Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"Esaminando le Sacre Scritture"

In questa rubrica esamineremo, di volta in volta, un testo biblico.
Saremo lieti d'inviare, gratuitamente, una copia del Nuovo Testamento a quanti desiderano seguire questi studi. Basta fare la richiesta al nostro indirizzo.

NUOVO CORSO BIBLICO

"LA BIBBIA ... OGGI!"

Tra tutti i libri che siano mai stati pubblicati al mondo, non ve n'è uno più diffuso della Bibbia. Ma ciò che innalza la Scrittura dell'Antico e del Nuovo Testamento al disopra di ogni altro libro della storia umana è il fatto che essa non trasmette la parola di un uomo - per quanto sapiente e nobile egli sia - ma trasmette la Parola di Dio.

Il riposo di Dio

"Così, - è scritto all'inizio del secondo capitolo della Genesi � furono terminati il cielo e la terra e tutto il loro esercito. Allora Dio nel settimo giorno volle concluso il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno ogni lavoro che aveva fatto".

L'immagine di Dio simile a un artefice, che si riposa dopo il lavoro di sei giorni operosi, non deve in nessun modo far sorgere il sospetto di una fatica, o peggio ancora, di una stanchezza nel Creatore.

Non stanco, non affaticato, non spossato, il Signore cessò la propria opera, e si riposò, nel senso che posò, cessò di operare, consacrando il settimo giorno, non più all'azione, ma alla contemplazione.
Era anche questo un insegnamento che il Creatore impartiva alla creatura fatta a sua immagine e somiglianza.

"Sabath", in ebraico, significa "cessare", e "Sabato" venne chiamato dagli Israeliti il giorno riservato al riposo materiale e alla contemplazione spirituale. Per questo, nella Legge mosaica, il Signore ricordava al suo popolo il rispetto del riposo sabbatico.

"Per sei giorni lavorerete, - era scritto nel libro dell'Esodo - il giorno settimo è il sabato, il riposo consacrato al Signore; chiunque lavorerà in quel giorno morrà Osservino i figliuoli d'Israele il sabato e lo osservino di generazione in generazione. È un patto perpetuo tra me e i figli d'Israele, ed un perpetuo segnale. In sei giorni infatti Dio fece il cielo e la terra e nel settimo cessò l'opera".
"Ricordati di santificare il giorno di sabato, - è scritto ancora nella Legge mosaica. - In esso non farai alcun lavoro né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua ancella, né il tuo giumento, né il forestiero che si troverà fra le tue porte".

Presso il popolo d'Israele il rispetto del sabato fu quanto mai rigido e severo. Gesù stesso fu rimproverato di non rispettare il riposo del sabato e di compiere in quel giorno miracoli. Ma egli rispose: "Il Padre mio opera sino ad ora ed io pure opero".

In altra occasione, quando i Farisei accusarono i discepoli di Gesù di aver colto alcune spighe passando in mezzo a un campo di grano, il maestro dette questa inaudita risposta:

"Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato, perché il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato".

Il sabato era dunque fatto per l'uomo, allo scopo di dare a chi lavorava un giorno di raccoglimento, di contemplazione e di preghiera.
"Sopprimere l'adorazione, vuol dire mutilare l'uomo della metà di se stesso. Quando i cristiani, gli ebrei, i musulmani difendono l'adorazione, difendono , non solo i diritti di Dio, ma la vita stessa dell'uomo".

L'episodio dei seguaci di Gesù accusati di aver contravvenuto al riposo sabbatico per aver semplicemente colto alcune spighe di grano, dimostra come presso gli Israeliti il riposo fosse osservato scrupolosamente. Ogni operazione, anche la più lieve e insignificante, veniva evitata con grande attenzione.

Ma il sabato non era soltanto il riposo di Dio. Doveva costituire il riposo in Dio. "Tu ci hai fatti per te, o Signore - scriveva Sant'Agostino, - e il nostro cuore è inquieto se non riposa in te".
Il riposo non consiste in una semplice astensione dal lavoro, ma in una più profonda partecipazione alla vita di Dio.

"Il riposo di Dio, non è un ozio inerte. È attività contemplativa e pienezza d'amore".

L'apostolo Paolo, nella lettera agli Ebrei, cioè ai suoi correligionari, scriveva che il passaggio dall'antica alla nuova Legge significava l'entrata nel riposo di Dio, cioè nella pienezza dell'amore. "Noi che abbiamo creduto in Cristo, - diceva, - entriamo nel riposo. È riservato un giorno di riposo, un sabato al popolo di Dio".

I cristiani chiamarono Domenica il giorno del riposo, dal latino "Dominus", che vuol dire "signore". Era ed è ancora non tanto il giorno del riposo, quanto il giorno del Signore, il giorno nel quale non basta astenersi dal lavoro, ma è bene riposare in Dio, perché soltanto Lui può dare la vera tranquillità e il più dolce riposo.

= = = = = = = = = = = = = = =

Prossimo argomento:
LA STATUA DI FANGO

= = = = = = = = = = = = = = =

Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati