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Invidia

Sembra, a prima vista, che la gelosia riguardi soltanto i rapporti affettivi tra due persone che si amano. È in questo senso che la parola viene usata in certa letteratura narrativa o nella stampa più o meno scandalistica.

Si parla allora di storie, ora buffe ora tragiche, nelle quali i normali sentimenti prendono una piega assurda e morbosa che può anche arrivare al delitto.

In questo caso la gelosia è una malattia, forse la più sconcertante delle malattie: si dice di voler bene e ci si comporta come se la persona amata non meritasse fiducia e rispetto; si afferma di amare e si uccide.
La gelosia è un amore che diventa cieco, un sentimento abnorme che, invece di unire due persone, le distrugge.

Esiste però un altro tipo di gelosia, anch'essa una malattia, anch'essa devastatrice e inguaribile come quella di cui parlano le storie d'amore, ma che in questo caso è meglio chiamare invidia.

Gelosia e invidia nascono entrambe da un segreto complesso d'inferiorità nei riguardi degli altri. Ci sono persone oneste e anche intelligenti, ma che hanno un segreto difetto d'origine: non riescono ad accettare il bene fatto dagli altri, si rodono per il successo altrui, deformano, fino a renderle irriconoscibili, le iniziative degli altri e quasi sempre, senza accorgersene, spruzzano acido sulla strada degli altri.

Forse anche tu avevi appena cominciato a realizzare un'iniziativa che in partenza sembrava destinata all'insuccesso. L'invidioso di turno ti ha lasciato fare, magari dopo aver cercato di dissuaderti da un'impresa senza speranza, poi all'improvviso, il suo interesse si è risvegliato. Un sorrisetto ironico prima, poi ha cercato di tagliarti l'erba sotto i piedi, non per invidia, Dio ce ne scampi, ma perché si sarebbe potuto fare diversamente e anche meglio.
È risaputo che ogni iniziativa comporta delle scelte, alcune delle quali possono anche risultare sbagliate, ma l'invidioso, a questo punto, vorrebbe che tutto fosse perfetto, e si afferra a quelle piccole frange di errore e non è contento finché quel poco di bene compiuto non sia interamente distrutto.

Forse avevi successo per le spiccate doti della tua personalità, sapevi farti ben volere e camminavi per la tua strada senza patteggiamenti e senza compromessi. È subentrato l'invidioso ed ha cominciato a tessere la sua trama di ragno con le ammissioni a mezza bocca: "Sì, è molto intelligente, ma ...".

La tattica dell'invidia è sempre quella dei "ma", della mano che lancia il sasso e poi si nasconde, del sorrisetto sarcastico e della distruzione sistematica della persona che fa ombra.

Nessuno è perfetto, si sà, ombre e difetti si riscontrano anche nelle personalità più complete ed integre e una carità autentica consiglierebbe di minimizzare le ombre e valorizzare le luci.
L'invidioso segue invece la tattica opposta: ingigantisce le ombre e minimizza le luci e lo fa con una tattica che è insieme abilissima e subdola.
Non dice mai apertamente: "non sopporto la tal persona, quella decisione è sbagliata", ma parte sempre da un elogio, persino da una lode che via via si trasforma in riserva mentale, da riserva in lenta e sistematica erosione.

Finché si stà nel livello comune, l'invidioso è il miglior amico, ma appena si comincia ad emergere, la sua mente si affolla di ombre ossessive e si diventa il suo rivale in tutto: nei sentimenti, nelle iniziative, nell'abito che indossi, nel posto che occupi, nelle amicizie che hai e non ha pace fino a quando non si rientra nei ranghi.

Esiste anche un'invidia spirituale che induce a mettere il nostro marchio di fabbrica nella vita degli altri: questa gelosia non è meno distruttiva di quella che fa cronaca sui giornali.
Il geloso circonda l'amore di sospetti assurdi, lo irretisce e lo mortifica con un'ossessiva ragnatela di reazioni ingiuste: o tutto è solo suo, o egli muove all'attacco come una persona mortalmente offesa.

Avviene lo stesso anche in campo spirituale.
A molti le virtù degli altri fanno ombra, la maturità diventa un'offesa mortale per l'immaturità, la superiorità fa scattare la molla della distruzione a colpi di spillo.
Spesso una indiscutibile dote morale diventa motivo di allarme e d'insonnia per i segreti ammalati di gelosia, una decisione coraggiosa diventa bersaglio di un'invidia rozza e volgare.

La tentazione dell'invidia e della gelosia è molto sottile perché si camuffa sempre sotto pretesti di bene.
Di fatto, la gelosia e l'invidia sono la zizzania più pericolosa in qualsiasi rapporto sociale, perché non soltanto non creano, ma distruggono, non solo non edificano, ma avvelenano ciò che gli altri riescono a fare.

Se la gelosia distrugge l'amore sotto il pretesto di difenderlo, l'invidia distrugge lo spirito dell'amore sotto il pretesto di camminargli a fianco.

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