Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Dio Padre

Termini come "madre" o "padre", "figlio" o "sorella" esprimono la ricchezza delle relazioni tra gli uomini.

Siamo legati ai nostri genitori in una speciale relazione di amore.
Dobbiamo a loro la vita, poiché senza di loro non esisteremmo.

MA POSSIAMO AVERE ALTRE RAGIONI.

Se sono stati genitori saggi e buoni, siamo loro grati per averci allevato in una famiglia animata dall'amore che ci ha aiutato a crescere come persone mature e complete. È dentro questa esperienza che dobbiamo cercare di comprendere ciò che la Bibbia dice su Dio come nostro "Padre".

È strano a prima vista scoprire che l'Antico Testamento parla raramente di Dio come Padre.

È nel Nuovo Testamento che questo insegnamento viene sviluppato e per questo preciso motivo: Dio è conosciuto come Padre soltanto attraverso Gesù, il Figlio.

COLPISCE IL FATTO CHE GESÙ ABBIA PREDICATO UN REGNO IN CUI IL RE È UN PADRE.

Gesù parla del suo Padre come "Abbà".
È, questo, un termine carico di intimità, simile, ma non del tutto, al nostro termine "Papà". Ancora oggi in Israele potete udire i bambini piccoli chiamare "Imma", cioè "Mamma" e "Abbà-Papà".

Nell'usare questo termine Gesù voleva indicare la sua relazione personale con il Signore di tutto e mostrare che Dio non è distaccato e distante, ma vicino e a portata di mano.
Tutto ciò dev'essere sembrato quasi blasfemo agli Ebrei, i quali invece sottolineavano con forza la distanza di Dio da noi.

Il nome di Dio era troppo sacro anche solo per essere pronunziato, al punto che ogni volta che trovavano il termine "Iahvè" nella Bibbia lo sostituivano con la parola "Adonài", cioè "Signore".
Gesù invece lo chiamava "Padre" e anche "mio Papà"!

I PRIMI CRISTIANI CONTINUARONO A USARE TALE APPELLATIVO.

L'apostolo Paolo, per esempio, parlava spesso di "Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo".

Forse era naturale per loro parlare di Dio come un "Papà", anche perché questa era la consuetudine del loro Signore?

Alla consapevolezza di Dio come Padre, essi pensavano, arrivando ad esigenze aperte dallo Spirito Santo.

Perciò Paolo scrive: "Dio ha mandato lo Spirito del suo Figlio nei nostri cuori ed egli grida: "Abbà! Padre!"".

CHIARAMENTE, QUINDI, SONO DUE GLI EVENTI CHE CI METTONO IN GRADO DI RIVOLGERCI A DIO COME PADRE:

1º) - Egli ha dovuto venire e mostrarsi NON come un Dio distante, ma come Padre di un uomo che era il suo diletto Figlio. Attraverso la predicazione di Gesù di Nazaret, Dio si è rivelato come Padre.

2º) - Poi egli deve avere un rapporto personale con noi. Non possiamo entrare a far parte della famiglia di Dio se lo Spirito Santo non è entrato nella nostra vita e non siamo diventati una nuova creatura nel nostro intimo.

È questo che Gesù intendeva quando disse al maestro della Legge, Nicodemo:

"Nessuno può entrare nel regno di Dio se non nasce da acqua e Spirito".

L'"acqua" qui rimanda al battesimo, il simbolo esteriore dell'appartenenza alla famiglia, e lo "Spirito" indica l'azione di Dio nella nostra vita per portarci alla fede.

È importante NOTARE che quando chiamiamo Dio "Padre" non intendiamo sostenere che sia maschio sulla base della nostra comprensione della sessualità.

La natura di Dio abbraccia qualità che appartengono alla natura del maschio e della femmina, e la Bibbia non teme di parlare dell'amore e cura materna di Dio. Il termine "Padre" significa che Dio si prende cura di noi come dovrebbe fare un padre reale.
Egli provvede a noi, ci difende, ci ama. Non dobbiamo esitare a usare tale termine per Dio dato che era tanto importante per Gesù ed Egli stesso ce lo ha affidato.
NEL NOSTRO MONDO, SEGNATO DALL'ANONIMATO, DOVE LA GENTE SPESSO È PREOCCUPATA E INSICURA, LA DOTTRINA DI DIO COME PADRE È ESALTANTE E INESAURIBILE.

GESÙ ERA CONSAPEVOLE E CONVINTO CHE NON POTEVA VENIRE SEPARATO DALL'AMORE DEL PADRE.
DA PARTE NOSTRA DOBBIAMO STARE ATTENTI A NON PREGARE IL "PADRE NOSTRO" E VIVERE COME SE FOSSIMO ORFANI!

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