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La giustizia

Quando ci guardiamo attorno sembra fin troppo ovvio che viviamo in un mondo tanto ingiusto.

Ci sembra ingiusto che le risorse della terra siano controllate da un terzo degli abitanti, mentre i restanti due terzi vivono in una povertà estrema o quasi.

Ci sembra ingiusto che in molte società, sia all'Est che all'Ovest, alcuni ricchi siano padroni di grandi beni e ne controllino la distribuzione.

Ci sembra ingiusto che chi commette ingiustizie non venga punito, mentre gli onesti e le persone meritevoli sono trattate duramente.

E noi non possiamo non essere d'accordo con l'autore dell'Ecclesiaste, uno scritto della Bibbia, quando dice:
"In questo mondo tu trovi malvagità mentre dovrebbero regnare la giustizia e il diritto".

Ma questo cupo quadro è inevitabile soltanto quando Dio viene escluso dal nostro calcolo.

Nella Bibbia Egli è la sorgente della giustizia.
Una delle cose migliori che ci ha dato è un preciso programma morale, con cui possiamo vivere secondo il genere di vita che desidera per noi. Se intendiamo rifarci a questo programma per individuare un modo di vivere giusto, dobbiamo concentrarci su due qualità:
LA SANTITÀ E L'AMORE.

La vera santità è basata sulla sacra legge di Dio.

"Giustizia" è in effetti una versione della parola "rettitudine". È una qualità di vita che Dio desidera da tutti attraverso l'osservanza dei suoi comandamenti.
Ma questo è più facile dirlo che farlo.

Il peccato è così profondamente radicato in noi tutti che siamo praticamente incapaci di vivere questo genere di vita. Soltanto chiedendo con fede il perdono e la nuova vita che Dio ci offre in Gesù possiamo trovare la rettitudine di Dio.

La Legge di Dio, dunque, non può da sola renderci giusti.
In quanta gente che ha sperimenta il perdono, invece, possiamo vedere il desiderio di vivere come Dio richiede e di onorare il suo modello di vita.
E così il popolo di Dio osserverà le sue leggi e quelle della società in cui vive.
Onoreremo le giuste esigenze degli altri su di noi e cercheremo di vivere in modo onesto, degno di fiducia e giusto.

La giustizia autentica è basata sull'amore santo di Dio.

L'amore cristiano non è un qualcosa di sdolcinato, ma un fiero impegno per Dio e il suo mondo.

È un amore che agisce, e non si limita a sentire pena per i bisognosi; esso si impegna a fare qualcosa per loro.

Quando William Wilberforce cominciò la sua campagna contro l'abolizione della schiavitù non era guidato dal sentimentalismo ma da precisi principi cristiani di giustizia, derivati dalle caratteristiche dell'amore di Dio. Egli sapeva che il Vangelo riconosce il valore di ogni persona - bianco o nero, maschio o femmina - a partire da un'uguale dignità davanti a Dio.
Egli era convintissimo dell'immoralità del fatto che un essere umano potesse comperarne un altro, e soffriva per lo scandalo di una persona che era libera di vivere con dignità, mentre un'altra veniva privata della pienezza della propria esistenza.
L'amore sgorgò da Wilberforce come un grido di giustizia, un grido che abbracciava tutta la sua vita.

La fede cristiana autentica rifiuta di lasciarsi confinare in una ristretta area di vita chiamata "religiosa".
La vera fede deve riversarsi continuamente sulla nostra esperienza quotidiana, sulla nostra vita sociale e sulle nostre aspirazioni umane e spirituali.

Se è una fede viva, il cristianesimo, si verrà a trovare agli incroci delle strade della vita umana e richiamerà gli uomini a un Dio giusto il quale desidera che tutti, senza eccezione, possano godere della sua generosità.

Il suo popolo deve impegnarsi a favore della giustizia, lottando a fianco di quanti sono trattati ingiustamente e opponendosi con coraggio a tutti i mali e a tutte le violazioni della legge di Dio.

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