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La Chiesa e l'ecumenismo

Domanda:

Da Argenta il Signor Franco B. ci chiede:
"La Chiesa di Cristo fa parte del movimento Ecumenico? Quali sono i vostri rapporti con le altre confessioni cristiane?".

RISPOSTA:

Nella concezione del Nuovo Testamento la Chiesa fondata da Ges´┐Ż non è una fra varie chiese, ma è la "Chiesa di Cristo" (o: "di Dio"), cioè: il gruppo, l'insieme, il "corpo" di persone che gli appartengono e delle quali Egli è il Capo.
La Chiesa del Nuovo Testamento non è una cosiddetta "denominazione", ossia: non è un insieme di persone che scelgono (o accettano passivamente) una realtà religiosa piuttosto che un'altra.

Nel primo secolo, quando per mezzo degli Apostoli il Signore edificò la Sua Chiesa, essa era ovviamente una sola. Come disse l'apostolo Paolo (Efesini 4:1-6), c'era un solo modo per diventare Cristiani, "un solo battesimo", un solo insieme di dottrine credute e praticate, "una sola fede", una sola Chiesa, come già detto, "un solo corpo", un solo tipo di aspettative future, "una sola speranza".

L'ecumenismo, che predica "l'unità nella diversità", che porta al concetto secondo cui una confessione religiosa vale l'altra - si dice - ("basta credere" in qualche modo, genericamente, a Cristo), è un vicolo cieco che può far comodo per il fatto di non impegnarsi a stabilire quale sia l'unica strada giusta, ma alla fine ... sempre "vicolo cieco" resta!

Infatti, con esso non si è mai tornati e non si potrà mai tornare alla realtà unitaria concepita dal Signore, dal momento che ogni singola chiesa non ha alcuna intenzione di abbandonare i presupposti umani di fondo che la caratterizzano (che la caratterizzano dalle altre chiese, ma anche che la rendono diversa dalla Chiesa del Nuovo Testamento); gli elementi di divisione permangono e tutto ciò che si può ottenere è "una maggiore tolleranza"; ma la tolleranza verso chi la pensa diversamente non significa ancora aver stabilito chi la pensa COME DIO, ossia chi segue davvero il Nuovo Testamento.

Il fatto è che non dobbiamo cercare di "riformare" dall'interno dei "prodotti umani" (ossia delle confessioni religiose sorte su presupposti filosofici, storici, tradizionali, politici o teologici posti da alcuni uomini), ma dobbiamo piuttosto spogliarci di tutto un bagaglio di idee sbagliate e tornare solamente, integralmente, senza nulla di proprio da difendere, ai comandamenti e agli esempi neotestamentari.

Solo facendo così possiamo sperare di non appartenere ad un "papa", o a un "sinodo protestante", o a un "pastore", o a una regina d'Inghilterra, o a qualche presunto "nuovo profeta", o alla "Società Torre di Guardia", o al gruppo dirigente "mormone", ma unicamente a Cristo, per mezzo dell'obbedienza alla Sua Parola!

È evidente a questo punto che alla domanda "se la Chiesa di Cristo fa parte del movimento ecumenico", la risposta è NO.
Se una Chiesa è "di" CRISTO non fa parte di un qualsiasi "movimento ecumenico".

Sia chiaro, che ciò non significa disprezzo per gli altri: un vero Cristiano saprà sempre rispettare, tollerare, capire gli altri e, quando è il caso, anche imparare umilmente da loro; ma questo non toglie che un vero Cristiano ha come unico interesse quello di percorrere con coraggio e fiducia l'unica vera strada tracciata dal Signore senza quei compromessi umani che, se possono essere comodi quaggiù, si riveleranno molto meno vantaggiosi nel giorno del Giudizio, a prescindere dalla "buona fede" o meno di chi li accetta.

In quel Giorno, infatti non ci sarà chiesto se abbiamo osservato il catechismo cattolico, o il credo di qualche gruppo protestante, o alle dottrine dei Testimoni di Geova, ecc., ma se avremo osservato e praticato la Parola di Cristo (Giovanni 12:48).

Per quanto riguarda i rapporti con le altre chiese, prima di tutto non c'è nulla di "ufficiale" e generalizzato, in quanto ogni Chiesa di Cristo locale è autonoma e indipendente e non si associa assieme alle altre per stabilire rapporti "ad alto livello" con le varie confessioni religiose.

Ci sono ovviamente, invece, numerosi contatti personali, occasionali, dei singoli membri di ogni comunità con appartenenti ad altre confessioni (cattolici, testimoni di Geova, protestanti, ecc.), e questi avvengono nel massimo rispetto (almeno da parte nostra), con lo scopo di leggere e capire assieme la Parola di Dio, nella speranza di ritrovarsi assieme concordi con le idee del Signore.
Ognuno sarà poi responsabile di fronte al Signore per le scelte che fa, per ciò che crede e fatica.

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