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L'uomo di fronte al creato

Nel Salmo 8, il salmista così esclama:

"O Eterno, Signor nostro, quant'è magnifico il tuo nome su tutta la terra!
O Tu che hai posta la tua maestà nei cieli! Dalla bocca dei fanciulli e dei lattanti tu hai tratto una forza per cagione dei tuoi nemici, per ridurre al silenzio l'avversario e il vendicatore.
Quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita; la luna e le stelle che tu hai disposte; che cos'è l'uomo che tu ne abbia memoria? E il figliuol dell'uomo che tu ne prenda cura?
Eppure tu lo hai fatto poco minore di Dio, e lo hai coronato di gloria e d'onore.
Tu l'hai fatto signoreggiare sulle opere delle tue mani, hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi: pecore e buoi tutti quanti ed anche le fiere della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, tutto quello che percorre i sentieri dei mari.
O Eterno, Signor nostro, quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra!".

Pur essendo pieno l'universo della sua gloria, Dio ha creato in esso un posto particolare per l'uomo!
Il Salmista dice che Egli ha fatto l'uomo "poco minore" di Lui, nel senso che l'essere umano è il capolavoro di tutta l'opera creata dall'Eterno Iddio.

Dio è così maestoso ed infinito che anche una limitatissima conoscenza di Lui dovrebbe indurre l'uomo a considerare l'intero creato che lo circonda con un senso di stupore e di ammirazione.

Ma gli uomini usano elargire premi, ricompense ed onorevoli riconoscimenti quando qualcuno di loro scopre, di tanto in tanto, alcuni segreti racchiusi nell'universo, senza considerare però che l'Eterno Iddio è il Creatore del tutto!

Invece l'uomo veramente saggio non solo cerca di scoprire le meraviglie di Dio, ma si preoccupa anche di conoscere il posto che a lui spetta in una creazione così immensa, riconoscendosi come una piccola parte del tutto.

Quanto sono strani i pensieri di quegli uomini che, in modo superficiale e sconsiderato, affermano di non poter trovare alcuna base su cui ragionare e poggiare la propria fede in un dio.
Al contrario la Bibbia afferma che il Creatore infinito e l'intero universo non può contenerlo e, malgrado ciò, Egli desidera occupare un posto nella vita di ogni uomo; talché il Salmista esclama:

"Che cos'è l'uomo che tu ne abbia memoria? E il figliuol dell'uomo che tu ne prenda cura?"!

Il Salmista è talmente rapito dalla gloriosa maestà divina ed è così consapevole dell'incomparabile gloria di Dio che persino l'uso del Suo Santo Nome diventa un atto di adorazione dei più sacri, ed esclama: "O Eterno, Signor nostro, quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra!"

La suprema maestà di Dio richiama dal cuore umano espressioni di gioia infinita e di lode profonda tale che l'uomo credente non può né soffocare né dominare, specie quando considera la Sua opera creativa.

Ma chi sono coloro che possono lodare l'Eterno per la Sua opera creativa, per il Suo piano di redenzione e di salvezza?
Il Salmista lo dice: "Dalla bocca dei fanciulli e dei lattanti Tu hai tratto una forza, per cagione dei tuoi nemici, per ridurre al silenzio l'avversario e il vendicatore".

Persino i membri della famiglia umana, ritenuti più deboli ed insignificanti, sono impiegati da Dio per ridurre al silenzio i suoi nemici.
Inoltre, per realizzare il Suo potente fine, che è la salvezza dell'umanità, si è servito del Suo Figliuolo unigenito, facendolo - nella sua missione terrena - "di poco inferiore agli angeli"; non solo, ma per l'annunzio di questo glorioso evento ha impiegato uomini che possono essere considerati come "piccoli fanciulli" quanto all'umiltà del loro cuore, così come afferma Gesù, in Matteo 11:25:

"Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai savi ed agli intelligenti, e la hai rivelate ai piccoli fanciulli. Sì, Padre, perché così ti è piaciuto".

Infatti Gesù scelse i suoi primi discepoli senza tenere conto della loro preparazione intellettuale, ma guardando al loro cuore somigliante a quello dei piccoli fanciulli, ed alla loro umiltà.
Ciò è tanto vero che costoro, i discepoli, con l'annunzio di un messaggio ispirato dallo Spirito Santo, dettero da pensare ai grandi, ai filosofi, e agli intellettuali del mondo!

Il messaggio, portato fin dall'inizio da quegli umili pescatori, operò tali meraviglie che persino i crocifissori del Cristo furono portati alla fede in Lui.

È significativo il fatto che l'avversario di Dio per eccellenza, sia stato vinto nei cuori degli uomini dalla "pazzìa della predicazione" (come dice Paolo), di questi minimi!

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