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"Esaminando le Sacre Scritture"

In questa rubrica esamineremo, di volta in volta, un testo biblico.
Saremo lieti d'inviare, gratuitamente, una copia del Nuovo Testamento a quanti desiderano seguire questi studi. Basta fare la richiesta al nostro indirizzo.

NUOVO CORSO BIBLICO

"LA BIBBIA ... OGGI!"

Tra tutti i libri che siano mai stati pubblicati al mondo, non ve n'è uno più diffuso della Bibbia. Ma ciò che innalza la Scrittura dell'Antico e del Nuovo Testamento al disopra di ogni altro libro della storia umana è il fatto che essa non trasmette la parola di un uomo - per quanto sapiente e nobile egli sia - ma trasmette la Parola di Dio.

Un giardino da coltivare

Uscito appena dalle mani di Dio, l'uomo ebbe come proprio regno il mondo intero. Tutta la natura fu posta al suo servizio e a sua discrezione.

Ci voleva una dimora adatta; un luogo di perfezione terrestre degno di colui che, sulla terra, ripeteva l'immagine di Dio. "Il Signore - narra la Bibbia - piantò un giardino, nell'Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva modellato".

Nel testo ebraico il giardino viene chiamato "gan", che significa propriamente "parco", piantato ad alberi.
I Settanta sapienti ebrei, di cui abbiamo già parlato, tradussero quel termine col greco "paràdeiesos", da cui derivò il termine "paradiso", che vuol dire semplicemente giardino, o meglio parco piantato ad alberi.

Come nome comune, "paradiso" significa anche "delizia", "piacere"; da ciò l'espressione "luogo di delizia" usata per il giardino, chiamato anche "Eden", dall'assiro "idiun", che vuol dire "pianura".

Da ciò la traduzione del versetto "Il Signore piantò un giardino "paradiso" nell'Eden, "pianura" ad oriente, e vi pose l'uomo che egli aveva "modellato".". Entrando nel Paradiso terrestre, l'uomo è chiamato a vivere nella grazia di Dio, che lo fa partecipe di una vita soprannaturale.

La storia dell'uomo non è mai stata naturale, ma la sua vocazione, fin dall'inizio, ha avuto la prospettiva della Grazia. Anche questo era un messaggio, che non ha perduto di valore, ne può subire modificazioni e cadute.

Segue la descrizione del "parco- giardino" e dei fiumi che ne derivano, per giungere alle parole: "Il Signore prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino dell'Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse". Ma allora, se il giardino delle delizie doveva essere coltivato, l'uomo aveva già il compito di lavorare. Il lavoro era la condizione primigenia di Adamo, e non la sua condanna.

Molto spesso, erroneamente, si crede e si dice che il lavoro è stato la conseguenza del peccato originale, e perciò esso è la condizione dell'uomo decaduto.

Non è vero. Il lavoro, nel giardino preparato da Dio, faceva parte delle delizie. Era una gioia, perché costituiva una delle facoltà e delle possibilità appartenenti alla natura umana, come quelle di pensare, di volere, di amare.
La punizione del primo peccato non fu il lavoro, ma la fatica che, di lì in poi, accompagnò la necessità del lavoro, come una maledizione.

Prima del peccato, il lavoro era leggero e piacevole: una letizia e una delizia, tra le altre esistenti nel giardino dell'Eden. Soltanto dopo il peccato divenne faticoso e pesante: una mortificazione e un tormento tra le altre mortificazioni e gli altri tormenti.

Dio non creò l'uomo ozioso, lo creò laborioso.
Il giardino privo di lavoro sarebbe stato privo di una delizia, quella del lavoro. Adamo era "homo sapiens", cioè creatore intelligente, ma era anche "homo faber", cioè creatura operosa, artigiano e operaio, anche in questo immagine e somiglianza del Signore, sublime lavoratore e artefice.

Il lavoro era il mezzo con il quale l'uomo avrebbe piegato gli animali e la natura al suo volere; era la condizione della sua potenza terrestre. Perciò tutta la Bibbia consiglia e loda il lavoro.

"Dalle fatiche delle tue mani tu mangerai - beato tu sei", si legge nei Salmi. "La mano oziosa ha fatto impoverire - e la mano dei laboriosi prepara la ricchezza" è scritto nel libro dei Proverbi.
E quando l'apostolo Paolo dirà: "Chi non lavora non mangi", non farà polemica sociale né tanto meno demagogia. Egli riecheggerà semplicemente le parole di Dio, che fece Adamo adatto al lavoro e gli ordinò di lavorare anche nel Paradiso terrestre, giardino di delizie, che doveva però essere coltivato.

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