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Il denaro

Tutti abbiamo bisogno di soldi e la maggior parte delle persone sogna uno stipendio buono per condurre un decoroso livello di vita.
Ma i soldi per sé stessi non sono vera ricchezza.
I soldi sono importanti per quello che permettono di comprare, come cibo, vestiti e altre cose necessarie.

Sono pochissime le cose che, a livello materiale, non si possono comprare con i soldi. I soldi possono inoltre darci potere: potere di essere padroni della nostra vita, e, quando ce ne sono tanti, potere su altre persone.

Proprio per il loro potere alcuni guardano ai soldi come a qualcosa di male. La Bibbia non condanna mai i soldi. Alcuni dei suoi grandi personaggi - Abramo, Giuseppe, Giobbe, Giuseppe di Arimatea - erano gente ricca. L'apostolo Paolo dice piuttosto che: "L'amore per il danaro è la radice di ogni male" (1Timoteo 6:10).

Il danaro per sé stesso è neutro, ma l'egoismo e l'avidità possono farlo diventare una sorgente di male e portare all'esagerata ricchezza di alcuni a prezzo di una paralizzante povertà per altri. Ad ogni modo, questo non è tutto quello che può essere detto.

In una prospettiva cristiana, i soldi possono costituire una forza potente di bene come di male. Come descrivere allora l'atteggiamento cristiano verso il denaro?

PRIMA RIFLESSIONE:

Dio si attende che condividiamo le nostre ricchezze e proprietà.
Nel complesso il cristianesimo ha un'eccellente tradizione in proposito.
Certo, molti cristiani hanno abusato delle loro ricchezze, ma moltissimi hanno distribuito le loro ricchezze ai poveri e hanno destinato buona parte di esse a fini caritativi.

Al giorno d'oggi è ancor più urgente che nel passato condividere le nostre ricchezze con quanti si trovano nella necessità.
Il vero tesoro, ha detto Gesù, và accumulato in cielo e non messo nelle banche o nelle società immobiliari.

È la ricchezza di amore, di generosità e di compassione che dura per sempre. I cristiani dovrebbero essere riconosciuti per il radicale dono di sé, così come Gesù viene ricordato per il suo.
La Bibbia formula una norma di riferimento molto chiara per il nostro "donare", conosciuta come la "decima" (o decima parte).

Dovrebbe diventare nostro impegno mettere da parte una "decima" del nostro stipendio lordo per le attività caritative. E' di qui che comincia il dono del sacrificio.

SECONDA RIFLESSIONE:

La ricchezza della società deve essere distribuita equamente.
Non stiamo sostenendo alcuna ideologia socialista, anche perché in concreto il socialismo reale può diventare crudele, senza cuore e impersonale non meno del capitalismo che vorrebbe sostituire.

Una società che fa suo un atteggiamento cristiano verso la vita sosterrà il diritto di ogni cittadino a vivere in modo degno e pieno la sua esistenza, con adeguate cure mediche, educazione, casa e lavoro per tutti.
Tale società orienterà le sue risorse in modo che quanti sono in necessità possano uscire fuori dai meandri della povertà.
L'amore verso il denaro può divenire una forza di male. Ma il denaro può anche diventare uno strumento con grandi potenzialità per svolgere l'opera di Dio. Usiamolo bene!

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