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Amore è

Domanda

"Quand'ero più giovane, per "amore" s'intendeva quello che normalmente si vedeva al cinema, quando nella scena apparivano due persone che si baciavano al tramonto.
Oggi la parola "amore" assomiglia ad un elastico: è tirata in tutte le direzioni e viene pronunciata nel 90% per indicare l'atto sessuale".
A.B. - Modena.

Risposta:

L'amore è un sentimento in cui si cade e da cui si esce. Si può perfino "fare l'amore" nel senso da Lei citato.

Purtroppo oggi la parola "amore" viene spesso travisata.
E allora che cosa s'intende quando si dice che Dio "ci ama" e che noi possiamo amarlo?

Gli scrittori del Nuovo Testamento ebbero lo stesso problema quando dovettero parlare dell'amore.
Nella lingua greca-antica, c'erano parecchi vocaboli di cui potevano servirsi, ma la maggior parte erano vocaboli sospetti per il cattivo uso che se n'era fatto.

La parola "eros" ormai significava soltanto "libidine".

La parola meno sospetta era "agàpe".
Essa fu privilegiata per parlare dell'amore di Dio verso il mondo, e del nostro amore verso Dio o dell'amore reciproco fra di noi.

Dio ci ha talmente amati da mandare Suo Figlio a morire in croce per noi.
Questo diede alla parola "agàpe" un nuovo e reale significato.
Venne ad indicare un amore verso ciò che non aveva nessuna attrattiva e nessun merito.

Significò (e dovrebbe significare anche oggi) la riconciliazione con vecchi nemici, fatta accogliendoli a braccia aperte. L'agàpe non è un semplice sentimento di simpatia. Significa impegnarsi ad amare e aiutare l'altro, chiunque esso sia.

I veri cristiani usano questa parola specialmente per dire che l'amore di Dio passa sopra alle barriere razziali, sessuali e sociali.

E se si chiede ai cristiani perché amano in questo modo, essi rispondono:
"perché è questo il modo con cui Dio ci ha amati e tuttora ci ama"!

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