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Gli adoratori che il Padre richiede

Fin dai primi anni del Cristianesimo l'adorazione al Signore venne riconosciuta come vitale fonte di forza spirituale e d'incoraggiamento vicendevole.
Il primitivo culto cristiano fu pervaso da spiritualità profonda e viva, che lo distingueva dai freddi rituali ebraici, o dalle intellettuali e materiali cerimonie pagane. Sotto la direzione ispirata degli Apostoli, il culto della Chiesa prese il posto da Cristo voluto raggiungendo quegli scopi che Egli voleva.
Attraverso il ministerio personale di Gesù Cristo, il popolo di quell'epoca ricevette una nuova concezione di Dio e del tipo di adorazione a Lui accettevole.
A quegli uomini venne insegnato che il culto cristiano non deve avere un centro terreno, come quelli di Samaria, di Gerusalemme, della Mecca, di Roma (Giovanni 4:20-21), ma esso è accetto al Signore "dovunque due o tre sono radunati nel nome di Cristo" (Matteo 18:20). Ne consegue che questa concezione spirituale rende assolutamente superflua ogni consacrazione di templi.

Giustino Martire alla domanda rivolta dai pagani: "Dove voi cristiani vi riunite?" così rispondeva: "Ovunque si voglia ... poiché l'Iddio dei cristiani non è circoscritto da luoghi materiali, ma, essendo invisibile, riempie di sé i cieli e la terra, e dovunque è adorato e glorificato dai suoi fedeli".

Alla donna samaritana Gesù volle dare le norme fondamentali che devono regolare il culto dei Suoi seguaci, dicendo: "L'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. Iddio è spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità". (Giovanni 4:23-24).

Questi due principi divini costituiscono il criterio-base di ogni culto a Dio ed una loro mancanza invaliderebbe il culto stesso.

ADORAZIONE "IN SPIRITO"

Nell'adorazione uno dei più grandi errori che gli uomini commettono è quello di formalizzarla o di ritualizzarla, riducendo il culto ad una pura esteriorità.
Questo il problema coi Giudei ai giorni del Profeta Amos, quando l'Eterno disse: "Io odio, disprezzo l'adorazione di questo popolo".
Gli ebrei compivano le cose comandate dalla Legge mosaica, ma si doveva lamentare una mancanza di quell'attitudine spirituale che Dio ha sempre richiesta. Per correggere questa situazione, Dio comandò: "Ma corra il diritto come acqua, e la giustizia come un rivo perenne!" (Amos 5:21-24).

Gesù espresse la sua profonda disapprovazione verso il culto esteriore giudaico condannando gli ebrei dei suoi giorni con le seguenti parole: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuore loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono comandamenti di uomini" (Matteo 15:8-9).

L'adorazione che non procede dal cuore è vana. L'apostolo Paolo scongiurava i cristiani della città di Corinto, dicendo: "Poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio su sé stesso, se non discerne il corpo del Signore" (1Corinzi 11:29).

La semplice partecipazione al culto non costituisce servizio accettevole a Dio. Le pratiche cultuali sono in relazione all'adorazione come i fili elettrici lo sono alla corrente che li attraversa. Si possono avere infatti linee elettriche impiantate perfettamente e non attraversate da corrente, come si possono anche avere delle semplici presenze fisiche nei luoghi di culto senza che vi sia la vera adorazione richiesta da Dio.
Per spiegarci meglio, quando si cantano lodi al nome di Dio non sono le nostre corde vocali a rendere il culto al Signore, ma piuttosto dev'essere lo spirito a muoverle ed a spingerle a cantare inni di lode.
I nostri spiriti devono dunque entrare e partecipare all'adorazione, poiché Dio è spirito e Lo si può raggiungere soltanto attraverso le vie dello spirito. L'apostolo Paolo c'insegna che: "Dio non è servito da mani d'uomini" (Atti 17:25).
È mediante lo Spirito che noi gridiamo: "Abba, Padre" (Romani 8:14; Galati 4:6), e senza questo spirito non ci è possibile avvicinarci al Padre spirituale.

Possiamo allora concludere che il culto cristiano deve essere devozione spirituale, sottomissione, umiltà, lode ed onore diretti armonicamente verso il nostro Padre Celeste; e deve scaturire dal profondo dei nostri spiriti.

ADORAZIONE "IN VERITÀ"

Altra condizione indicata dal Salvatore in Giovanni 4:24, è l'"adorazione in Verità".

Lo spirito senza la Verità invaliderebbe il culto, come la Verità senza lo Spirito. Quando lo Spirito Santo discese sugli Apostoli, come Gesù aveva promesso in Giovanni 16:13, Esso li guidò "in tutta la Verità". Gesù stesso venne "per testimoniare della verità" (Giovanni 18:37).

Insomma l'adorazione in verità è in armonia con la rivelazione di Gesù Cristo.
Se noi pratichiamo cose che Dio non comandò, o che non ebbero conferma da parte dello Spirito Santo, il nostro culto resterà incrinato dalla sua deficienza di verità.
Circa l'adorazione fuori della verità, Gesù dice: "Annullando la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata" (Marco 7:13) ed ancora: "Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono comandamenti d'uomini" (Matteo 15:9).

Quando gli uomini insegnano tradizioni che annullano la Divina Parola ed adoperano dottrine proprie i comandamenti umani, allora Dio considera questa maniera di adorare come una cosa vana e vuota.

CONCLUSIONE.

A quelli che praticano il formalismo ed il ritualismo nel Culto, Dio dice: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me" (Matteo 15:8).

Il Signore desidera che noi cessiamo di servirLo davanti altari materiali; Egli invece desidera che ci avviciniamo a Lui in spirito; Egli vuole che cessiamo di ridurLo ad un idolo qualsiasi, e che Lo accettiamo per quello che realmente è: Spirito; e Lo serviamo in armonia coi Suoi principi.

Ma per coloro che sono desiderosi di trovare dei nuovi sistemi di adorazione non menzionati nel Nuovo Testamento, Dio richiama costantemente a quel sistema scritturale: "In spirito e verità".
Egli vuole che noi ci accontentiamo dei Suoi comandamenti e che lasciamo le tradizioni ed i comandamenti degli uomini da parte, adorandoLo da cristiani, adorandoLo spiritualmente.

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