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La statua di fango
Il modo e la materia con cui Dio creò l'uomo è descritto nel secondo capitolo della Genesi e fa parte, al solito, della rappresentazione addirittura plastica, nella quale Dio è immaginato come uno scultore.
"Allora il Signore plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita; così l'uomo divenne un essere vivente".
Il primo uomo fu dunque formato di terra, e perché terra in ebraico si dice "adam", il nome di Adam, dato al primo uomo, significa "fatto di terra".
Ma la statua di terra viene vivificata dal soffio di Dio, e l'uomo "esiste" in virtù di quell'alito divino, che gli infonde un'anima spirituale e immortale.
L'uomo è perciò un essere capace d'intendere e di volere; quindi di conoscere e di amare Dio. Da ciò la sua superiorità sul mondo materiale e su quello brutale.
"Tutti i corpi messi insieme, - scrisse Blaise Pascal -, non formano un atto d'intelligenza; e tutti gli spiriti insieme non compiono un atto d'amore".
Non è uomo che l'essere capace di conoscere e di amare Dio, cioè d'intendere ed apprezzare l'opera del suo Creatore. E non c'è altra creatura sulla terra, oltre l'uomo, capace, come lui, di conoscere e amare Dio.
Tutte le discussioni sul pitecàntropo, sul sinàntropo, sul màuer e sul proto-neandertaliano, possono interessare gli studiosi di paleontologia e di antropologia, ma non intaccano il principio del genere umano, perché il carattere dell'uomo risiede nella sua somiglianza con Dio, che è somiglianza non tanto fisica quanto spirituale.
Fino a quando una creatura, più o meno bestiale, più o meno antropoide, non sia capace di conoscere e di amare, essa non è degna del nome di uomo.
Non è la fronte più o meno schiacciata che fa l'uomo; non è la mascella più o meno prominente; non ce l'orbita dell'occhio più o meno profonda, non è l'òccipite più o meno sviluppato a classificare un resto fossile come appartenente al genere umano.
L'uomo è uomo quando è soltanto egli si alza fra gli altri animali con un atto d'intelligenza. Ma anche quest'atto non basta a rendere uomo un essere. Occorre anche un atto d'amore. Soltanto allora, intendendo ed amando, l'uomo dimostra di avere ricevuto, col soffio divino, l'infusione di un'anima spirituale e immortale.
Questo dice la Genesi. Soltanto questo voleva dire, senza proporre questioni di paleontologia o di antropologia, ma annunziando il vero carattere dell'uomo, fatto di terra, dentro la quale e come imprigionato un lume divino.
Un lume che solo può farci somiglianti a Dio, e sua immagine sulla terra, per quanto impastati di terra.
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