Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"Esaminando le Sacre Scritture"

In questa rubrica esamineremo, di volta in volta, un testo biblico.
Saremo lieti d'inviare, gratuitamente, una copia del Nuovo Testamento a quanti desiderano seguire questi studi. Basta fare la richiesta al nostro indirizzo.

NUOVO CORSO BIBLICO

"LA BIBBIA ... OGGI!"

Tra tutti i libri che siano mai stati pubblicati al mondo, non ve n'è uno più diffuso della Bibbia. Ma ciò che innalza la Scrittura dell'Antico e del Nuovo Testamento al disopra di ogni altro libro della storia umana è il fatto che essa non trasmette la parola di un uomo - per quanto sapiente e nobile egli sia - ma trasmette la Parola di Dio.

Un vestito di pudore

Delle promesse fatte dal tentatore alla prima coppia, nel Paradiso terrestre, una si avverò: l'unica. "Si apersero allora gli occhi di ambedue, - prosegue la Bibbia, - e seppero di essere nudi, cucirono foglie di fico e se ne fecero cinture".

Il serpente aveva detto: "In qualunque giorno ne mangerete, si apriranno i vostri occhi".
Gli occhi di Adamo e di Eva si aprirono alla vista della loro nudità. Pochi versetti prima si leggeva che: "Ambedue erano nudi, l'uomo e la donna, ma non sentivano mutua vergogna".

La vergogna è dunque la conseguenza immediata del peccato. L'innocente non ha vergogna, perché non esiste nessun contrasto tra lo spirito e la carne, tra l'esteriore e l'interiore, tra l'apparenza e la sostanza.

Quando invece gli occhi di Adamo ed Eva si aprirono, l'integrità della loro natura era rotta, e un contrasto si era aperto tra il loro animo e il loro corpo. Il primo dolore di tale contrasto fu la vergogna, che è infatti un vero e proprio tormento.

Essi portano l'esempio di alcune tribù selvagge presso le quali il nudismo è largamente praticato. Ciò non toglie che il pudore esista anche presso di loro.

Gli studiosi hanno potuto stabilire come, per esempio, essi non tollerino sguardi indiscreti e siano gelosissimi dei momenti di maggiore intimità.
Perciò il Joubert scrisse: "Abbiamo tutti un pudore, ma non uno stesso pudore. Questa tela immateriale ha tessiture diverse. Ed è la tela che ha sostituito malamente, come una camicia di Nesso, la clàmide dell'innocenza tessuta da Dio e dall'uomo stracciata col suo atto di ribellione".

Invano psicologi ed etnologi, naturalisti ed esploratori hanno tentato di analizzare la fibra di questo tessuto. "Il pudore, - scrisse il Balzac, - non è più suscettibile d'analisi di quanto ne sia la coscienza, e forse per far comprendere ciò istintivamente, basterà chiamare il pudore coscienza del corpo".

Forse un altro scrittore francese, Leon Bloy, ricordava questo aforisma, quando scrisse la sua sentenza: "Il pudore,è nella donna, come la coscienza della libertà nell'uomo".

Nella donna, perché si può credere che fu lei a soffrire più profondamente di vedersi nuda, quando gli occhi le si apersero e si accorse di avere perduto la veste invisibile della grazia divina, bene si attagliava alla grazia visibile del suo corpo.

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Argomento del prossimo numero:
"IL NASCONDIGLIO DELLA PAURA"
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