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La frazione del pane

L'ATTO CENTRALE DEL CULTO CRISTIANO È CONOSCIUTO CON DIVERSI NOMI:
"Comunione", "Cena del Signore", "Eucaristia" (che vuol dire "ringraziamento").

In ogni modo, COMINCIÒ COME UN PASTO, ed è facile dimenticarlo quando si riceve un pezzo di pane o alcune gocce di vino.

La celebrazione biblica prese forma probabilmente quando i credenti mangiavano insieme nelle case gli uni degli altri.

Più tardi venne formalizzata e collegata a una "festa dell'amore", e più tardi ancora separata come un rituale distinto.

Ma al di là di come ha avuto origine, ha avuto dal più al meno lo stesso significato per quanti vi prendevano parte.

ERA UN PASTO A CUI SI ERA INVITATI LIBERAMENTE.

La prima "Eucaristia cristiana" fu "l'ultima cena". Fu letteralmente l'ultima di tutte le cene e le feste fatte da Gesù durante il suo ministero terreno. Nessuno era stato escluso da tali pasti.

Infatti di Lui dicevano: "Quest'uomo và a trovare i peccatori e mangia con loro". La Cena del Signore era il pasto di una comunità in cui non c'era "né greco né giudeo, né schiavo né libero".

ERA UN PASTO DI COMUNIONE CON LO STESSO GESÙ.

I primi cristiani dovevano certamente essere consci della presenza di Gesù in mezzo a loro, comunque la esprimessero.
Infatti alcuni discepoli "Lo avevano riconosciuto mentre spezzava il pane".

L'apostolo Giovanni ci racconta la moltiplicazione dei pani per cinquemila persone in un modo che richiama la Cena del Signore.
Quelli che vi presero parte "erano stati nutriti da Gesù, il pane vivo".

LA CENA DEL SIGNORE RIMANDAVA LA GENTE INDIETRO NEL TEMPO, FINO ALLA MORTE DI GESÙ.

Non in quanto un poco di pane e di vino siano importanti in sé stessi, ma in quanto il pane SPEZZATO è ricordo e simbolo del corpo di Cristo sulla croce e il vino VERSATO è ricordo e simbolo del il suo sangue. Infatti Egli disse: "Fate questo in memoria di me".

L'ultima cena era un pasto pasquale, e almeno nei tempi antichi i cristiani dovevano ricordare che entrambi i pasti parlavano di liberazione dalla schiavitù. Qui si era di fronte a una nuova alleanza con Dio, firmata e fatta nascere nel sangue di Gesù.

LA CENA DEL SIGNORE ERA UN PASTO DI "RICONCILIAZIONE" E DI "UNIONE".

Tutti noi, sebbene molti, siamo un solo corpo, dato che insieme condividiamo lo stesso "pane".

Coloro che Cristo invita alla sua mensa devono amarsi e prendersi cura l'uno dell'altro.
Il comportamento dei ricchi a Corinto era una scandalosa sconfessione di questo dovere. Essi mangiavano il loro cibo e si ubriacavano mentre i cristiani più poveri rimanevano affamati. Nel comportarsi così disprezzavano "il corpo" del Signore.

Infine, il rifiuto di Pietro di mangiare con i pagani ad Antiochia fu visto, giustamente, come una palese contraddizione con il fatto che Gesù aveva abbattuto tutte le barriere sociali e razziali.

QUANTI PRENDEVANO PARTE ALLA CENA DEL SIGNORE SI DICHIARAVANO "APPARTENENTI" A GESÙ.

Questo è il motivo per cui Paolo afferma chiaro e tondo: "Non potete bere il calice del Signore e il calice dei demoni".

LA CENA DEL SIGNORE DUNQUE È QUALCOSA DI PIÙ CHE UN SEMPLICE SIMBOLO.

Alcuni cristiani di Corinto mangiavano cibo che era stato benedetto nei templi pagani, ma questo era un atto di idolatria incompatibile col sedersi insieme per mangiare con Gesù.

LA CENA DEL SIGNORE PROIETTA E CONTINUA A PROIETTARE VERSO LA VENUTA DI GESÙ IN TRIONFO.

Per gli Ebrei era familiare l'idea del banchetto messianico: la grande festa alla fine dei tempi, quando il Messìa avrebbe fatto da ospite.

Molte parabole di Gesù ritornano su questo tema del banchetto celebrativo.
Perciò, come ricorda l'apostolo Paolo, ogni volta che si partecipa alla Cena del Signore "si annunzia la morte del Signore fino a che egli ritornerà".
Essa è "la festa di nozze dell'Agnello".

OGNI VOLTA CHE I CRISTIANI CELEBRANO INSIEME LA CENA DEL SIGNORE, ANTICIPANO QUEL GIORNO GLORIOSO.

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