Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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Sopravvivere nel deserto

Per sopravvivere nel deserto, Giovanni il Battista dovette probabilmente adottare la tecnica "inventata" da generazioni di eremiti. Eccone le basi:

I RIFUGI.

L'uomo del deserto ovviamente non ha casa, ed è costretto al nomadismo perché spesso porta con sé qualche bestia, e deve sempre poter trovare un luogo dove farle brucare qualcosa. Le sue successive "abitazioni", possono essere ripari naturali come le grotte ma "l'abitazione vera" è la tenda beduina, fatta di pelle di montone nero, che protegge dal sole, dalla sabbia e dal freddo notturno.

I VESTITI.

Devono anch'essi difendere dal calore, dal freddo e dalla sabbia.
Sono essenzialmente costituiti dalla "aba", una pezza di stoffa che si lascia svolazzante in estate e si rinserra intorno al corpo di notte e d'inverno. La "keffìa" (un panno arrotolato intorno al capo e tenuto fermo da un cordone detto "agal"), protegge il volto contro il sole e soprattutto contro la sabbia.

L'ALIMENTAZIONE.

Prima di tutto c'è l'acqua: senza di essa non si vive che pochissimi giorni nel deserto.
E l'acqua condiziona tutto il resto: anche gli attuali abitanti del deserto consumano generalmente pochi cibi contenenti proteine (uova, pesce, formaggio), perché è poi necessario bere molta acqua. Più indicati a questo fine sono naturalmente i vegetali.
Le cavallette erano, nei secoli lontani, una grande risorsa per gli eremiti: essi le mangiavano cotte in acqua e sale, intere o ridotte in polvere. Quando potevano, le condivano con miele selvatico oppure con aceto.

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