Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Guardando un mappamondo

Un mappamondo è aperto dinanzi a me e ne sto guardando continenti, paesi e città.
Quanti pensieri e quante riflessioni!

Qui vedo eserciti fronteggiarsi per questioni di confini; là nazioni guardarsi diffidenti ed ostili per il conseguimento di un qualche fatuo predominio; altrove paesi in fermento per qualche recente colpo di stato o per una acuita lotta di classe.

Mi passano innanzi nazioni in cui si perseguitano gli appartenenti ad una razza, quelle in cui si perseguitano gli appartenenti a minoranze religiose e perfino a qualsiasi religione, quelle in cui si osteggiano gli iscritti ad un partito od i seguaci di un'idea.

Mi soffermo a guardare le zone devastate da recenti uragani, le città colpite da tremendi terremoti, le regioni desolate dalla siccità, i paesi colpiti dalla carestia. In quel punto è crollata una diga, seminando con le sue acque distruzione e morte; là è franata una miniera seppellendo uomini e cose; quivi è straripato un fiume, riversando le sue acque limacciose su città e campagne.

Ovunque, poi, la verità appare soffocata, l'ingiustizia premiata, l'egoismo trionfante, la cattiveria imperante con la tragica conseguenza di dolori, miserie, lutti!

Ma, di fronte a questo "brutto poter" del male "che a comun danno impera", dovremmo dichiararci vinti e concludere col poeta Leopardi: "Amaro e noia la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo?".

Sì, certamente, se di questa vita e di questo mondo avessimo fatto il fine ultimo della nostra esistenza.

Ma per quanti si credono creati per l'eternità, non è così. E questa fede non è un inganno, non è un oppio, ma una consolante verità. L'apostolo Paolo nei suoi scritti, ci rivela:

" ... quantunque il nostro uomo esterno si disfaccia, pure il nostro uomo interno si rinnova di giorno in giorno. Perciò la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria; mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne" (2Corinzi 4:16-18).

Perciò, lo stesso Apostolo ci avverte che:

"Le sofferenze del tempo presente non sono punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo" (Romani 8:19).

Difatti, sia l'individuo che:

"... la creazione tutta gemono e sono in travaglio ... aspettando l'adozione, la redenzione ... per essere liberati dalla servitù della corruzione ed entrare nella libertà della gloria dei figliuoli di Dio" (Romani 8:18-23).

Ora, solo Cristo e il suo messaggio offrono all'umanità con la speranza certa di un avvenire migliore, la sicurezza di questa liberazione.

Occorre però accogliere l'invito di Cristo che dice: "Venite a me ... Credete al Vangelo ... Bisogna che nasciate di nuovo ...".

È necessario accettare con fede la seguente realtà indicata dall'apostolo Paolo:

"Se uno è in Cristo, egli è una nuova creatura ... Quello che vale è la fede operante per mezzo dell'amore".

Solo vinti dall'amore di Dio e divenuti Suoi figli per l'ubbidienza del battesimo, gli uomini potranno trovarsi riuniti insieme e concordi con i loro simili, per contribuire in unità d'intenti e di aspirazioni alla liberazione di tutta la stessa creazione dalla corruzione e vanità, cui l'uomo stesso, peccando, l'ha sottoposta.

Solo così l'attesa di "nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia" (2Pietro 3:13), che è l'aspirazione più profonda e sentita di ogni essere umano, non sarà defraudata, e potrà:

"Dio stesso abitare con gli uomini, ed essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà loro Dio ... e la morte non sarà più, né ci saranno più cordoglio, né grido, né dolore, poiché le cose di prima sono passate" (Apocalisse 21:3-4).

Conoscano ed accettino gli uomini queste cose che sono per la loro pace, onde non avvenga che il Signore abbia a piangere su loro come pianse un giorno sulla Sua amata Gerusalemme, dicendo:

"Oh se tu pure avessi conosciuto in questo giorno quello che è per la tua pace" (Luca 19:42).

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