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"Furono chiamati cristiani" (Atti 11:26)

PERCHÉ?

Alcuni pensano per disprezzo. Forse hanno ragione, tanto più che anche l'apostolo Pietro esorta i credenti a non vergognarsi del nome di cristiani (1Pietro 4:16).

Anche il fatto che "gli antiocheni erano satirici, mordaci, e famosi per inventare dei nomignoli e dare la baia a chi prendevano di mira" (Luzzi), starebbe a corroborare tale pensiero.

Ma noi amiamo pensarla diversamente e ricordando prima le parole di Gesù ai discepoli: "Voi siete la luce del mondo" (Matteo 5:14), la parabola del Lievito e poi le parole dell'apostolo Paolo: "siamo divenuti uno spettacolo al mondo" (1Corinzi 4:9), non possiamo non pensarla diversamente.

Se la testimonianza cristiana ha influito circa la conversione di buona parte del mondo di allora, perché non pensare ai primi "effetti" della testimonianza cristiana locale, che, per esempio, in Antiochia guadagnò il cosiddetto "nomignolo" ai credenti in Cristo?

Oggi è facile riconoscere la professione esercitata da un determinato individuo sotto diversi aspetti: dal modo di vestire, parlare, scrivere, possiamo più o meno dire, "meccanico", "avvocato", "ragioniere", ecc..

Allora perché meravigliarci se persone che nettamente si distinguono nel modo di vivere, di parlare, di agire e soprattutto di amare e che non temevano di proclamare il nome di Colui a cui ispiravano tutte le loro azioni, venissero chiamate col nome di "cristiani"?

Se i discepoli vennero chiamati "cristiani" è perché s'imposero come una nuova categoria di persone che realmente e fervidamente viveva la vera vita cristiana. Lo storico dice che furono chiamati così "per la prima volta in Antiochia"; questo per la cronaca, ma siamo certi che in qualunque luogo si trovasse un vero credente in Cristo, entro breve spazio di tempo sarebbe stato chiamato "cristiano", con quel nome che non veniva dato per ereditarietà ma per santità di vita.
Questo perché la Parola di Cristo più che predicata era praticata e vissuta!

Perché gli Antiocheni chiamarono i discepoli "cristiani"? Cosa vedevano in essi per attribuire loro quel nomignolo, che ricordava il Grande Crocifisso e Risuscitato?

Gli abitanti di Antiochia nel discepolo della nuova religione vedevano:

"un peccatore morto in Cristo" (Romani 6:1-11),
"una nuova creatura" (2Corinzi 5:17),
"un figliuolo di Dio" (Galati 3:26-27),
"un seguace di Cristo" (1Pietro 2:21),
"un fedele fino alla morte" (Apocalisse 2:10).

Agli occhi di quei pagani queste erano le caratteristiche che facevano di un uomo "un cristiano"!

La caratteristica principale del cristiano primitivo la si riscontrava nel suo voler "risplendere nel mondo" (Matteo 5:14-16), e il suo scopo essenziale lo si riconosceva nella sua perseverante ricerca del "Regno e la giustizia di Dio prima d'ogni altra cosa" (Matteo 6:33).

ALTRO CHE DISPREZZO!
L'Evangelo viveva nelle anime e le conversioni si contavano a migliaia!

Oggi le cose sono cambiate.

Molti pur predicando Cristo, preferiscono chiamarsi con nomi supplementari atti a evidenziare la "denominazione" di appartenenza. Perciò sentiremo parlare di "Cattolici", "Protestanti" e, per scendere ai particolari, di "Antoniani", "Presbiteriani", "Francescani", "Anglicani", "Paolini", ecc. ecc.

Oggi il solo nome di Cristo sembra non essere più atto ad onorare il credente; ma le conversioni a migliaia intanto NON SI CONTANO PIÙ!

Qualcuno ancora tende a conservare l'antico nome:
noi della Chiesa di Cristo.

Ma facciamo attenzione prima di chiamarci "cristiani".

Questo NON È uno di quei nomi che si possono prendere a prestito, oppure un distintivo come tanti da mettere all'occhiello della giacca.

Questo nome per portarlo, per farlo nostro, bisogna esserne degni, come degni ne erano gli antichi fratelli di Antiochia.

Quanti di noi che ci chiamiamo "cristiani", oggi potremmo sostenere l'esame delle caratteristiche summenzionate?

In dottrina siamo forti, ma in pratica lo siamo altrettanto?

Guai a noi se dopo avere rimproverato gli altri di aver preferito i supplementi a questo santo nome, non ne siamo poi degni.

Ebbene, POTREBBE ESSERE proprio questo modesto e semplice nome la nostra condanna eterna.

"Chi ha orecchi da udire, oda"!

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