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"Esaminando le Sacre Scritture"

In questa rubrica esamineremo, di volta in volta, un testo biblico.
Saremo lieti d'inviare, gratuitamente, una copia del Nuovo Testamento a quanti desiderano seguire questi studi. Basta fare la richiesta al nostro indirizzo.

"Rivelazione" e "Ispirazione" (Parte Conclusiva)

Per meglio comprendere il significato dell'ispirazione delle Sacre Scritture è necessario distinguere fra le parole "rivelazione" ed "ispirazione", poiché esse sono facilmente fraintese.

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Per "rivelazione" s'intende l'informazione che è stata comunicata all'uomo da Dio.

Per "ispirazione" s'intende la potenza che iniziò la rivelazione divina ed il processo che la protesse dall'errore nel comunicarla all'uomo.

Ad esempio: quando Dio parlò del profeta che avrebbe suscitato, disse: "... e porrò le mie parole nella sua bocca, ed egli dirà tutto quello che io gli comanderò" (Deuteronomio 18:18).

Quindi, ciò che Dio gli avrebbe comunicato sarebbe stato "rivelazione" ed il metodo che scelse per porre le Sue parole nella sua bocca sarebbe stato "ispirazione", cioè il processo per assicurare che la rivelazione fosse comunicata senza errore.

Gli scrittori della Bibbia furono quindi gli strumenti che Dio scelse per rivelarsi all'uomo ("rivelazione") divinamente sorvegliata ("ispirazione") in modo che essa fosse scevra da qualsiasi errore e quindi infallibile.

COSA VUOL DIRE "ISPIRAZIONE"?

QUELLO CHE LA PAROLA "ISPIRAZIONE" NON VUOLE SIGNIFICARE.

Dicendo "ispirazione", non si vuol dire che le Sacre Scritture sono ispirate come, nel linguaggio comune, si dice di un poeta o di un musicista.
E nemmeno si vuol dire che alcune parti della Bibbia sono più ispirate di altre o che una parte è ispirata e l'altra no; né si vuol dire che gli scrittori sono stati ispirati occasionalmente quando scrissero la Bibbia ed altre volte lasciati alle loro proprie idee ed ai loro propri ragionamenti. Non si vuol dire nemmeno che soltanto i loro concetti sono stati ispirati da Dio e che essi hanno espresso il loro pensiero con le proprie parole, così come essi si ricordavano. (Sia chiaro, però, che quando gli scrittori sacri non furono impegnati nella formazione delle Sacre Scritture, portati dallo Spirito Santo, essi pensarono, parlarono, scrissero e agirono come qualsiasi altra persona dei loro tempi).

Che cosa vuol dire allora "ispirazione"?
Che Dio dettò letteralmente ogni parola delle Sacre Scritture come un padrone détta una lettera alla sua segretaria?
Assolutamente no!
Ciò sarebbe stato solamente un processo meccanico che avrebbe derubato lo scrittore di qualsiasi partecipazione nella comunicazione della rivelazione, riducendolo ad un semplice robot.

Se fosse stato così, qualsiasi persona avrebbe potuto essere scelta per comunicare il messaggio divino in quanto la sua personalità non avrebbe potuto certamente influenzare il tono della rivelazione.

Tale stato di cose avrebbe reso la partecipazione dello scrittore insignificante, meccanica.

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