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"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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La sinagoga, casa di Dio e del popolo

Per tutti gli Israeliti, in Palestina e altrove, la sinagoga è la "casa comune". E lì che ci si riunisce per ascoltare la parola di Dio e per organizzare la vita materiale della comunità.
Nella sinagoga si risolvono le controversie, presso la sinagoga si istruiscono i bambini. Il nome che significa "assemblea", "riunione", designa in partenza l'insieme dei fedeli; poi, viene pure a indicare il luogo in cui la riunione si tiene.

Le prime sinagoghe nacquero senza dubbio durante l'Esilio di Babilonia (VI secolo a.C.) per mantenere, anche lontano dal Tempio di Gerusalemme, la coesione dei deportati nella fede. Dopo il ritorno in patria, esse si moltiplicarono in Palestina e nei Paesi di migrazione ebraica ("Diaspora"). Nel momento della caduta di Gerusalemme, ce ne sono non meno di 480 nella sola Città Santa; e ogni villaggio, poi, ha la propria sinagoga.

Essa è generalmente formata da una sala rettangolare, divisa in tre navate da colonne che sostengono una tribuna. Al muro esterno si appoggiano altri piccoli locali: per la scuola e per i pellegrini. Un consiglio di dieci Anziani della comunità elegge un "arcisinagògo" (o più di uno) con il compito di sovrintendere all'ordine e alle finanze. Poi c'è un "hazzan" (simile al sacrestano cattolico) che è retribuito per mantenere in ordine il luogo e sorvegliare il normale svolgimento delle funzioni: spesso egli funge anche da maestro.

La sinagoga non è un tempio, perché il Tempio unico per gli Ebrei, è quello di Gerusalemme. Perciò non vi si celebrano sacrifici e non c'è altare.
L'elemento più importante è una specie di grande tabernacolo, nel quale sono custoditi con ogni attenzione i rotoli delle Scritture. La sinagoga, infatti, è il luogo in cui si ascolta Dio e si prega: in piedi, rivolti nella direzione di Gerusalemme.

L'ufficiatura comincia con la preghiera e continua con la lettura della Legge e dei profeti. Questo avviene ogni Sabato e in occasione delle feste religiose. Ma la sinagoga apre ogni sera le sue porte ai fedeli e anche ai "Gentili", cioè ai non-ebrei, che possono assistere ai dibattiti. I commenti e le interpretazioni della Legge non sono riservati ai soli rabbini: ogni Ebreo vi si può cimentare, e gli ospiti di passaggio sono spesso invitati a farlo.

COME PREGA UN EBREO

La preghiera fondamentale degli Ebrei, il loro principale atto di fede, era chiamata "Shemà", che è la prima parola del testo, e significa "Ascolta!".
Questa è la preghiera che anche Gesù ha sicuramente recitato moltissime volte. Si compone di tre brani del Pentateuco.

Il primo è composto dai versetti 4-9 del sesto capitolo del Deuteronomio.
Il secondo, dai versetti 13-21 dell'undicesimo capo del Deuteronomio, il terzo dai versetti 37-41 del quindicesimo capitolo dei Numeri.
Ecco il testo di questa preghiera, come l'ha recitata anche Gesù:

"Ascolta, Israele! Il Signore, Iddio Nostro, è l'unico Dio. Amerai dunque il Signore, Iddio tuo, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze. E questi Comandamenti, che oggi ti dono, rimangano bene impressi nel tuo cuore, insegnali ai tuoi figli, parlane loro e quando te ne stai in casa tua, e quando cammini per via, e quando ti corichi, e quando ti alzi. Legali come segnale alla tua mano e ti siano come frontali fra i tuoi occhi; scrivili sugli stipiti della tua casa e sopra le tue porte.

Anzi, se voi ubbidirete con fedeltà ai Comandamenti che oggi lo vi prescrivo, se amerete il Signore Dio vostro e a lui servirete con tutto il vostro cuore e tutta l'anima vostra, lo darò alla tua terra la pioggia a suo tempo, la pioggia dell'autunno e della primavera, e tu raccoglierai il tuo grano, il tuo vino e il tuo olio; lo farò crescere l'erba nel tuo campo per il tuo bestiame, e tu avrai da mangiare a sazietà. Vigilate su voi stessi, affinché il vostro cuore non sia sedotto e non vi lasciate trascinare a servire dèi stranieri e adorarli; perché l'ira del Signore si accenderebbe contro di voi ed egli chiuderebbe il cielo, si che non cada più la pioggia, e la terra non dia più i suoi prodotti, e voi periate ben presto, scomparendo dal buon paese che il Signore stà per darvi.

Poi il Signore disse ancora a Mosè: "Parla ai figli d'Israele e dì loro che si facciano dei fiocchi agli angoli dei loro mantelli e li fissino con un filo di porpora a ogni angolo del mantello. La vista di tale ornamento vi ricorderà tutti i Comandamenti del Signore; li metterete in pratica, e non andrete vagando dietro ai mutevoli desideri del vostro cuore e degli occhi vostri, che vi hanno trascinati a prevaricare. E così, ricordandovi di mettere in pratica tutti i Comandamenti, sarete santi di fronte al vostro Dio. Sono Io, il Signore Iddio vostro che vi ho tratti fuori dall'Egitto, per essere vostro Dio: Io sono il Signore, Iddio vostro!"".

Al termine di ogni ufficiatura nella sinagoga veniva recitata la preghiera di benedizione, tratta dal Libro dei Numeri (VI, 22-27). Eccone il testo:

"Il Signore disse ancora a Mosè: parla ad Aronne e ai suoi figli, e dì loro: quando voi benedirete i figli di Israele, direte loro cosi: "Ti benedica il Signore e ti protegga! Il Signore faccia risplendere su di te il suo volto e ti conceda la sua grazia! Rivolga il Signore a te la sua faccia e ti dia la pace!". Mettano in tal modo sotto la tutela del mio nome i figli d'Israele e io li benedirò".

Questa benedizione veniva recitata dal sacerdote, e la comunità rispondeva "Amen". Se mancava il sacerdote, i presenti la recitavano tutti insieme.

PREGARE CANTANDO

Come tutti gli Antichi, anche gli Ebrei attribuivano origini pressoché divine alla musica e alla danza, strettamente collegate con la preghiera collettiva.

Il flauto è il "kinnor" (una sorta di "lira") sono stati inventati, secondo la tradizione ebraica, alcune generazioni dopo Adamo, da Yubal, che ha pure dato vita a un'associazione di musici.
Spesso, "la mano dell'Eterno" si stende sui profeti durante una sorta di sacra estasi, ritmata dai flauti e dai cembali. E Davide, per placare il delirio di Saul, ha suonato il "kinnor". Divenuto egli stesso re, ha poi cantato e danzato davanti all'Arca. Così, attraverso la Scrittura, è documentato l'instaurarsi di uno stretto legame tra musica e religione, tra musica e preghiera.

I principali strumenti a fiato sono il flauto, la tromba, il corno e la cornetta. Fra quelli a corda, il "kinnor" e l'arpa o "nebel". Quelli a percussione, cembali e tamburo. La musica ebraica ricerca più il ritmo che non la melodia e l'armonia, e lascia perciò grande spazio all'improvvisazione.

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