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Guerra e pace

Ci ricordiamo che in questo istante nel mondo vengono combattute oltre venti guerre?
La pace sembra essere l'eccezione, non la guerra.

Nonostante i progressi e le conquiste, l'umanità non riesce a trovare una soluzione alla guerra. Siamo in grado di scindere l'atomo, ma non riusciamo a rimettere insieme gli uomini tragicamente divisi.

L'approccio cristiano alla guerra e alla pace è basato sulle qualità di Dio. La Bibbia lo descrive come "Il Dio della pace". Ma lo chiama anche il "Guerriero".

Come conciliare questi due tratti opposti?
La risposta viene a chiarirsi quando identifichiamo il nemico contro cui Dio è in guerra: cioè tutte le forme di ingiustizia, malvagità e peccato. Invece di tenersi fuori del conflitto, Dio è intimamente impegnato nella lotta contro le forze del male.

L'attività svolta da Gesù lo dimostra.
Nelle sue azioni egli lottò contro tutte le forze del disordine che imprigionano l'uomo; nelle sue parole si è opposto al peccato, specialmente all'ipocrisia e all'empietà pratica.

La battaglia finale avvenne alla sua morte, quando si scontrò con la furia totale del male e "conquistò la pace attraverso il sangue della sua croce".

Le sue prime parole ai discepoli dopo la risurrezione furono: "La pace sia con voi", indicando così che la sua vittoria aveva portato armonìa e riconciliazione tra Dio e gli uomini.

Cosa comporta questo per i cristiani oggi?

  1. Siamo coinvolti nella guerra di Dio.
    In quanto seguaci di Gesù, facciamo parte dell'armata di Dio in guerra contro tutto ciò che si oppone alla Sua legge. Ci sarà vera pace soltanto là dove il peccato sarà sconfitto: il peccato nelle relazioni umane, il peccato nella vita sociale e il peccato nelle strutture politiche. Come Gesù non esitò a pronunciarsi contro tutto ciò che opprimeva gli uomini, così i suoi seguaci non devono avere paura di opporsi al peccato in qualunque modo si presenti.

  2. Siamo operatori di pace.
    Il cristiano conduce la sua migliore battaglia quando annunzia la pace, non la guerra. Per sollecitare a farlo Gesù ha offerto la norma radicale secondo cui quando siamo schiaffeggiati su una guancia dobbiamo porgere anche l'altra a chi ci colpisce. Con questo Gesù voleva dire che un approccio positivo alla pace (da non intendere come codardìa e sottomissione passiva) è mille volte meglio che non la violenza.

  3. Usiamo le armi della pace come ha fatto Gesù:
    Coraggio di parlare chiaro contro l'ipocrisia e la malvagità; volontà di dialogare con il nostro "nemico" e di rivolgerci a lui con amore; disponibilità a trattare piuttosto che ad allontanarci dagli altri.
    L'Antico Testamento aveva predetto che un giorno soltanto "le armi della pace" sarebbero rimaste, quando le spade e le lance sarebbero state trasformate in aratri.

  4. La violenza sarà sempre l'ultima risorsa.
    I cristiani sono divisi sulla possibilità di giustificare la violenza. Alcuni sostengono che i cristiani debbono essere non-violenti, e questa è una tradizione antica e piena di dignità.
    Noi siamo convinti che quando il male arriva a forme di distruttività che non lasciano più spazio alla ragione, e calpestano gli innocenti e gli indifesi; in questo caso ci sono motivi per difendere sé stessi e questo viene di solito chiamato la teoria della "guerra giusta".
    Tale teoria asserisce che la guerra può essere giustificata soltanto quando si verificano quattro condizioni:
    • la causa deve essere giusta;
    • la guerra deve essere assolutamente l'ultima risorsa, quando ogni altra strada è stata percorsa inutilmente;
    • il conflitto non deve coinvolgere gli inermi;
    • la guerra deve essere limitata negli scopi, evitando le inutili perdite di vite e le distruzioni.
    Il problema è se sia possibile che queste ultime due condizioni si verifichino ai nostri giorni, dato che un conflitto può diventare nucleare.

Ma l'impegno primario dei cristiani, naturalmente, è per la pace.
Il nostro più vivo desiderio dev'essere quello di prendere parte attiva alla battaglia di Dio contro le forze visibili e invisibili che sconvolgono questo pianeta.
Il lieto messaggio è che Dio avrà l'ultima parola.
Il peccato, la morte e il male saranno sconfitti e il regno di Dio e della sua pace un giorno diverrà realtà in tutto il suo splendore. Vale la pena di lavorare per questo!

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