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I documenti antichi

Domanda:

"GLI ANTICHI DOCUMENTI CHE PARLANO DI GESÙ SONO ATTENDIBILI?."

Risposta:

La nostra conoscenza del passato dipende quasi completamente dai documenti scritti. Ma, per quanto riguarda il mondo antico, i manoscritti originali sono andati persi e noi dobbiamo basarci su copie più tardive.

Nell'era delle comunicazioni istantanee, ci può preoccupare l'accuratezza con cui un evento viene riportato qualche settimana dopo l'accaduto.
Ma, considerando gli antichi manoscritti, dobbiamo aspettarci intervalli ben più lunghi fra l'evento e la sua documentazione scritta.

Il più antico manoscritto che possediamo del resoconto di Cesare sulla guerra gallica, fu copiato 900 ANNI DOPO la stesura fatta da Cesare. Eppure gli studiosi lo considerano un manoscritto degno di fede.

La situazione, per quanto riguarda le fonti del Nuovo Testamento, È MIGLIORE.
Esistono molti manoscritti contenenti tutto il Nuovo Testamento o alcune sue parti, e un buon numero di essi fu copiato in un'epoca più vicina a quella della composizione di quanto non accadde al "De bello Gallico" di Cesare.
Data la ricchezza delle testimonianze e la loro datazione antica, gli studiosi NON HANNO DUBBI circa l'essenziale attendibilità della trasmissione dei documenti del Nuovo Testamento.

Una delle più antiche copie complete del Nuovo Testamento è conservata al British Museum. Fu copiata nel 4 secolo d.C. ed è conosciuta come Codice "Sinaitico". Un'altra copia, della stessa epoca, è il Codice "Vaticano". Ma ci sono singoli libri e frammenti del Nuovo Testamento copiati ancora prima.

Esiste un frammento del Vangelo di Giovanni, lungo circa dieci centimetri: sappiamo che fu copiato verso l'anno 130 d.C. Fu trovato nel sud dell'Egitto. Ciò significa che una copia del Vangelo di Giovanni circolava in questa regione FORSE APPENA 40 ANNI DOPO la composizione DELL'ORIGINALE!

Quando confrontiamo i diversi manoscritti del Nuovo Testamento, notiamo molte differenze dall'uno all'altro, ma quasi sempre sono SOLO DIFFERENZE DI ESPRESSIONE.
Più problematici sono i casi nei quali un intero brano manca dai manoscritti o quando al suo posto appare un altro brano. Le più frequenti differenze si riscontrano in versetti isolati e non alterano nessun insegnamento importante.
I manoscritti del Nuovo Testamento sono più numerosi di quelli di qualunque altro libro antico.

Il Dott. Howard Marshall, professore di studi sul Nuovo Testamento presso l'università di Aberdeen, ci spiega perché possiamo avere fiducia nell'accuratezza dei Vangeli, e dice: "Molti pensano che i Vangeli siano libri che hanno senso solo per coloro che sono già cristiani. Si può insinuare che questi libri sono stati scritti da un'angolazione distorta, perché sono opera di cristiani che cercano di convertire gli altri e perciò non si possono considerare documenti storici disinteressati.
Ma io dico che si può avere uno scopo scrivendo un libro e allo stesso tempo si può scrivere in maniera obiettiva e precisa; se si vuole persuadere qualcuno della verità di qualche cosa, non serve raccontare un mucchio di bugie, che poi questa persona può giudicare false."

Quindi gli scrittori dei Vangeli non erano solo evangelisti che tentavano di convertire la gente. Cercavano anche di richiamare fatti storici convincenti, cose realmente accadute. La gente avrebbe potuto fare domande a quelli che erano stati presenti quando Gesù disse e fece determinate cose, e scoprire così di persona che i fatti riportati erano veri.

È chiaro che non possiamo provare che ogni cosa avvenne esattamente nel modo in cui è descritta nei Vangeli. Non si può fare ciò con i documenti storici. Quello che dobbiamo domandarci e se vi siano buoni motivi per credere che questi racconti siano in generale credibili.

Per esempio: prendiamo lo scrittore Luca.
Egli comincia il suo Vangelo come un libro storico del tempo, con un'introduzione in cui elenca le fonti a cui ha attinto e afferma di avere seguito il corso degli avvenimenti sin dall'inizio. Egli dichiara di scrivere una storia veritiera quanto ogni altra storia prodotta nel mondo antico.

Dove è possibile controllare le informazioni che l'evangelista ci dà di solito per quanto riguarda l'ambiente, la situazione politica, i dati geografici, e così via - notiamo generalmente che egli descrive in modo accurato anche situazioni piuttosto complesse.
Ci voleva qualcuno che conosceva bene la situazione del mondo antico per riferirla come lui ha fatto.

Gli Ebrei erano particolarmente accurati quando tramandavano gli insegnamenti dei loro rabbini e dei loro capi, ed è quindi ovvio pensare che i cristiani, vivendo nello stesso ambiente, abbiano avuto la stessa serietà nel ricordare ciò che Gesù aveva detto e alcuni degli episodi più importanti della sua vita.
Fatti come questi ci aiutano a credere che i Vangeli non sono solo storie messe insieme con lo scopo di inventare qualcosa di interessante e persuasivo. Essi riportano quello che accadde nella vita di Gesù.

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