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Apostasia

"Apostasìa" è voce greca che significa: "stare in disparte", "allontanarsi"; si usa per indicare l'abbandono di una religione per abbracciarne un'altra.

Un tempo l'apostasìa dalla religione cattolica era un delitto, punito con le pene più severe, anche con la morte; ma da quando il Cattolicesimo ha perduto l'egemonìa degli stati, il potere civile non interviene più.

Il clero meno illuminato, naturalmente cerca d'infamare col titolo di apòstata quei coraggiosi i quali, spinti dalla propria coscienza e da un profondo senso di responsabilità spirituale, lasciano l'errore per seguire la verità: ma lo stesso clero si guarda bene dal dare il titolo di "apòstata" a coloro i quali, avendo lasciata la loro religione, sono diventati cattolici!

Il vocabolo andrebbe usato nel suo vero senso tanto per il Cristiano che si converte al cattolicesimo, quanto per il cattolico che abbraccia la vera fede cristiana che è e rimane esclusivamente quella biblica.
Ma bisogna dire che per l'opinione popolare, "apòstata" indica esclusivamente la persona che abbandona il cattolicesimo, ed il clero nel chiamare "apòstati" i cattolici convertiti al Cristianesimo biblico intendono far credere che chi lascia il cattolicesimo rinnega Cristo.

Noi sosteniamo che se un cattolico, dopo avere studiato la Parola di Dio, sceglie liberamente di diventare cristiano, non è affatto apòstata; al contrario, diviene vero seguace di Cristo. Caso mai, apòstati sono coloro i quali realmente rinnegano Cristo per adottare una religione nuova.
E sotto questo profilo potremmo dire che il cattolicesimo, non avendo più nulla da spartire col Cristianesimo antico, è diventato - attraverso i secoli - una religione nuova basata sulle tradizioni umane e non sul fondamento biblico.
Con queste precisazioni non vogliamo fare della polemica spicciola, bensì una cronaca storica basata, soprattutto su testi storici, éditi dalla stessa chiesa cattolica.

Qualunque testo di "Storia della Chiesa" documenta in modo incontrovertibile l'apostasìa della chiesa Cattolica, cominciata con l'avvento al potere dell'imperatore Costantino e poi, gradualmente, si è approfondita ed evoluta tramite continue e sempre più marcate innovazioni, giungendo infine all'apice con la definizione dei dogmi dell'infallibilità del papa e dell'assunzione in cielo di Maria.

L'Apostolo Paolo parlando dell'apostasìa, non solo l'aveva predetta, ma ne ha dato anche la "caratterizzazione premonitrice" quando, nella sua seconda lettera ai Tessalonicesi, afferma che il ritorno di Cristo non avverrà prima che non sia venuta l'apostasìa.

Scrivendo al suo discepolo Timoteo (1a 4:1-3), l'apostolo afferma: "Lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede".
Egli descrive persino il tratto distintivo di questa apostasìa, quando specifica che taluni "vieteranno il matrimonio e comanderanno l'astensione da determinati cibi".

Quando il celibato imposto a migliaia di uomini e di donne viene decantato ed esaltato come superiore al matrimonio; quando si prescrivono o si ingiungono digiuni "meritori" o addirittura si comanda l'astensione da cibi in determinati giorni dell'anno, non è poi più così difficile stabilire dove l'apostasìa viene praticata e dove sono riconoscibili i veri apòstati!

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