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Onestà

Onestà: un termine così fluido e impalpabile; così quotidiano e insieme indefinibile, che il dizionario stesso liquida con due soli sinonimi: "senso del giusto", "rettitudine".

Eppure questa breve parola è uno dei pilastri della vita umana.
La storia dell'umanità ha sempre dimostrato, infatti, che l'influenza delle grandi leggi morali - e l'onesta è una di esse - agisce nel senso più profondo anche nella felicità.

La decadenza dei grandi imperi, l'oscurantismo dei secoli bui e la retrocessione della marcia del progresso, sono la più viva e dolorosa testimonianza che la trascuratezza di tali leggi è sempre stata seguita da conseguenze catastrofiche.

Ci lamentiamo di vivere in un mondo caotico e senza fede, fondato sulla prepotenza, l'abuso e il malcostume.
Ma l'oceano è fatto di gocce e tutti noi, quotidianamente, portiamo la nostra goccia nell'infinito mare dell'ingiustizia umana quando giudichiamo una persona dalla sua riuscita e non dalla sua rettitudine; quando senza accorgercene, ci rendiamo protagonisti o complici di piccole disonestà; quando con atti, parole e omissioni, offendiamo ogni giorno la verità.

Cos'è la verità?
I teologi dicono che è la coerenza tra i principi di fede e di ragione con la realtà della vita.
Ma basta saper guardare negli occhi di un bambino per coglierne l'intima essenza e la bellezza. Non è difficile essere onesti se si ha una buona matrice morale, ma a volte può essere addirittura eroico mantenere fede all'onestà.

Tutti noi, giorno per giorno, ora per ora siamo messi alla prova.
Perché affaticarsi su un compito quando si può beatamente copiare da qualcuno più abile e compiacente?

Che importa se una parola può creare disistima verso qualcuno misconoscendo i suoi tanti meriti?

Che colpa c'è se diciamo a una mamma troppo severa che andiamo a studiare in un gruppo e poi passiamo invece il pomeriggio a vedere un film?
Nessuno lo sà, nessuno verrebbe a soffrirne. Nessuno, tranne il nostro intimo.

E noi saremmo la prima vittima della nostra disonestà perché non avremmo più fiducia in noi stessi.
E solo se abbiamo fiducia in noi sapremo averla anche nella vita e negli altri.

Onesto non è colui che agisce rettamente soltanto sotto lo sguardo del sorvegliante; né chi teme di essere sorpreso, ma colui che non inganna mai chi si fida di lui e, non dubitando della propria onestà, non dubita neppure di quella degli altri.

L'onestà non è una qualità valutabile in senso utilitaristico come il "savoirfaire" o la combattività, ma tra le qualità intellettuali e morali dell'uomo è forse la più importante, perché è la base su cui poggiano tutte le altre.

"Non vi può essere niente di onesto se non è conforme a giustizia", disse Cicerone.

Ci possono essere uomini di successo che hanno raggiunto la propria posizione passando sopra questa importante virtù umana, ma resta fermo il principio che il successo più saldo, soddisfacente e desiderabile ha radice nell'onestà.

Nel mondo del commercio, dell'industria e del libero professionismo il credito è fondamentale. Chi tradisce la fiducia che è stata riposta in lui e nella sua impresa, finirà con il naufragare, sia materialmente che moralmente.

L'onestà, come tutte le virtù, ha una scala di valori che và dal bambino dell'asilo che si assume la colpa di una marachella, al colpevole che si confessa alla legge per scagionare un innocente.
Non è quindi fatta di grandi gesti, ma di quotidiani frammenti di vita. E sono questi che formano il carattere e la dimensione morale dell'individuo.

Stringere la mano ad un amico e poi criticarne alle spalle l'operato.
Incolpare o lasciare che gli altri vengano accusati dei propri errori, senza fare una sincera analisi di sé stessi per capire dove occorre cambiare il proprio atteggiamento.

Non riconoscere i propri torti e negare agli altri la ragione. Non accettare sé stessi con i propri limiti, fino al punto di saper ridere di sé. Tenere mano, per passività o tornaconto, a persona e azioni amorali. Tutto questo non è onestà.

Ma è così che è venuto a formarsi un mondo di sfrenato materialismo, privo di remore e di argini morali, dove pare che i furbi e i fraudolenti abbiano il monopolio del successo.

E se qualche volta la coscienza si contrae turbata, non possiamo neppuretrincerarci dietro la scusa che il confine tra il bene e il male è troppo labile per riconoscerlo a prima vista.

Chi conosce il vangelo non può ignorare dove stà la verità, perché nella parola di Cristo c'è la risposta ad ogni dubbio.

Onestà è la meravigliosa capacità di riconoscere tanto i torti nostri quanto le ragioni altrui.

Onestà e buona fede, amore e generosità verso il prossimo, è limpidezza.

Onestà è collocarci nella verità attraverso una sincerità assoluta con noi stessi e con Dio.

Onestà è quel prezioso granello di virtù che, insieme all'amore e alla carità, condisce e lenisce i piaceri e i dispiaceri della vita.

Onestà è quella particolare virtù delle persone integre e rette che, simili a saldi chiodi, tengono insieme il mondo.

Finché gli onesti vivranno potremo credere all'uomo e avere la splendida certezza di ciò che l'uomo è chiamato a essere.

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