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Che cosa sarà della famiglia?
Domanda:
"Sono una signora avanti negli anni, madre di figli ora sposati. Sempre vivo rimane in me il dolce ricordo della
mia famiglia, dell'affetto del marito, dell'amore dei figli e il senso santo e nobile della famiglia. Ma, guardandomi attorno, vedo la nostra
generazione sdegnare il vincolo del matrimonio, preferire il libero amore, ricorrere sempre più ai divorzi e agli aborti più o meno
legalizzati, il deperimento di ogni valore morale e spirituale ... Ma, andando avanti di questo passo, dove si
arriverà ...?.".
Rispondiamo:
Gentile Signora, quanto Lei scrive purtroppo è vero e la situazione diventa di giorno in giorno sempre più
preoccupante.
Rispondendo, fermiamo la nostra attenzione sulla natura e sull'importanza della famiglia, rimandando ad altra occasione il
parlare di divorzi e aborti.
La famiglia è stata istituita da Dio ai primordi dell'umanità, allorché, non volendo che l'uomo fosse
solo, in quanto sarebbe stato un essere incompleto, Dio creò la donna per essere compagna e complemento dell'uomo.
Si legge nelle prime pagine della Bibbia che, quando Dio presentò ad Adamo questa sua compagna egli, felice,
esclamò: "Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne".
E Dio, compiaciuto, disse: "L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una sola
carne" (Genesi 3:23-24).
"Una sola carne", vale a dire: uguaglianza, unità di sentimenti, profondo amore, armonìa di
aspirazioni per il bene comune, ecc.. In tal modo la famiglia venne istituita come necessario mezzo di completamento fisico, morale, e
spirituale dell'uomo e della donna.
Senza il matrimonio monogamico né l'uomo né la donna sono due esseri completi, senza di esso non esiste la famiglia.
Per questo la famiglia è sempre esistita presso tutti i popoli, non degenerati, di ogni età.
È così che nella Parola di Dio, per bocca di Gesù e degli uomini ispirati da Dio, si danno regole
che ricordano ai coniugi i doveri reciproci, quelli verso la prole e i doveri della prole verso i genitori; regole tutte che indicano come l'istituto
familiare sia voluto da Dio.
L'amore che lega l'uno all'altro i coniugi, è stato posto da Dio nel loro cuore e essi assegna il dovere di vivere uniti
sempre, perché ogni il vero amore non è egoistico, non conosce limiti di tempo e sà vincere ogni difficoltà, per
bene scambievole e dei figli.
La famiglia, nella quale vige l'amore, è "un porto sicuro" dopo un giorno d'intenso lavoro; è il
luogo dove marito e moglie trovano quiete pace e amore, e ritemprano le forze per adempiere ai doveri della loro vita e del loro stato,
nonché per superare le immancabili difficoltà della vita.
La famiglia è "il tempio" in cui i figli sono sorretti nei loro bisogni della vita fisica e degnamente educati
nella vita intellettuale e morale.
Nessun altro che compisse l'ufficio dei genitori nell'educare i figli e nell'allevarli, potrebbe, nonostante tutta la sua buona
volontà, rendere efficace la sua opera al pari di quella dei genitori, che la natura spinge e sprona all'amore provvidente e a cure
soavemente sapienti verso i figli.
Infine, senza famiglia, il disordine s'impossessa facilmente della società: viene infatti a mancare la prima cellula
unitiva coordinante gli individui, secondo le esigenze naturali della parentela; viene meno il mezzo con cui più facilmente si
trasmettono di generazione in generazione e condizioni pratiche e i sentimenti più necessari alla vita.
Senza la famiglia, che insegna la dedizione e l'esempio, gli uomini divengono egoisti, duri di cuore, indifferenti all'altrui
bene, vuoti interiormente di sentimenti nobili e di degne aspirazioni, e più proclivi ad agire male piuttosto che bene.
Alla luce della Parola di Dio, questa è la nostra certezza.
La nostra preghiera, gentile Signora, è che l'umanità si arresti sul baratro dell'attuale disgregazione
familiare per ritrovare le pure e sane gioie di una vita familiare intensamente vissuta!
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