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Il culto

Rendere "culto" significa: "dare onore a Dio" e riconoscere i suoi meriti.

Quando rendiamo culto, stiamo dicendo dal più al meno a Dio: "Grazie per tutto quello che ci hai dato e hai fatto per noi. Aiutaci a mettere te al primo posto nella nostra vita ogni giorno".

I primi cristiani erano Ebrei ed erano soliti rendere culto al Dio di tutta la creazione.

Ma l'impatto di Gesù Cristo nella loro vita fu tale che sconvolse il modo di intendere il culto: egli stesso divenne il centro del culto insieme al Padre e allo Spirito Santo.

Le preghiere venivano offerte nel nome di Gesù e in suo onore venivano cantati inni.

Ad esempio, la famosa presentazione di Gesù nella lettera dell'apostolo Paolo agli Efesini era quasi certamente un antico inno cristiano, ben conosciuto dai lettori di Paolo.

Al momento del loro battesimo i cristiani confessavano "Gesù il Signore" e questo testimonia con chiarezza la centralità di Gesù nel culto.

Il cuore del culto nel Nuovo Testamento è la Cena del Signore

Il culto, allora, è la nostra risposta a quello che Dio ha fatto e sta facendo per noi.

Ma oggi dobbiamo cercare di comprendere come il culto deve essere celebrato nelle nostre culture, applicando le intuizioni fondamentali del Nuovo Testamento:

  1. Il culto è qualcosa di formale o di informale?
    La Chiesa del Nuovo Testamento non sviluppò forme rigide di ministero o culto.
    A giudicare dalla prima lettera dell'apostolo Paolo ai Corinzi, il culto era in gran parte improvvisato con un ampio spazio alla libertà e con una vivida consapevolezza della presenza della forza dello Spirito.
    Nella sua lettera Paolo dimostra tuttavia di non essere troppo contento della totale spontaneità, dato che, invece di aprire alla "libertà dello Spirito", degenerava in forme umilianti per molti.
    Con forza richiede alcuni controlli in modo che tutti i cristiani possano sentirsi ugualmente a casa loro.
    La Bibbia non dà norme circa il culto, che variava secondo i luoghi e le culture. Perciò dobbiamo andare estremamente cauti nel valutare se un particolare stile di culto è giusto o sbagliato. È che il culto sia significativo per la nostra comunità e per la nostra cultura, altrimenti non potrà essere autentico.

  2. Che importanza hanno gli edifici?
    Il Cristianesimo è cominciato come un tipo di fede "non religiosa". Poiché Gesù aveva portato una salvezza completa e aveva aperto la porta verso il Padre, i cristiani non sentivano bisogno di un tempio, di un sacrificio offerto da sacerdoti e di costruzioni religiose.
    Proprio perché i cristiani non si conformavano alle idee del loro tempo venivano ritenuti "atei".
    E' ben triste ironìa che oggi la gente che non appartiene alla Chiesa del Signore identifichi una comunità dalle sue costruzioni più che dai suoi membri.
    Senza dubbio le costruzioni servono.
    Avere un punto di riferimento, una casa in cui una comunità possa esprimere la sua fede viva e dove altri possano venire, naturalmente è un vantaggio.
    Ma le costruzioni possono anche diventare trappole e impicci. Può finire che ci preoccupiamo più delle costruzioni che del Vangelo, più delle "nostre" tradizioni che del Signore delle tradizioni. Non ci viene chiesto di diventare custodi di musei, ma gente che vuole condividere la sua fede nel Signore vivente.

  3. Che cosa rende vivo il culto?
    Come non ci sono leggi rigide e fisse circa la struttura del culto, così non ci sono leggi su ciò che deve esservi incluso. Certi elementi, tuttavia, emergono dalla vita della Chiesa nel Nuovo Testamento e richiedono attenzione.
    I primi cristiani celebravano il culto con un cuore riconoscente e pieno di gioia. Nessuno avrebbe potuto accusarli di noia! L'apostolo Paolo scrive: "Cantate salmi, inni e cantici spirituali; cantate a Dio mentre rendete grazie nei vostri cuori".
    Non dovrebbero la gioia e la lode essere una caratteristica irrinunciabile anche nel culto odierno?
    Oltre a questo, un altro ingrediente fondamentale del culto è sempre stata l'istruzione nella conoscenza delle Sacre Scritture e nella fede cristiana. Questo spiega l'importanza riservata ai "dottori" (insegnanti) e ai profeti nella Chiesa Primitiva. Il loro compito era di edificare la comunità con il loro ministero.
    Anche oggi, una Chiesa che trascura l'istruzione e una robusta cultura farà crescere cristiani immaturi e fragili.
    Un altro elemento erano le preghiere di intercessione e di confessione della fede.
    Ma senza dubbio, l'apice della lode e dell'adorazione si raggiungeva quando i cristiani spezzavano il pane insieme e celebravano la loro "eucaristìa" (cioè il "ringraziamento"), nel memoriale della morte di Cristo.
    Và infine sottolineato il clima sereno e calmo del culto del Nuovo Testamento. Era la risposta di amore verso Gesù, e l'amore non può essere legato da regole e regolamenti!
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