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Un vestito di pudore
Delle promesse fatte dal tentatore alla prima coppia, nel Paradiso terrestre, una si avverò: l'unica. "Si apersero allora gli occhi di ambedue, - prosegue la Bibbia, - e seppero di essere nudi, cucirono foglie di fico e se ne fecero cinture".
Il serpente aveva detto: "In qualunque giorno ne mangerete, si apriranno i vostri occhi".
Gli occhi di Adamo e di Eva si aprirono alla vista della loro nudità. Pochi versetti prima si leggeva che: "Ambedue erano nudi, l'uomo e la donna, ma non sentivano mutua vergogna".
La vergogna è dunque la conseguenza immediata del peccato. L'innocente non ha vergogna, perché non esiste nessun contrasto tra lo spirito e la carne, tra l'esteriore e l'interiore, tra l'apparenza e la sostanza.
Quando invece gli occhi di Adamo ed Eva si aprirono, l'integrità della loro natura era rotta, e un contrasto si era aperto tra il loro animo e il loro corpo. Il primo dolore di tale contrasto fu la vergogna, che è infatti un vero e proprio tormento.
Essi portano l'esempio di alcune tribù selvagge presso le quali il nudismo è largamente praticato. Ciò non toglie che il pudore esista anche presso di loro.
Gli studiosi hanno potuto stabilire come, per esempio, essi non tollerino sguardi indiscreti e siano gelosissimi dei momenti di maggiore intimità.
Perciò il Joubert scrisse: "Abbiamo tutti un pudore, ma non uno stesso pudore. Questa tela immateriale ha tessiture diverse. Ed è la tela che ha sostituito malamente, come una camicia di Nesso, la clàmide dell'innocenza tessuta da Dio e dall'uomo stracciata col suo atto di ribellione".
Invano psicologi ed etnologi, naturalisti ed esploratori hanno tentato di analizzare la fibra di questo tessuto. "Il pudore, - scrisse il Balzac, - non è più suscettibile d'analisi di quanto ne sia la coscienza, e forse per far comprendere ciò istintivamente, basterà chiamare il pudore coscienza del corpo".
Forse un altro scrittore francese, Leon Bloy, ricordava questo aforisma, quando scrisse la sua sentenza: "Il pudore,è nella donna, come la coscienza della libertà nell'uomo".
Nella donna, perché si può credere che fu lei a soffrire più profondamente di vedersi nuda, quando gli occhi le si apersero e si accorse di avere perduto la veste invisibile della grazia divina, bene si attagliava alla grazia visibile del suo corpo.
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Argomento del prossimo numero:
"IL NASCONDIGLIO DELLA PAURA"
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