Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Additare la via

"Chi mi segue non camminerà mai nelle tenebre" (Giovanni 8:12).

L'altro giorno mi sono storto leggermente il pollice.
Il piccolo inconveniente ha messo in moto dentro di me una serie di riflessioni sul mio pollice.

Con il pollice distorto mi era difficile afferrare anche uno spillo, legarmi le scarpe, scrivere qualche riga e anche prendere il cucchiaio in modo abituale.
Stavo scoprendo quanto fosse realmente utile il pollice.

Con quanta sapienza Dio ci ha fornito dei pollici!
Non avevo mai pensato di ringraziarLo per avermeli dati, fino a quando mi sono fatto male al pollice e mi sono accorto di non poterlo usare.

Siamo sempre disposti a considerare i doni di Dio come scontati.

Le impronte digitali stabiliscono la mia identità.
Non c'è segno più inconfondibile di queste impronte.
Sono l'unico irripetibile miracolo dell'amore creativo di Dio.
Allo stesso modo non ci sono due foglie perfettamente uguali, ne due fiocchi di neve o due granelli di sabbia identici.

I nostri pollici sono anche in grado di "dire" qualcosa.

Quando siamo annoiati, ruotiamo i pollici.

Al tempo dei gladiatori romani il pollice "verso" significava morte e "pollice in su" voleva dire salvezza e richiesta di libertà.

Si dice che le persone rozze parlano con i pollici.
C'è gente che ha l'espressione di chi "si è dato una martellata sul pollice".

Al tempi dell'Antico Testamento ai guerrieri sconfitti in battaglia venivano tagliati i pollici e gli alluci. Questa mutilazione impediva loro di combattere.

Nel libro dei Giudici si legge: "Adonisedec si diede alla fuga, ma in seguito lo raggiunsero e gli troncarono i pollici delle mani e dei piedi. Disse allora Adonisedec: "Settanta re coi pollici delle mani e dei piedi amputati raccoglievano, sotto la mia mensa, gli avanzi dei cibi: come ho fatto io, così mi rende ora il Signore" (Giudici 1:6-7).

Quando uno fa l'autostop, diciamo che "indica col pollice la sua direzione di marcia".

Per restare nella metafora, siamo tutti autostoppisti che "indicano col pollice" la propria direzione di marcia nel corso della vita.

Fortunatamente, Gesù ci è accanto, desideroso di viaggiare con noi.
Abbiamo un grande bisogno di lui, quando il cammino della nostra vita si fa duro e complicato.
Non abbiamo una chiara mappa stradale che guidi i nostri passi sulla giusta via.

Abbiamo bisogno della compagnia e dell'incoraggiamento di Gesù quando ci inerpichiamo sui monti o scendiamo nelle valli durante il nostro viaggio.
Gesù ci rassicura, dicendo:
"Sappiate che io sarò sempre con voi, tutti i giorni, sino alla fine del mondo" (Matteo 28:20).

Abbiamo bisogno della guida del Signore quando arriviamo agli incroci senza segnaletica, sulla strada della vita.

Com'è facile smarrire la via quando tenebre e tristezza ci avvolgono!
Gesù viene in nostro soccorso mettendosi in cammino con noi.
Infatti Egli ci dice: "Chi mi segue non camminerà mai nelle tenebre, anzi avrà la luce che dà vita" (Giovanni 8:12).

Gesù si unisce a noi lungo il cammino come ha fatto con i discepoli sulla via di Emmaus.

Abbiamo bisogno di una sosta per ricordarci della promessa che Egli sarà sempre con noi e che non ci abbandonerà Mai.

Se abbiamo Gesù per compagno nel cammino della nostra vita andremo avanti tranquilli, allegri e pieni di gioia.

Non dobbiamo dimenticare che lo stesso cammino in avanti, e ciò che siamo, e ciò che abbiamo, sono tutti doni che Dio ci ha dato. Il modo con cui facciamo uso di questi doni determinerà il grado della nostra felicità.

Mostrarci grati dei nostri progressi è un modo di esprimere la nostra gratitudine alla somma bontà di Dio.

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