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La creatività

A rigore di termini, soltanto Dio può creare, dal momento che "creare" significa: "fare qualcosa dal nulla". Tuttavia il racconto della creazione di Dio getta un pò di luce sulla natura della creatività umana.

  1. Creare significa anche far venire all'esistenza qualcosa di "nuovo".
  2. Il "nuovo" dà ordine e struttura a ciò che era caotico e senza forma.
  3. Creare significa dar vita a qualcosa di "bello", che, nel senso più vasto del termine, viene compiuto a lode di Dio.
  4. Non può esserci alcuna creatività che, come dice la Bibbia, non sia ispirata dallo Spirito di Dio, venga riconosciuta oppure no.

Alla luce di questi principi risulta che solo Gesù Cristo è il vero uomo creativo.
Nelle Sue azioni potenti la gente poteva vedere la forza creativa di Dio.
Il Suo insegnamento veniva ascoltato come una nuova dottrina per la sua originalità e freschezza.
Le persone rinascevano a nuova vita dopo averlo incontrato.
Il mutamento dell'acqua in vino è stato un segno della ri-creazione del mondo intero.
Nella Sua vita, morte e risurrezione, come l'apostolo Paolo ha visto con lucidità, ha avuto inizio una nuova creazione.

Ogni autentico atto creativo è un segno di tale premessa e possibilità.

Nel racconto di Adamo che assegna il nome agli animali possiamo vedere il genere umano mettere ordine nel proprio ambiente vitale, conferendogli creativamente forma e significato fino a farlo diventare un "cosmo" e non più un "caos". L'uomo riceve questo potere da Dio, come Suo rappresentante sulla terra.

La creatività compare anche nel libro dei Proverbi, nella sua attenta e sistematica classificazione dei comportamenti umani.
Qui si vede il più antico sociologo al lavoro: nella confusione individua un disegno e un ordine, e aiuta tutti a "vedere" e a comprendere il mondo in un nuovo modo.

Il Salmo 150 accenna ai talenti creativi dei musicisti che lodano Dio con la varietà dei loro strumenti.

Nel capitolo 31 di Esodo si attribuisce molta importanza alla creatività di un progettista di nome Bezaleel, un uomo "pieno dello Spirito di Dio", come pure ad altri artigiani che hanno usato le loro energie per progettare e abbellire la tenda dell'incontro.

Anche il racconto della costruzione del tempio testimonia il valore riconosciuto alla manodopera specializzata in Israele.

Sebbene la Bibbia direttamente dica poco circa l'arte del parlare, tuttavia le tecniche usate da Gesù nel suo insegnamento indicano che si attribuiva particolare valore al mondo delle immagini e delle descrizioni verbali.

La creatività non si limita al mondo delle arti.
Può essere un atto creativo, ad esempio, il culto della comunità.

Dove lo Spirito è al lavoro e dove c'è amore e libertà insieme a ordine e organizzazione, l'intero corpo dei credenti che partecipano al culto può offrire un nuovo sacrificio di lode al suo Redentore.
Frasi come "un tempio vivo", "la multiforme grazia di Dio", "la varietà di doni ma un unico Spirito", conducono in questa direzione.

Allo stesso modo, anche l'amore è un dono creativo.

L'uomo e la donna sono creatori insieme a Dio.
Il trattamento riservato dall'apostolo Paolo a Onésimo, lo schiavo fuggitivo, spazza via vecchi stereotipi e inaugura nuovi modi di rapportarsi agli schiavi.

Per amore, colei che una volta era una prostituta ha spezzato un vasetto di profumo prezioso per ungere Gesù facendo qualcosa di "bello" per Lui.

Purtroppo, il talento creativo può essere sottratto allo sguardo di Dio e non essere usato per dare gloria al donatore, oppure può essere utilizzato in modo distruttivo.

La saggezza può degenerare in intelligenza che si insuperbisce e "gonfia".

Il dono della parola può essere usato per farsi applaudire anziché per comunicare.
Gli uomini possono edificare una torre di Babele non meno facilmente che un tempio.

Ma Dio ci chiama a usare con intensità i Suoi doni creativi, ispirandoci alla ricchezza che ha sparso nella creazione.

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