Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Hai paura?

Tutti hanno paura.
La paura è uno stato d'animo che accomuna tutti gli uomini. Anche quelli apparentemente più temerari, provano, nel corso della loro esistenza, questo senso di insicurezza verso un pericolo futuro, reale o immaginario!

Paura di soffrire, di cadere malati, paura della guerra, della fame, delle catastrofi; paura degli altri e di se stessi; soprattutto paura della morte e dell'al di là.

Non vi siete mai chiesti il perché di questo sentimento?

Gli psicologi hanno creduto di scoprirne la causa in una errata educazione che, ponendo divieti e prevedendo sanzioni, ha contribuito a creare uno stato di turbamento interiore. Così, da alcuni anni, si allevano i figli senza rimproveri, si lascia ai giovani ampia libertà in ogni dominio, si proclama ovunque che non c'è Dio, né giudizio, né punizione.
Come risultato, l'uomo oggi ha una paura che forse mai ha avuto nei tempi passati, e dei conflitti interiori così intensi da portare la depressione e l'ansia ai primi posti nelle statistiche dei "mali" del nostro secolo.

Come è entrata la paura nel mondo?
Ancora una volta, nel guazzabuglio delle teorie e delle ipotesi, la Parola di Dio resta la sola che ci può dire il perché della paura e cosa essa sia realmente.

E, nell'avvicendarsi di tentativi medici, psico-pedagogici e sociali per liberare l'uomo da questo penoso stato d'animo, la Parola di Dio è ancora la sola che dia la soluzione al problema in modo radicale e definitivo.

La Bibbia parla di "paura" solo dopo che l'uomo è diventato un peccatore, disubbidendo a Dio.
In quel mondo dove tutto "era molto buono" (Genesi 1:31), in quello splendido, lussureggiante giardino dove tutto era ordine e pace, la paura non esisteva. Dio non l'aveva creata. L'uomo era felice.

Ma quando ha trasgredito all'ordine di Dio, quando ha voluto acquistare la conoscenza del bene e del male con l'orgogliosa pretesa di essere "come Dio" (Genesi 3:5), cosciente di essere un peccatore fugge e si nasconde.

Ormai la voce del Creatore risuona minacciosa e incute paura; lo chiama e gli chiede: "Dove sei?"; e Adamo esce dal suo nascondiglio dietro agli alberi del giardino e risponde: "Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura perché ero ignudo" (Genesi 3:10).

Dunque paura di un Dio giusto!

La morte, "salario del peccato" (Romani 6:28), è così entrata nel mondo.
L'uomo, trasgressore, deve avere a che fare con un Dio giusto e santo in senso assoluto; con Colui che dopo aver ucciso ha potestà di gettar nella geenna, e che "può far perire l'anima e il corpo" (Luca 12:5 - Matteo 10:28), secondo quanto Gesù Cristo insegnava a quelli della sua "generazione incredula e perversa", mostrando loro Chi dovevano temere.

Se proseguiamo nel racconto biblico, vediamo molti uomini che hanno avuto paura di fronte alle manifestazioni evidenti della presenza di Dio. Così il patriarca Giacobbe, dopo il sogno della notte di Bethel, esclamo: "Certamente l'Eterno è in questo luogo e io non lo sapevo. Ed ebbe paura" (Genesi 28:16-17).

Anche Mosé, il grande legislatore e condottiero di Israele attraversò il deserto, di fronte al misterioso spettacolo del pruno ardente "si nascose la faccia perché aveva paura di guardare Iddio" (Esodo 3: 6).

Ma Dio ha voluto porre rimedio a questo stato di cose.
Se "per timore della morte" gli uomini sono "per tutta la vita soggetti a schiavitu" (Ebrei 2:15); se i tentativi dei filosofi e dei pensatori, degli psicologi e degli scienziati di tutti i tempi, non hanno approdato a nulla, Dio ha fatto tutto per ridare alla sua creatura la serenità e la pace.

Cristo è venuto quaggiù. Sulla scena di questo povero mondo contaminato dal peccato e invaso dal male, in mezzo "ai gemiti e, al travaglio" non solo dell'uomo ma di tutta la creazione (Romani 8:22), ha camminato e ha sofferto; e alla fine, sulla croce del Calvario, portando i peccati di quelli che si riconoscono peccatori, ha placato l'ira di Dio (Romani 6:9), ha vinto Satana che deteneva l'impero della morte, ha liberato l'uomo che esce dalla schiavitù del peccato e gli ha dato vita eterna.

Dio si è rivelato in Cristo come un Dio d'amore, un Dio che fa grazia, a cui possiamo accostarci "di vero cuore, con piena certezza di fede", poiché: "Nell'amore non c'è paura; anzi l'amore perfetto caccia via la paura"; e Dio ha ristabilito per mezzo di Cristo quella fiducia e quella pace che l'uomo peccatore non avrebbe mai più potuto ritrovare (Ebrei 10:22 - 1Giovanni 4:18).

Per quelli "che sono in Cristo Gesù, non c'è ora alcuna condanna" (Romani 8:1), e nella vita di questo mondo essi possono sperimentare ad ogni passo le cure di un Salvatore pieno di grazia e di un Padre misericordioso e compassionevole.

Gentili lettori, la serenità, la pace, il riposo dell'anima, potete averle anche voi, se credete al Signore Gesù. Egli stesso vi chiede di riflettere su queste cose, e vuole che per mezzo della fede in Lui, anche voi come tutti i credenti possiate dire:

"Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei male alcuno, perché Tu sei con me" (Salmo 23:4).
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