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Priorità

Un grande scrittore inglese, Chesterton, scrisse in uno dei suoi paradossi:
"Molte persone, purtroppo, hanno tutte le virtù fuorché quelle che sono necessarie".
Il paradosso di Chesterton riflette una situazione più comune di quanto potrebbe sembrare.

Spesso coltiviamo virtù e valori che non servono o hanno una importanza marginale, mentre trascuriamo quello che è essenziale e necessario; ci perdiamo in problemi secondari e non ci curiamo di certi valori essenziali che sono i pilastri della personalità; sciupiamo del tempo prezioso per dettagli insignificanti e ignoriamo certe virtù di fondo senza le quali la personalità non potrebbe sussistere.

Da questa mancata selezione, tra le cose che contano e quelle che non valgono affatto, deriva uno squilibrio di valori che risulta evidente dopo una introspezione, sia pure superficiale di noi stessi.
Spesso siamo un autentico ammasso di valori scombinati dove l'inutile prende il posto dell'essenziale, e dove il gingillo ha più importanza del muro maestro.
Alla base di questo squilibrio c'è una mancata priorità di valori.
Sovente dimentichiamo che certe sfasature di carattere, certi sbandamenti imprevedibili del temperamento nascono proprio dalla mancanza di una scala di priorità.
Anche se nella formazione del carattere niente può dirsi completamente inutile, nella segreta fucina della coscienza, esiste una cosa che è più utile di un'altra, un gruppo di valori che dovrebbe avere una priorità assoluta sugli altri.

È in questa prima scelta di valori che comincia il cammino verso la conquista della personalità.
Ci domandiamo perché alcune persone trovandosi di fronte ad una scelta importante, si perdono in un labirinto di perplessità e di dubbi, non sanno cosa e come fare.
La risposta è una sola: non hanno mai rispettato la legge della priorità, hanno messo in cima alla lista i valori provvisori e non quelli veri, e una volta esaurita la carica fittizia del facile successo, una volta arrivati al fondo della scorciatoia, non sanno più ritrovare la strada giusta e confondono il centro essenziale della vita con i contorni che non servono a nulla.

Di qui la necessità di fare una scelta secondo una scala di valori.
Nella vita di ognuno ci sono delle strade e dei sentieri, vi sono scorciatoie e strade maestre, vi sono direzioni facili e direzioni difficili. Dipende da dove si vuole arrivare e da come si vuole arrivare, se si vuole sciupare il tempo o se si vuole camminare diritti, se si vuole arrivare al cuore dei problemi importanti o indugiare nelle scorciatoie di periferia.
La scala di priorità dipende soprattutto dalla méta verso la quale vogliamo orientare la vita.

Se la nostra ambizione è quella di costruire una bella facciata, gli altri avranno la bella facciata e noi, dentro, non avremo nulla.
Se vogliamo farci strada con tutti i mezzi, arriveremo certamente dove vogliamo, ma dentro di noi avremo, irridente e fragile, una bolla di sapone.
Se vogliamo costruire la vita con le facili virtù che non costano nulla, alla fine avremo una coscienza che vale esattamente il prezzo che abbiamo pagato.

La nostra vita dipende dalla strada o dalle scorciatoie che prendiamo ogni giorno, dal prezzo che ogni giorno siamo disposti a pagare.
Priorità non significa altro che questo: non scegliere un valore marginale e spacciarlo per un valore assoluto: il vestito con la coscienza, l'ombra con la sostanza, i fiori di carta con i fiori di Dio. In tutto deve esserci un dosaggio intelligente e una scelta responsabile, una scala di valori da rispettare.
Se mettiamo sulla cima quello che dovrebbe andare alla base, se puntiamo su ciò che è secondario e trascuriamo l'essenziale, presto o tardi saremo delle personalità rovesciate, povere persone che si ritroveranno in mano la confusione delle scelte sbagliate.
Quando non rispettiamo una priorità di valori, senza accorgercene, diventiamo un caleidoscopio che cambia colore ad ogni soffio di vento, persone disponibili ai compromessi, ma impreparate all'impegno delle scelte decisive.

Ma chi può dirci ciò che è essenziale e ciò che è accessorio?

Non ci sono parametri assoluti, ma abbiamo una traccia esemplare e accessibile a tutti.

Un giorno a chi gli chiedeva quale fosse il comandamento più grande, Cristo rispose: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, e il prossimo come te stesso".

La storia ha trasformato la cristianità in un fitto sistema di precetti e di leggi in mezzo alle quali talvolta è veramente difficile fare una scelta di priorità assoluta.
Ma la traccia di Cristo è precisa: l'amore è un valore primario, è il denominatore comune senza il quale qualsiasi altra manifestazione religiosa sarebbe una forma senza vita.
La stessa scala possiamo applicarla a tutti i valori piccoli e grandi con i quali costruiamo la nostra personalità.
Dovremmo avere il coraggio di accantonare ciò che è decorativo e puntare su ciò che può darci un tono di autenticità e di coerenza; buttare in mare la zavorra che ci appesantisce e aprire le vele bianche che spingono la nostra vita nella direzione giusta; puntare su ciò che ci serve per raggiungere certe méte essenziali e non perdere tempo a ricamare le nostre iniziali su virtù che sono più un compromesso, che una vera conquista dello spirito.

Priorità dei valori non significa altro che questo: mettere sul cavo della mano tutto quello che abbiamo e soffiar via, senza rimpianto, tutto ciò che non serve e non potrà mai trasformarsi in elemento di vita!

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