesantemente sconfitti.

In occasione del rastrellamento compiuto dai vincitori viene coinvolto anche Lot, il nipote di Abramo, che - come si ricorderà aveva scelto proprio quest'area come suo spazio vitale.
Un messaggero comunica la notizia allo zio, il quale, affidandosi anche al sostegno di alcuni alleati, organizza un piccolo esercito di 318 persone, un numero piuttosto elevato considerando la situazione del patriarca.

Da questo dato e dall'insieme del racconto si riesce facilmente a intuire che l'autore sacro vuole esaltare la figura di Abramo presentandolo quasi come un principe potente, benedetto da Dio, vincitore di grandi re dell'Oriente. Col suo esercito tribale insegue l'armata di Chedorlaomer, re di Elam, che sta rientrando nelle sue terre ed è ora in marcia col bottino di guerra verso Dan, cioè nel nord della terra di Canaan.

Con una mossa fulminea e a sorpresa Abramo riesce a recuperare, oltre all'intero bottino di guerra dei quattro re, «Lot, suo nipote». Mentre sta rientrando da questa fortunata spedizione, Abramo passa da una città di nome Salem che verrà poi identificata con la Gerusalemme davidica e che portava probabilmente il nome di un dio locale.

Ed ecco apparire davanti al patriarca biblico il sovrano di quella città il cui nome cananeo è composto dal termine "melek", che significa: "re", e da quello divino "sedeq", che significa: "giustizia", "salvezza" (vale a dire «re di giustizia»).

Come spesso avveniva nell'antico Oriente, egli era anche sacerdote; il suo dio portava il nome di "El-'Eljon", cioè: «Dio altissimo», un titolo divino noto anche in Fenicia e che lo stesso Abramo applicherà al Signore (v. 22).

Melchisedek pronunzia una benedizione su Abramo, ricevendone in cambio un'offerta sacra, cioè "la decima" sul bottino: è suggestivo che un "pagano" benedica l'eletto di Dio!

Scriveva il cardinale Jean Daniélou: «Melchisedek è il grande sacerdote della religione cosmica, che non è limitata a Israele ma che abbraccia tutti i popoli. Il mondo intero è il primo tempio da cui si innalza l'incenso della preghiera dell'umanità».

Ma l'attenzione da sempre si è rivolta sul pane e sul vino che il re di Salem imbandisce davanti ad Abramo. Si tratta di per sé di un atto di ospitalità nei confronti di chi passa amichevolmente nel proprio territorio.

La figura del re di Salem apparirà solennemente nel Salmo 110, un salmo regale; in esso il Signore giura al re di Gerusalemme: «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek» (v.4), affermando così un particolare sacerdozio del sovrano ebraico. A questo aveva condotto anche l'interpretazione della figura di Melchisedek in chiave messianica in ambito giudaico e come prefigurazione del sacerdozio di Cristo in ambito cristiano (Ebrei 7).

Dopo avere versato la decima di tutto a Melchisedek, Abramo, senza pretendere ricompense dal re di Sodoma a cui consegna il bottino recuperato, ritorna alle querce di Mamre.



PUNTUALIZZAZIONI

LA GUERRA NELLA BIBBIA.
La guerra era frequente ai tempi della Bibbia, tanto che lo scorrere del tempo e delle stagioni era scandito dalle campagne militari ("Al tempo in cui i re sogliono andare in guerra», indica in 2Samuele 11:1, la stagione primaverile). Arcieri, carri e cavalieri erano determinanti.
I combattimenti corpo a corpo avvenivano soprattutto nelle operazioni di rastrellamento, dopo aver fatto breccia nelle mura delle città o aver spezzato le file dei nemici in campo aperto.
L'esercito vincitore faceva razzìa di ogni cosa, riduceva in schiavitù i nemici superstiti, li deportava e dava alle fiamme la città conquistata.
La guerra di Abramo qui descritta si conclude invece con un banchetto di amicizia con il re di Salem, Melchisedek.
Uno stendardo, ritrovato a Ur, documenta proprio una scena di guerra e una scena di pace, nella quale il re vincitore banchetta e riceve il bottino.

MELCHISEDEK.
Incontriamo solo qui questo misterioso personaggio, presentato come re di Salem (probabilmente Gerusalemme).
Abramo gli riconosce l'autorità di rappresentante «di Dio altissimo», offrendogli la decima parte di ogni cosa, un atto questo riservato ai re e alle divinità. La tradizione biblica posteriore ha visto adombrato in Melchisedek il Messia, sacerdote e re (Salmo 110).
La mancanza di una genealogia ascendente e discendente, così importante per chi avanzava pretese regali e sacerdotali, verrà interpretata come un simbolo del sacerdozio eterno di Gesù (Ebrei 7:3: «Egli senza padre e senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio, rimane sacerdote in eterno»).
Gli Amaleciti e gli Amorrei dividevano il territorio di Canaan con Abramo. I primi diventeranno poi i nemici mortali di Israele . Infatti in Esodo 17:14, si legge: «Il Signore disse a Mosè: Scrivi questo su un libro come ricordo e dichiara alle orecchie di Giosuè: io cancellerò il ricordo di Amalek sotto il cielo».

DECIME - BENEDIZIONE.
Il prelievo della decima parte del reddito a favore del re o della divinità era abituale presso i popoli dell'antichità. Nella visione religiosa di Israele Dio era considerato come il proprietario del suolo: non si poteva godere dei frutti della terra senza riservarne a lui una parte.
La benedizione qui citata rappresenta, insieme a tante altre di cui è ricca la Bibbia, l'azione efficace di Dio sull'essere e nella vita dell'uomo.

Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati