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Gesù il Messia

Il termine ebraico "Messia", con il suo equivalente greco "Cristo", significa soltanto: "unto" da Dio.

Ma nella Bibbia di solito significa di più: indica un liberatore mandato da Dio che fa scoppiare una crisi per provocare una svolta alla situazione.

Il desiderio di un Messia si fa più intenso quando un popolo geme oppresso da una potenza straniera, guarda indietro con aria pensosa alle sue glorie passate e professa un credo che ricorda di essere il popolo che Dio si è scelto.

Nell'Antico Testamento ci sono molti accenni relativi a "uno che deve venire".
Ma nei giorni più amari dell'occupazione di Israele, dapprima da parte dei Greci e poi dei Romani, l'invocazione di un liberatore divenne più disperata e insistente.

In certi casi "colui che deve venire" fu interpretato in termini spirituali, ma molto più spesso veniva pensato come "il figlio di Davide" che avrebbe ottenuto una vittoria militare e scacciato i Romani.

La letteratura prodotta durante le persecuzioni più recenti, amava dipingerlo con colori accesi, equipaggiato di armi soprannaturali.

Fu proprio questa forza che Giovanni il Battezzatore esaltò nel suo messaggio relativo a colui che stava per venire a vagliare la gente e a battezzarla con il fuoco.

Di certo, la Galilea era una terra fertile di "teste calde" con idee messianiche.

Nel 6 d.C., ad esempio, fu Giuda il Galileo a innalzare la bandiera della ribellione per protestare contro il censimento imposto dai Romani.
È facile immaginare l'impressione che ne ebbe il piccolo Gesù mentre osservava i sopravvissuti di quella compagnia di sfortunati tornare a casa, braccati, demoralizzati, alla ricerca di luoghi dove nascondersi dalla vendetta dei Romani.

Gesù cominciò la sua predicazione in un clima di crescente attesa messianica, ma in che senso può essere chiamato Messia?

Certamente dimostrò qualità messianiche.

Guariva i malati, i ciechi, gli zoppi e i sordi. Il suo discorso a Nazaret - riportato da Luca al capitolo 4º, dal versetto 16º al 21º-, suonò come un manifesto per una nuova era.

Anche la trionfale entrata in Gerusalemme e la cacciata dei mercanti dal tempio dimostravano che Gesù si comportava "come se fosse padrone del luogo". La gente, a sua volta, tirò conclusioni messianiche.

Secondo il Vangelo di Giovanni, un certo numero di persone riconosceva Gesù come Messia.
La folla una volta cercò di farlo "re".

Quando i discepoli furono interrogati da Gesù nel modo seguente: "E voi, che dite? Chi sono io?", Pietro arrivò a una sorprendente conclusione: "Tu sei il Messia, il Cristo, il Figlio di Dio vivente" (Matteo 16:15-ss).

Eppure a Gesù non piaceva che la gente lo chiamasse "Messia".
Era riluttante a parlare di sé con tale termine.

La sua risposta alla domanda del Sommo Sacerdote durante il processo: "Ti scongiuro di dirci se sei tu il Messia", và presa in questo senso: "Sì, anche se questo non è il mio modo di esprimermi".

Come mai Gesù era così riluttante ad accettare tale titolo?

Forse perché una parola viene interpretata nel contesto di quelle che richiama.
"Messia" era un termine troppo legato a idee di violenza, forza militare e nazionalismo, per esprimere esattamente la realtà di Gesù. Per questo Gesù collegò il termine con quello di sofferenza, nel tentativo di correggere le concezioni errate.

"Sì," - egli sembra dire -, "io sono il liberatore ma la mia liberazione implica la morte sulla croce". Per un uomo ordinario come Pietro, era troppo difficile capire tale affermazione.

Dopo la risurrezione di Gesù il mondo intero fu trasformato. La gloria, la potenza e la vittoria del Messia scaturivano proprio dalla morte di Cristo sulla croce.

Ora i cristiani avrebbero potuto comprendere ciò che Gesù aveva proclamato durante la sua vita terrena. Essi predicarono un Messia sofferente, un "Cristo crocifisso".

Quando il Vangelo uscì fuori dal contesto ebraico, «Cristo» divenne una parola estranea.
Gradualmente perse il suo significato originale e fu usata solo come un altro nome per indicare Gesù.

E questo è uno sbaglio, perché Gesù, come Messia, ci mostra che Dio adempie sempre le sue promesse, anche se il loro adempimento viene dilazionato a lungo.

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