Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"UN LIBRO DIVERSO NELLA BIBLIOTECA DELL'UMANITÀ"

I grandi libri dell'umanità sono numerosi. Tuttavia nessuna opera, antica o moderna, può venire paragonata alla Bibbia: essa ha una storia e uno scopo del tutto singolari.

Quando diciamo "Bibbia", usiamo una parola greca che significa "il libro" o "i libri" o "biblioteca".

Infatti, per gli Ebrei e per i Cristiani quest'opera è "il libro per eccellenza"; ai loro occhi riveste un'importanza unica e straordinaria perché lo considerano come divino: in esso trovano la Parola di Dio e la Storia di Dio nel Suo rapporto con l'umanità.

In questa rubrica d'informazione biblica potrete leggere un contesto biblico, le relative "osservazioni" sul medesimo, ed infine, una rubrica costituita da interessanti "puntualizzazioni" su parole o frasi.

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Quelli che viaggiano

Dice la Bibbia: "Si impara molto viaggiando spesso, e chi ha esperienza del mondo parla in modo più intelligente".

Al tempo di Gesù tuttavia, chi viaggia non lo fa semplicemente per istruzione. È vero che già esistono i turisti: i Romani ricchi in visita all'impero, muniti anche di certe carte tracciate a mano, e persino di vere guide turistiche, come quella famosa di Pausania, in due volumi. Ma tutti gli altri viaggiano solo per necessità.

In Palestina, la conquista romana ha fatto crescere il numero di coloro che "si mettono in strada", con la dispersione degli eserciti locali, lo sparpagliamento delle popolazioni assoggettate, il commercio in grande stile degli schiavi. Inoltre, viaggiano continuamente i reparti militari, accompagnati sempre da codazzi di avventurieri, trafficanti, attori e istrioni, prostitute e mendicanti.

Ma c'è poi un altro tipo specifico di viaggiatori, caratteristico della Palestina: i pellegrini. Sono i più numerosi, e a decine di migliaia convergono su Gerusalemme in occasione delle grandi feste religiose e in particolare della Pasqua.
Ancora guidato da motivi religiosi il continuo viaggiare dei profeti itineranti, ispirati dall'imminenza dei tempi nuovi.
E c'è infine chi viaggia per necessità familiari, come Maria quando và a rendere visita alla cugina Elisabetta.

Anche se la navigazione ha fatto grandi progressi, il commercio per via terrestre è sempre molto intenso. Lungo le strade passano i negozianti ebrei, i trafficanti di Siria, gli uomini d'affari di Babilonia riccamente vestiti di seta, i carovanieri nabatèi e i mercanti greci fornitori dei bazar. Essi incrociano lungo la via gli agenti dell'amministrazione romana, militari, burocrati, esattori di tasse; e i contadini diretti al mercato più vicino; e ancora, in tempo di mietitura, i gruppi di braccianti stagionali in cerca di lavoro.

IL NECESSARIO PER VIAGGIARE

Quando può, il viaggiatore del tempo di Gesù si serve di un asino, ma non tutti ne hanno uno, e i viaggiatori a piedi sono così assai numerosi. E poiché le notti sono piuttosto fresche, bisogna partire con un mantello di pelle di capra a pelo lungo, che diventa coperta se si dorme all'aria aperta. (Non tutti gli "alberghi" sono sicuri e raccomandabili, a parte che costano).

Sotto il mantello si indossa una tunica, che collegata alla cintura forma un'ampia tasca per mettervi le provviste. Nella cintura (o anche nel turbante) si infilano le monete d'oro e d'argento; e in genere ci si porta dietro pure una tunica di ricambio, così com'è indispensabile un paio di calzature di ricambio. La bisaccia è indispensabile a chi viaggia a scopo religioso, per raccogliervi le offerte. E ci vuole poi una borraccia per l'acqua (mescolata a volte con l'aceto).

Come abbiamo visto, Gesù ordina di trascurare quasi tutte queste norme abituali, di mettersi in viaggio nella maniera più "sprovveduta" possibile, lasciando a casa anche la bisaccia, perché non si tratta di raccogliere offerte; e poi, il cibo necessario, lo si troverà in case di gente ospitale. Gesù insiste sulle case: entrare in una di esse, non trasferirsi dall'una all'altra ... Egli vuole che i suoi inviati si tengano lontani il più possibile da tutto ciò che abbia a che fare con la politica o col commercio: perciò vuole che soggiornino nelle case invece di fermarsi ad esempio nel caravanserraglio di ogni paese, che appunto è un luogo anche di affari, di discussioni d'ogni genere. Niente di tutto questo: la loro missione è strettamente religiosa, e perciò essi devono evitare tutto ciò che li potrebbe distrarre dal loro unico compito.

PERCHÉ "NON SALUTARE NESSUNO"?

Il saluto, in Oriente, era qualcosa di più che un sobrio scambio di parole. Specialmente tra persone che s'incontravano durante un viaggio, esso si trasformava in una fitta e lunga conversazione, che naturalmente faceva perdere tempo. Anche nel nostro ventesimo secolo si sono ancora visti beduini che, prendendo il treno per la prima volta, andavano alla biglietteria, salutavano cerimoniosamente l'addetto allo sportello e s'informavano a lungo sulla sua salute e su quella della sua famiglia. E solo dopo tutto questo rituale - ispirato a secolare cortesia � si decidevano a chiedere il biglietto.

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