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"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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Dio sceglie Abramo

Testo biblico: GENESI capitolo dodicesimo

Il Signore disse ad Abramo:
"Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti mostrerò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò e farò grande il tuo nome, e tu diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le tribù della terra".

Allora Abramo partì, come gli aveva detto il Signore, e con lui partì Lot.

Abramo aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. Abramo prese Sara, sua moglie, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i loro beni che avevano acquistato e le persone che si erano procurate in Carran, e s'incamminarono verso la terra di Canaan.
E Abramo attraversò il paese fino al santuario di Sichem, presso la Quercia di More. Allora nel paese si trovavano i Cananei.
II Signore apparve ad Abramo e gli disse:

"Alla tua discendenza io darò questa terra".
Allora egli costruì là un altare al Signore che gli era apparso. Poi di là andò verso la montagna, ad oriente di Betel, e rizzò la sua tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Ivi costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore. Poi Abramo partì, levando, tappa per tappa, l'accampamento, verso il Negheb."

ABRAM0 VÀ IN EGITTO

Or venne una carestia nel paese, e Abramo discese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese. Quando fu sul punto di entrare in Egitto, egli disse a Sara, sua moglie: «Certo, tu sai che sei una donna di aspetto avvenente. Quando gli Egiziani ti vedranno, diranno: "Costei è sua moglie! e uccideranno me, ma lasceranno te in vita. Dì, dunque, te ne prego, che sei mia sorella, affinché mi trattino bene per causa tua e la mia vita sia salva in grazia tua».
Difatti, quando Abramo arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente. La osservarono gli ufficiali del Faraone e ne fecero le lodi al Faraone, e così la donna fu presa e condotta nella casa del Faraone.
Intanto Abramo fu trattato bene per causa di lei; e gli furono dati greggi, armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli.
Ma il Signore colpì il Faraone e la sua casa con grandi piaghe, per il fatto di Sarài, moglie di Abramo. Allora il Faraone chiamò Abramo e gli disse:
«Che cosa mi hai fatto? Perché non mi hai indicato ch'era tua moglie? Perché hai detto: "Essa è mia sorella!", in modo che io me la sono presa per moglie? Ora eccoti tua moglie; prendila e vattene!».
Il Faraone diede ordine a suo riguardo ad alcuni uomini, i quali lo accomiatarono con la moglie e tutti i suoi averi.

OSSERVAZIONI

Inizia ora, con un racconto tutto centrato sulla parola divina, la storia di Abramo.

La sua chiamata è rappresentata secondo uno schema quasi militare. Dio lancia un ordine: «Vattene dalla tua terra...».
Abramo risponde con l'esecuzione fedele e senza riserve: «Allora Abramo partì, come gli aveva detto il Signore».

Mosè e Geremia, invece, opporranno obiezioni alla vocazione divina.
Mosè, infatti, replicherà così a Dio che lo invierà dal «Faraone per fare uscire dall'Egitto gli Israeliti»: «Chi sono io per andare dal Faraone?». E Dio dovrà offrirgli un segno di protezione (Esodo 3:10-12).
Anche Geremia al Signore che lo costituiva suo profeta risponderà: «Ahimé, Signore Dio, ecco io non so parlare, perché sono giovane» (1:6).

Abramo, invece, è l'emblema della fede pura e assoluta, che non cerca segni e conferme, e lascia alle spalle «la terra, la parentela (di per sé la "patria") e la casa del padre», un'espressione quest'ultima per indicare la famiglia paterna.

Nelle parole che Dio gli rivolge è scandito per ben cinque volte il termine «benedire»: «Ti benedirò, diventerai una benedizione, benedirò coloro che ti benediranno, in te saranno benedette tutte le tribù della terra».

In Abramo, sorgente della benedizione divina, tutti i popoli della terra troveranno salvezza: l'elezione del patriarca biblico non è un privilegio ma una missione anche per gli altri (non è, però, definito in modo netto come la benedizione passerà agli altri popoli).

Abramo è quasi l'antidoto a tutte le maledizioni che incombevano sull'umanità e costellavano i capitoli precedenti della Genesi, a partire dal peccato del capitolo 3�.

Due sono i temi della promessa divina: «la terra che io ti mostrerò»; e la discendenza:«Farò di te una grande nazione».

Nello spazio e nel tempo ci saranno segni della presenza di Dio. Il dono della terra e quello della discendenza da questo momento in avanti costituiranno quasi un filo d'oro che attraversa tutte le pagine della Genesi e che dovremo sempre idealmente sottolineare perché è in esso che è contenuto il messaggio religioso fondamentale della storia dei patriarchi.

Da Carran, ove aveva sostato con suo padre, Abramo si sposta insieme con sua moglie Sara e col nipote Lot, verso la terra promessa, abitata dai Cananei. Le tappe indicate dalla Bibbia (Sichem, More, Betel) diverranno sede di santuari ebraici o, meglio, è probabile che l'autore biblico li metta sulla strada di Abramo per spiegarne la fama da essi goduta successivamente.

La presenza del Signore che rinnova le sue promesse e la risposta orante di Abramo che erige un altare e prega il Dio che l'ha chiamato, illustrano il significato di questo viaggio che ha la sua méta nel deserto meridionale del Negheb, verso il territorio egiziano.

Ed è in Egitto che il patriarca deve scendere a causa di una grave carestia. Là egli si vede costretto a far passare sua moglie Sara per sorella così da poter essere accolto favorevolmente; a causa della bellezza di Sara, infatti, il Faraone è generoso con Abramo.

L'autore sacro non è preoccupato di dare un giudizio morale su questo comportamento quanto piuttosto di mostrare che alla fine Dio interviene nella storia, impedendo che Sara sia possesso del Faraone, e facendo sì che essa ritorni a suo marito per attuare con lui un futuro glorioso. Nessun ostacolo può fermare il disegno divino.

È curioso notare che questo episodio verrà ripreso per altre due volte, sia pure con varianti: nel capitolo 20 e, per Isacco e Rebecca, nel capitolo 26.

È un esempio adatto a illustrare le diverse "angolature" sotto cui le varie narrazioni riprendono lo stesso evento. Abramo, poi, ritorna nella terra promessa.

PUNTUALIZZAZIONI

L'epoca di Abramo e la storia.
Le vicende di Abramo e dei patriarchi si intrecciano con quelle delle popolazioni semite vissute tra il XVIII e il XVII secolo a.C. Di esse accettano gli usi e le consuetudini, come testimonia il comportamento di Abramo in Egitto, che fa passare la moglie per sorella. Ciò potrebbe evocare forse l'antico diritto degli Hurriti (popolazione della Mesopotamia), che permetteva di adottare la moglie come sorella così che potesse godere degli stessi diritti del marito su tutta la proprietà.
Più avanti vedremo altri usi di queste antiche popolazioni, che Abramo farà propri. Le scoperte archeologiche di Mari e Nuzu (antiche città mesopotamiche) attestano queste consuetudini, che erano sconosciute al popolo biblico.

L'itinerario di Abramo.
Secondo la narrazione Sacerdotale, Abramo emigra da Carran, cittadina non lontana da Ur e sede del suo clan, per dirigersi nel paese di Canaan, la "terra della promessa".
Secondo la narrazione Jahvista, invece, Abramo compie quasi un pellegrinaggio in Canaan, toccando i santuari che poi influenzeranno la storia biblica:
Sichem è un villaggio situato al centro del paese di Canaan; Betel è nelle vicinanze del territorio su cui sorgerà Gerusalemme; Mamre è un villaggio vicino a Ebron, contraddistinto da una quercia famosa.
Anche il Negheb ("sud" o "deserto") entra nell'itinerario di Abramo. È la zona deserta che confina con la penisola del Sinai, dividendo Canaan dall'Egitto.

La Mezzaluna fertile.
Il tracciato che unisce il Golfo Persico (Mesopotamia) all'Egitto viene idealmente riprodotto nella forma di una "mezzaluna". È un tracciato che, iniziando dalle vallate del Tigri e dell'Eufrate, evita le zone deserte e si spinge fino alla vallata fertilissima del Nilo.
Gli storici lo chiamano "Mezzaluna fertile", sia per la forma che assume, sia per la fertilità del suo terreno e delle culture che vi nacquero. Era questo l'itinerario delle carovane commerciali, delle spedizioni militari, delle emigrazioni e della transumanza dei greggi.

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