Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"Esaminando le Sacre Scritture"

In questa rubrica esamineremo, di volta in volta, un testo biblico.
Saremo lieti d'inviare, gratuitamente, una copia del Nuovo Testamento a quanti desiderano seguire questi studi. Basta fare la richiesta al nostro indirizzo.

NUOVO CORSO BIBLICO

"LA BIBBIA ... OGGI!"

Tra tutti i libri che siano mai stati pubblicati al mondo, non ve n'è uno più diffuso della Bibbia. Ma ciò che innalza la Scrittura dell'Antico e del Nuovo Testamento al disopra di ogni altro libro della storia umana è il fatto che essa non trasmette la parola di un uomo - per quanto sapiente e nobile egli sia - ma trasmette la Parola di Dio.

L'ubicazione del paradiso

"C'era un fiume che usciva dall'Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e veniva a formare quattro bracci. Il primo si chiama Pishon: è quello che gira intorno a tutta la terra di Havila dove c'è l'oro, e l'oro di quella terra è fino; là c'è il bdellio e la pietra onice. Il secondo si chiama Ghihon: è quello che gira intorno alla terra di Chush. Il terzo fiume si chiama Tigri: è quello che scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate".

L'ubicazione del Paradiso terrestre, come si vede, viene indicata con abbondanza e precisione di particolari, più di qualsiasi altra notizia di quei primissimi giorni nella storia del mondo e dell'uomo.
Si direbbe perciò che l'antico compilatore del libro della Genesi abbia voluto fare l'impossibile per soddisfare la curiosità dei suoi lettori, e addirittura mettere sulla buona strada i futuri ricercatori.

Sulla scorta di tali indicazioni, infatti, la ricerca del Paradiso terrestre potrebbe diventare né più né meno un problema di archeologia: il primo problema archeologico della storia, la ricerca-limite, agli estremi delle nostre possibilità di indagine.

Non si tratta di una ipotesi fantastica: molti infatti, anche tra gli scienziati moderni, hanno tentato di riconoscere in quale zona della terra sia la regione assegnata dalla Bibbia al giardino delle delizie.

Non è un'impresa facile, perché non tutte le indicazioni bibliche sono chiaramente interpretabili.
Il fiume Phrat è certamente l'Eufrate, e di questo infatti nessuno ha mai dubitato.
Il fiume Hiddechel, che scorre a oriente dell'Assiria sarebbe così, con altrettanta probabilità, il Tigri, il secondo dei due grandi fiumi della Mesopotamia.

Il nome di Chush è tradotto di solito con quello di Etiopia, ma probabilmente per gli Ebrei si riferiva, non all'Africa, ma a quella parte dell'Asia dove anticamente abitavano i discendenti di Cam, cioè all'Arabia, oppure all'Alto Egitto. In quest'ultimo caso il fiume Ghihon potrebbe essere il Nilo.

Il fiume Pishon, poi, che bagna le terre dell'oro, è stato da alcuni identificato con il Gange; da altri, invece, con svariati altri corsi d'acqua.

Ad ogni diversa interpretazione corrisponde una diversa ubicazione del Paradiso, collocato più spesso verso l'Asia o nella Mesopotamia, o nell'Armenia, o nel Golfo Persico. Altre volte, con maggior fantasia, sono stati fatti i nomi delle regioni più inaspettate: l'estremo Oriente, per esempio, o l'America del Sud.

Sono stati meno fantasiosi, al confronto, gli stessi poeti, come Dante, che immaginò "questo luogo, eletto - all'umana natura per suo nido", sulla sommità della montagna del Purgatorio, situata a sua volta nel centro dell'emisfero meridionale, che allora si riteneva disabitato.

Egli seguiva, del resto, l'opinione di alcuni antichi scrittori sacri, e in particolare di Pietro Lombardo. L'ubicazione del suo Paradiso era soprattutto simbolica, perché questo rappresentava la vetta della perfezione naturale dell'uomo, raggiunta lungo la montagna dalle sette balze, "dove l'umano spirito si purga - e di salire al ciel diventa degno".

Giovanni Milton, il grande poeta inglese autore del "Paradiso perduto", pur descrivendo con ricchissima fantasia il giardino delle terrene delizie, non si pronunziò sulla sua "verace sede". Si limitò ad escludere che questa fosse sulle montagne abissine, presso le sorgenti del Nilo, come evidentemente qualcuno riteneva in quel tempo.

Con tutto ciò - e si potrebbe ancora continuare per molto - il luogo del terrestre Paradiso, problema - limite di archeologia e di storia, rimane misterioso, e misterioso rimarrà ancora a lungo.
Di sicuro non resta, per noi, che il rimpianto della sua perdita e, più consolante, la certezza della sua riconquista, come luogo, non più terrestre, dove l'uomo tornerà a godere il premio di una felicità senza fine.

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Argomento del prossimo numero:
"L'ALBERO DELLA SCELTA"

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