Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Fattorino, per piacere...

Siamo una società in movimento. Molti di noi viaggiano in lungo e in largo attraverso il nostro bel paese e anche in altre terre.
Sovente incontriamo dei fattorini, questi bravi impiegati d'albergo che accompagnano i clienti alle stanze assegnate, ne portano i bagagli e corrono a fare le commissioni.
Il vero fattorino indossa un'impeccabile uniforme per essere subito riconosciuto. È ospitale, si mostra premuroso del benessere e delle comodità degli ospiti, pronto a servirli in ogni necessità.
Tale premura e il conseguente servizio hanno naturalmente un prezzo, poiché quello dei fattorini è un impiego remunerato. Il proprietario infatti trae vantaggio dai loro buoni servizi.

Durante uno dei miei viaggi, il mio bagaglio non poté essere caricato sullo stesso aereo. Arrivai in albergo a tarda sera e avvertii il commesso di trattenere le valigie quando mi fossero state recapitate. Le avrei richieste il mattino seguente.

Desideroso di rendermi un buon servizio, il commesso suonò invece alla mia stanza alle due e mezzo della notte, e me lo vidi comparire con il bagaglio a rimorchio. Penso di averlo ringraziato e di essermi rituffato sotto le coperte.

Il mattino dopo, mentre attraversavo l'anticamera, il commesso mi si avvicinò per dirmi di essere colui che mi aveva portato in camera le valigie. Lo ringraziai di nuovo, ma egli mi ricordò che non gli avevo ancora dato la mancia.
Mi scusai, ricordandogli che la consegna era avvenuta alle due e mezzo di notte, e in quell'ora non dovevo essere molto lucido di mente.

Ho l'impressione che qualcuno di noi attribuisca al nostro provvido Padre celeste la funzione di fattorino.
Vorremmo che Dio fosse una specie di fattorino universale, al quale ricorriamo soltanto nelle nostre necessità. Abbiamo poco tempo da dedicare a Dio eccetto quando sorge un bisogno.
Quando ogni altra cosa viene a mancare ci rivolgiamo a Lui pressantemente perché venga in nostro soccorso o accolga una nostra precisa richiesta.

A volte manifestiamo il nostro disappunto se non esaudisce le nostre richieste nella maniera sperata.

Assumiamo anche l'atteggiamento del fattorino verso il nostro Dio quando ci mettiamo a mercanteggiare con Lui.

Il servizio che ci rende un fattorino, ne siamo consapevoli, merita gratitudine.
La stessa mentalità può insinuarsi nelle nostre relazioni con Dio.
Cerchiamo di venire a patti con Lui. Gli promettiamo che, se esaudisce questa o quella domanda, noi faremo per Lui una determinata cosa.

Dio è il nostro provvido e premuroso Padre. Desidera che ci rivolgiamo a Lui nel momento del bisogno. Attende che noi gli chiediamo qualcosa, ma desidera anche da noi un corretto atteggiamento della mente e del cuore.
È molto contento quando noi riconosciamo la nostra inadeguatezza e la nostra dipendenza da Lui. Gesù lo ha detto chiaramente: "Senza di me non potete far nulla" (Giovanni 15:5).

C'è un altro aspetto del problema.
Dio desidera la nostra lode e la nostra gratitudine più ancora delle nostre petizioni. Si compiace alla nostra spontanea accettazione del suo volere. Inoltre si aspetta che dei suoi doni e delle sue benedizioni noi ce ne serviamo per il nostro bene e anche per rendere a lui onore e gloria.
Quando facciamo questo, molte nostre suppliche vengono esaudite, anzi alcune sono accolte prima ancora che le formuliamo.
Lo ha promesso il Signore stesso che tramite il profeta Geremia (29:12) afferma: "Quando tu mi invochi, quando ti rechi a pregare, io ti ho già esaudito!".

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